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Star Wars: perché il futuro della saga appare sempre più cupo

Con la conclusione dell'ultima trilogia di Star Wars, sotto le aspettative e le ultime notizie trapelate sui progetti in corso, il futuro della saga di film sembra essere sempre più carente di Forza.

APPROFONDIMENTO di 24/01/2020
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Star Wars: The Rise of Skywalker - Daisy Ridley in un'immagine dal primo teaser

Incredibile, ma vero Star Wars: L'ascesa di Skywalker ha messo la parola fine all'epica saga quarantennale di Star Wars al cinema nel breve tempo di un mese. A differenza di quanto successe con Il risveglio della Forza, considerato un vero e proprio evento cinematografico e capace di incassare oltre due miliardi di dollari, e Gli ultimi Jedi, film che ancora oggi viene criticato o elogiato senza mezzi termini da parte del fandom, quello che doveva essere l'epico finale nonostante l'enorme battage pubblicitario sembra essere passato al cinema quasi in sordina (per gli standard di un film di Star Wars), non riuscendo a replicare i numeri dei due episodi precedenti e gettando una lunga ombra sul futuro della saga.

Cosa è andato storto prima

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Star Wars: The Rise of Skywalker - Un'immagine suggestiva del primo teaser

Le prime avvisaglie di problemi alla macchina Star Wars si possono trovare tutte tra il giugno del 2017 e il maggio 2018. Quattro gli eventi che sono stati un segnale d'allarme (va detto, di diversa gravità) e che hanno sgonfiato l'immagine quasi divina e intoccabile del marchio. Nell'estate 2017 la produzione complicata del secondo spin-off delle Star Wars Stories dedicato al giovane Han Solo, con i registi Phil Lord e Chris Miller allontanati dal ruolo per divergenze creative a riprese quasi concluse, aveva certo fatto alzare più di qualche sopracciglio perché, se è vero che queste fatalità accadono spesso e volentieri nel mondo del cinema, è evidente che non si era mai assistito a qualcosa di simile in seno alla Lucasfilm.

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Star Wars: The Rise of Skywalker - BB8 e il nuovo droide in un'immagine dal primo teaser

Qualche mese dopo, anche Colin Trevorrow, regista scelto per l'ancora senza titolo Episodio IX, fece la stessa fine dei colleghi Lord e Miller, e al suo posto fu richiamato J.J. Abrams. A dicembre di quello stesso anno ecco uscire al cinema l'ottavo episodio della saga, quello scritto e diretto da Rian Johnson, e non serve ripetere come si è diviso il fandom di Star Wars in merito. Con la produzione travagliata, l'accoglienza dei fan critica verso Episodio VIII, una scarsa campagna marketing e un'uscita clamorosamente sbagliata a maggio (a neanche un mese da quell'evento che fu Avengers: Infinity War), Solo: A Star Wars Story è stato il primo grande flop della saga stellare. Inoltre portava con sé l'errore più grande: non era un film "speciale", non aveva al suo interno la magia di Star Wars, mancava il senso di meraviglia e il risultato era quello di un film canonico, aggettivo che non si sposa al meglio con il marchio. Lo scarso successo al botteghino di Solo: A Star Wars Story costrinse la Lucasfilm a ripensare completamente gli spin-off bloccandone la produzione e trasformandoli (così pare) in serie televisive dedicate a Disney+. L'idea di avere almeno due film all'anno, seguendo il modello Marvel Studios, viene quindi accantonata.

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La complicata ascesa di Skywalker

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Star Wars: L'Ascesa di Skywalker, una foto del film

Star Wars: L'ascesa di Skywalker, nonostante sia capace di intrattenere a dovere il suo pubblico, presenta delle criticità innegabili. Il ritmo troppo frenetico non riesce a dare quel respiro epico che la saga ha sempre cercato, la prima ora narrativamente confusionaria e alcuni momenti al suo interno che sembrano correggere e modificare tutto quello che non andava bene ne Gli ultimi Jedi. Per andare incontro al pubblico, certo, e soprattutto per premiare tutti quei fan scontenti che non avevano amato la direzione intrapresa nel film precedente. Così facendo, però, Star Wars: L'ascesa di Skywalker mette in mostra un lato debole che non doveva essere notato, ovvero la sensazione ormai inconvertibile di una scrittura "a braccio" dell'intera trilogia, senza un forte legame o una storyline definita tra registi ed episodi.

