Nuovi e strani mondi ci aspettando nei nuovi episodi di Star Trek: Strange New Worlds, una quarta stagione attesissima che inizia il suo volo nello spazio sconfinato dello streaming dal 23 luglio su Paramount+ per proseguire fino al 24 settembre con le sue 10 puntate. Nuovi mondi e nuovi incontri, ma anche ritorni inattesi e specie aliene di ogni tipo, alcune delle quali avversarie e minacciose.
Un ritorno, quello di Strande New Worlds 4, atteso anche perché va ad avvicinarsi sempre più alla serie originale che ha fatto la storia della televisione mondiale: la serie creata da Akiva Goldsman, Alex Kurtzman e Jenny Lumet è infatti l'undicesima serie dell'universo di Star Trek, ma è anche un prequel di quella del 1966 ed è ambientata nella decade precedente ai fatti narrati in quel ciclo di primi episodi. Un momento chiave della storia della saga che sta incuriosendo molto i fan di lunga data e di cui abbiamo avuto modo di parlare con Anson Mount, Rebecca Romijn e Celia Rose Gooding, rispettivamente il Capitano Pike della Enterprise, Numero Uno e Nyota Uhura, in occasione della presentazione della serie all'Italian Global Series.
Stagione 4 più vicina alla Serie Originale? "Soltanto una trovata di marketing"
Iniziamo proprio dal momento storico che vivono i loro personaggi: il loro avvicinarsi ai fatti della prima serie di Star Trek ha in qualche modo influenzato il tono generale e le dinamiche a bordo della Enterprise? "Non sono d'accordo con questa premessa" ci ha detto Anson Mount e lo ha confermato Rebecca Romijn: "Neanch'io sono del tutto d'accordo. Immagino sia perché stiamo facendo più episodi in stile 'missione della settimana'" storie che sicuramente tengono l'attenzione sul presente stretto, impedendo di guardare troppo avanti. Eppure è Celia Rose Gooding a sottolineare un aspetto: "sul nostro poster c'è scritto 'Con coraggio un passo più vicini a dove tutto è iniziato'" e non può essere un caso.
L'interprete di Uhura ci tiene però a chiarire un punto: "però posso dire con estrema certezza che nessuno di noi sta lasciando che questo tipo di messaggio influenzi la recitazione. Continuiamo semplicemente a fare ciò che c'è nelle sceneggiature e ad onorare il percorso dei nostri personaggi. Non credo che conosciamo il futuro che stiamo ereditando... so per certo che il mio personaggio non lo sa".
Il presente, per l'appunto, come conferma Rebecca Romijn: "Non sono affari nostri cosa riserva il futuro, a meno che i personaggi non lo sappiano già." E quanto alla frase sul materiale promozionale è Anson Mount a chiarire che si tratta di scelte di marketing. Eppure quell'aspetto c'è e non si può ignorare: "c'è, intendo in termini di evoluzione dei personaggi. Il mio, ad esempio, assume un ruolo di leadership molto più forte nella quarta stagione. All'inizio della stagione chiede al Capitano di passare più tempo sui pianeti, quindi vedremo molta più azione da parte sua. Molta più azione e molto più tempo esplorando pianeti."
Dopo il Musical arrivano i pupazzi: la collaborazione con il Jim Henson's Creature Shop
E andando nello specifico di ciò che vedremo, se in precedenza tutti avevano amato l'episodio musical, la quarta stagione ci regalerà l'attesissimo episodio con i pupazzi: qual è stata la loro reazione immediata quando hanno letto la sceneggiatura e com'è stato recitare accanto alle versioni "muppet" di loro stessi? "Per entrambi gli episodi abbiamo fatto pressioni per molto tempo" ci ha spiegato Anson Mount, "quindi, quando abbiamo scoperto che si sarebbe fatto davvero, c'è stato grande entusiasmo. Quando ho letto per la prima volta l'episodio musical, ricordo di averlo finito tra una ripresa e l'altra sul set e di aver chiuso il computer dicendo: 'Signore e signori, credo di aver appena letto uno dei migliori episodi di Star Trek mai scritti.' E poi per questo episodio sui pupazzi... ero felicissimo che avessero accolto una delle idee che avevo proposto io. Non ricordo esattamente la mia reazione istintiva, ma so che mi è piaciuto subito. L'ho trovato divertentissimo."
