Diciamocelo, pochi decenni riescono a competere con gli anni Novanta. La musica, la moda, il cinema. Quella sensazione di "possibilità" che, poco a poco, si è poi persa. Un'epoca in cui tutto poteva accadere. Il migliore dei mondi. L'accavallamento tra digitale e analogico. Pensiamo alle sale giochi, spazi d'aggregazione e di baldoria. Sfida dopo sfida, saltando la scuola per battere quel record impossibile al gioco del momento. I famosi cabinati, un gettone e via: si aprivano mondi cosmici capaci di plasmarci. L'apice della cultura pop.
E se pensiamo ai mitici 90s, non possiamo non pensare a Street Fighter, il più influente picchiaduro della storia dei videogame, che oggi il bravo Kitao Sakurai ha trasformato in un film che omaggia proprio questo irripetibile periodo. "Street Fighter è una specie di lettera d'amore a quelle atmosfere", spiega il regista, che abbiamo intervistato insieme al cast, "il film è ambientato negli anni Novanta, ed è come se fosse realizzato in quel periodo. La musica, è audace dal punto di vista visivo, ed è divertente come erano divertenti i 90s".
Street Fighter: interviste al regista e al cast
Nel cast c'è David David Dastmalchian, che interpreta M. Bison. L'attore, nato nel 1975, ha vissuto in pieno la decade di Street Fighter. "In quel periodo sono successe cose incredibili dal punto di vista culturale", spiega David Dastmalchian, "Pensiamo al Grunge, un fenomeno. E poi l'esplosione dei videogiochi. Gli 80s sono stati dominati da Atari, i 90s sono stati di Nintendo, soprattutto nelle sale giochi tradizionali. Tutto sfacciato e colorato. Come se l'hair metal e tutta la follia degli 80 si fondesse in un punto di svolta. E Street Fighter è nel bel mezzo di tutto questo".
Un altro del cast che ha vissuto in pieno i 90s è Andrew Schulz, che interpreta Dan Hibiki apparso per la prima volta in Street Fighter Alpha. L'attore ci dice: "Immagina di essere un bambino pieno di ottimismo, il mondo è ai tuoi piedi. Potevamo fare quello che volevamo. Mi madre era scozzese, sono figlio di immigrati, ma potevamo realizzare qualsiasi cosa. E credo che gli anni Novanta incarnassero questo pensiero. Forse l'anno d'oro è stato il 1998, così come il '93 o il '94, quando è nato Street Fighter".
Accanto a Schulz c'è Cody Rhodes, che nel film è Guile. "Era tutta un'altra storia prima", dice a Movieplayer, "molti non sapranno mai nulla di che anni sono stati". Dall'altra parte, Noah Centineo, classe 1996, che in Street Fighter veste i panni di Ken, dice: "ero piccolo, ho solo sfiorato certe cose. Ma devo dire che realizzare il film mi ha permesso di fare un salto indietro nel tempo".