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Star Wars: Episode IX, la prima foto di Lando Calrissian

Oltre a questo, il senso di retcon presente e il tono poco rischioso e accomodante rendono il film un finale di saga sottotono. Nell'intenzione di voler celebrare il marchio senza prendersi rischi, Episodio IX perde il confronto con un altro film uscito nello stesso anno che riesce benissimo nel suo intento celebrativo con un finale epico, maestoso, con una scrittura che unisce ben 22 film (anche quelli meno amati). Ovviamente stiamo parlando di Avengers: Endgame che sembra aver anticipato il successo e l'entusiasmo che doveva avere il capitolo finale della saga degli Skywalker. E i risultati al botteghino lo dimostrano: Star Wars:L'ascesa di Skywalker ha raggiunto il traguardo del miliardo di dollari di incassi, ma l'ha fatto faticosamente, lentamente e, soprattutto, silenziosamente. D'altronde, se il finale della storia di Rey e Kylo Ren sembra essere sin troppo simile al finale di Iron Man e Captain America, viene spontaneo domandarsi se Star Wars non si sia comodamente adagiato sul suo passato e faccia fatica a trovare un'identità forte e, soprattutto, fresca.

Star Wars: L'ascesa di Skywalker, le opinioni della redazione

Una nuova speranza

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Star Wars: The Rise of Skywalker - L'abbraccio tra Daisy Ridley e Carrie Fisher nel primo teaser

Non sembra trovare pace la Lucasfilm in quest'ultimo periodo. Online sono trapelati concept art e stralci del soggetto di Duel of the Fates, la versione di Colin Trevorrow per Episodio IX, e molti fan stanno dimostrando interesse ed entusiasmo per quello che poteva essere il film conclusivo della saga, tanto da dispiacersi di non aver avuto la possibilità di vederlo concluso. Di contro, si richiede a gran voce una versione estesa de L'ascesa di Skywalker per il mercato home video a dimostrazione che, nonostante sia stato apprezzato, il film avrebbe bisogno di una durata maggiore per essere migliore. L'annunciata trilogia scritta da Rian Johnson è ancora nel limbo decisionale e con il successo di Cena con delitto - Knives Out, il regista sembra preferire il sequel del suo whodunit al ritorno nella galassia lontana lontata. Era stato annunciato che il film Star Wars del 2022 sarebbe stato scritto dai due sceneggiatori de Il Trono di Spade, David Benioff e D.B. Weiss, salvo poi vedere i due scrittori allontanarsi dal progetto per preferire gli impegni presi con Netflix. Ultima notizia cupa, recentissima: la pre-produzione della serie su Obi-Wan Kenobi è stata bloccata in attesa di sceneggiature migliori, anche se Ewan McGregor ha voluto tranquillizzare gli animi dicendo che la data di uscita sarà rispettata.

Force
Baby Yoda la Forza usa

Rimane The Mandalorian, clamoroso successo di lancio di Disney+, capace di trasformare Baby Yoda in un personaggio tra i più amati e postati sui social network (e sappiamo che il successo di un'opera audiovisiva si misura anche così) e di mettere in secondo piano l'arrivo di Episodio IX. Eppure, la sensazione è quella di assistere a uno Star Wars che ripete sé stesso e che è diventato l'animale domestico dei fan più intransigenti anziché la belva selvaggia e imprevedibile che fece nascere George Lucas. Forse è solo una fase di assestamento, forse siamo cambiati noi. La speranza è quella di vedere il prima possibile la Lucasfilm comportarsi come i migliori Jedi che ci ha fatto conoscere: affrontando le proprie paure ed innescando la scintilla che farà di nuovo brillare il marchio Star Wars.