"E ha funzionato perfettamente all'interno del concetto di Star Trek" ha spiegato Rebecca Romijn, "che è la cosa più importante." L'aderenza al mondo della saga è infatti fondamentale, ma per Celia Rose Gooding c'è un altro aspetto cruciale: "Quando ho saputo che avremmo fatto un episodio con i pupazzi, speravo che ci avrebbero permesso di tenerci i nostri. Era il mio sogno, ma purtroppo non si è avverato... ci spero ancora, c'è ancora tempo!"
In ogni caso è stata entusiasta di questa idea: "Strange New Worlds ha sempre superato i confini del genere. Abbiamo continuamente alzato la posta su quanto ci fosse permesso spingerci oltre, perché gli showrunner fortunatamente si fidano di noi. Con l'episodio musical, da ragazza cresciuta con il teatro musicale, ero al settimo cielo. E come fan della narrazione in generale, ero curiosissima di vedere come avrebbero realizzato un episodio con i pupazzi. Ha funzionato alla grande, l'ho adorato." E c'è un elemento da non sottovalutare che ha sottolineato Anson Mount: "Mi sono entusiasmato da matti quando ho scoperto che i pupazzi li avrebbe realizzati il Jim Henson's Creature Shop."
60 Anni di Star Trek: i ricordi d'infanzia del cast e il mito di Uhura
Non possiamo congedarci dal cast di Strange New Worlds senza un passaggio sui 60 anni di Star Trek che si festeggiano quest'anno. Qual è il loro primo ricordo di questo universo? E qual è la loro serie preferita? "La Serie Originale" ci dice senza esitazione Rebecca Romijn, "mi è stata fatta scoprire da mia madre. Andava in onda ogni sera alle 18:00 in replica e la guardavo facendo con lei splendide conversazioni sull'esplorazione, la curiosità e il fatto di essere o meno soli nell'universo. Tutti questi anni dopo, non riesco ancora a credere di farne parte."
Una precisa indicazione temporale che colpisce anche Anson Mount: "Domenica sera, ore 18:00, Canale 13. Stessa cosa per me, mia madre me l'ha fatta conoscere quando avevo 7 o 8 anni. Non ho un primo ricordo preciso, ma ricordo che le chiesi di cosa parlasse e lei mi rispose: 'Parla di questo gruppo di persone che vola su una nave spaziale e va a incontrare diverse specie aliene in giro per la galassia'. E ricordo di aver pensato: 'Sembra davvero un'idea pessima per una serie TV!'. Ma mi ha conquistato subito".
Questa ereditarietà, questo passaggio da genitore a figlio, sembra essere una costante: "Anche a me l'ha fatta conoscere mia madre" ci ha detto infatti Celia Rose Gooding, "io appartengo a una generazione più giovane, quindi il mio primo contatto sono stati i film del Kelvinverse. Ma il mio primo ricordo della Serie Originale è io e mia madre sul divano con una ciotola enorme di popcorn a fare una maratona di quanti più episodi possibili in un solo weekend, mentre mi preparavo per il provino. All'epoca non sapevo nemmeno di fare il provino per Uhura, avevano usato lo pseudonimo Yeboa. Ricordo solo di averla guardata e aver pensato: 'Certo, si capisce subito perché è così amata dai fan di sci-fi e dall'ambiente'. L'impatto che Nichelle Nichols ha avuto per le donne nere nel mondo dello spettacolo non potrà mai essere sovrastimato. È uno di quei prodotti che, la prima volta che lo vedi, capisci all'istante cosa lo ha reso leggendario."