Ritorno al Bosco dei 100 Acri

2018, Avventura

Recensione Ritorno al bosco dei 100 acri: ritrovare Winnie Pooh e se stessi

La recensione di Ritorno al bosco dei 100 acri: il film Disney ci riporta, con un Christopher Robin ormai adulto, al Bosco dei 100 Acri e ai suoi animali di peluche, da Winnie Pooh a Tigro e Ih-oh e Pimpi.

Ritorno al Bosco dei 100 Acri: un'immagine del film

Winnie Pooh è tornato. Lo ritroviamo insieme ai suoi amici in Ritorno al bosco dei 100 acri, il nuovo film Disney dedicato ai personaggi creati da A.A. Milne quasi un secolo fa. Era infatti il 14 ottobre 1926 quando il tenero orsetto di peluche faceva la sua prima apparizione nel romanzo per ragazzi che proprio da lui prendeva il titolo, iniziando un percorso che l'ha portato a essere protagonista ancora oggi, con i diritti in mano al colosso dell'intrattenimento per famiglie.

La nuova incarnazione delle storie di Winnie Pooh rientra nel filone di remake live-action della Disney, un'ondata di riproposizioni di vecchi classici che sta conquistando un gran numero di spettatori, tanto che da qui a un anno ci saranno ben quattro nuovi titoli a proseguire questa scia di successi annunciati (Il ritorno di Mary Poppins, Dumbo, Aladdin e Il re leone). Ritorno al Bosco dei 100 Acri è in uscita il 30 agosto, una collocazione tradizionalmente favorevole ai film per famiglie e che gli potrà consentire di continuare il trend positivo di questo filone di film live-action targati Disney.

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Ritorno al Bosco dei 100 Acri: Ewan McGregor in una scena del film

Il ritorno di Christopher Robin e una trama che riporta al passato

Ritorno al Bosco dei 100 Acri: Ewan McGregor in un'immagine del film

Nel parlare di ritorno di Winnie Pooh in realtà abbiamo detto un'imprecisione, perché il vero ritorno del film è quello di un Christopher Robin ormai adulto e assente da molti anni dal Bosco dei 100 Acri in cui si rifugiava da ragazzino per giocare con i suoi amici animali di peluche. Ora Christopher è un adulto arido e senza immaginazione, schiacciato dalle responsabilità e gli impegni del lavoro al punto di non trovare il tempo per la moglie Evelyn e la figlia Madeline. Proprio a causa di una pressante scadenza lavorativa, rinuncia a un week-end in campagna nel Sussex con la famiglia, ma mentre è solo a Londra viene raggiunto da un Winnie Pooh ancora in attesa dell'amico di un tempo. Christopher è così costretto a un viaggio imprevisto verso i luoghi della sua infanzia, per riportare l'amico di un tempo al bosco dei 100 Acri, ma anche ritrovare sé stesso e i suoi sogni.

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Winnie, Tigro e gli altri adorabili personaggi

Christopher Robin: una foto del film

La prima cosa che colpisce di Ritorno al bosco dei 100 Acri sono i suoi personaggi: li conosciamo bene, tanti li adorano sin dalle illustrazioni di E.H. Shepard che hanno dato loro vita, ma mai li abbiamo visti con tale solido livello di realismo. È la forza dei cosiddetti live-action Disney, con i quali si fa riferimento a un'animazione di stampo realistico capace di fondersi alla perfezione con le riprese dal vivo e il cast umano. Il vero punto di forza di questo nuovo film diretto da Marc Forster è infatti la resa dei personaggi nella CGI realizzata dagli studi Framestone e Method, che dà la sensazione di trovarsi al cospetto di veri peluche ai quali sia stata data magicamente la vita.

Ritorno al Bosco dei 100 Acri: Bronte Carmichael, Hayley Atwell ed Ewan McGregor in una scena del film

Chiunque sia fan di Winnie e compagni (il nostro preferito, per la cronaca, è l'asinello Ih-Oh) non può non intenerirsi nel guardarli interagire con l'ambiente e con il cast umano come se fossero personaggi realmente esistenti. Ma due parole vanno spese anche sugli attori che ruotano loro attorno, a cominciare da Ewan McGregor che riesce a comunicare sia la patina di tristezza che la vita gli ha lasciato addosso, sia la liberazione della gioia e della fantasia che fanno ritorno nel suo animo. Accanto a lui hanno meno spazio Hayley Atwell nel ruolo della moglie Evelyn e gli altri personaggi umani, fatta eccezione per l'antagonista Mark Gatiss, brillante e sopra le righe nel tratteggiare il meschino capo di Christopher.

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La forza della semplicità

Christopher Robin: una foto di Pooh e Christopher

Se Ritorno al bosco dei Cento Acri funziona non è solo per i suoi adorabili peluche protagonisti, né solo per quel soffio di malinconia che lo pervade con delicatezza sin dal prologo ambientato nel passato di un Christopher bambino, ma anche per la forza della sua semplicità: la storia scritta da Alex Ross Perry, Allison Schrieder e Tom McCarthy è lineare ed essenziale, forse un filo troppo in alcuni casi, ma non scivola mai nella banalità nel raccontare l'importanza di continuare a credere ai propri sogni per sopportare le difficoltà della vita. È un messaggio semplice che però tutti tendiamo a dimenticare fin troppo spesso, sommersi da una mole di impegni non dissimile a quella di Christopher, e abbiamo bisogno di un Winnie The Pooh che ci ricordi quanto sia importante ogni tanto provare la gioia di non fare niente.

Recensione Ritorno al bosco dei 100 acri:...
Antonio Cuomo
Redattore
3.5 3.5
Cinecittà World
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