Il film ha inizio quando l'isola caraibica di Curaçao, territorio del Regno dei Paesi Bassi, viene improvvisamente coinvolta in una crisi militare internazionale dopo l'attacco sconsiderato da parte della vicina Veragua, una fittizia nazione vicina dove domina la dittatura.
I protagonisti di Invasion - Sotto attacco sono un gruppo di soldati olandesi delle forze speciali che si ritrovano costretti a intervenire per proteggere non soltanto i civili ma anche le infrastrutture strategiche che si trovano in loco. Tra evacuazioni d'emergenza, operazioni dietro le linee nemiche e missioni sempre più rischiose, i tre giovani marine si ritrovano nel bel mezzo di un conflitto che rischia di degenerare rapidamente, mentre il tempo stringe e ogni decisione può fare la differenza tra la vita e la morte.
Invasion: da una guerra all'altra
La domanda non è tanto se sia possibile fare un film bellico europeo di produzione autoctona che non si senta schiacciato dal confronto con le omologhe produzioni hollywoodiane, bensì se ciò abbia un senso soprattutto in un periodo preciso storico dove i conflitti sono all'ordine del giorno, dominando le pagine dei (tele)giornali.
Basta accendere la televisione ogni giorno per essere catapultati in un orrore quotidiano di massacri e violenza e operazioni come Invasion - Sotto attacco sembrano giungere fuori tempo massimo, anche considerando che tra riprese e distribuzione in patria ha ormai due-tre annetti sulle spalle. Fin dai primi minuti, con le fasi di "addestramento" dei giovani protagonisti mossi da un idealismo profondo - per crederci, ci credono davvero, grazie alla sceneggiatura - e accompagnati da una colonna sonora pomposa e tronfia, i modelli di riferimento a stelle e strisce sono chiari, con tutti i pro ma soprattutto i contro del caso.
Una questione di opportunità: un film di propaganda
In un periodo storico complicato, dove il Vecchio Continente è impegnato nella corsa al riarmo, fa una certa impressione sapere che Invasion - Sotto attacco è stato realizzato con il supporto della Marina Militare olandese. La premessa è quella di un'invasione militare delle isole caraibiche di Curaçao e Aruba da parte dell'immaginaria Veragua, dittatura centroamericana con cui si sono accumulati anni di tensioni diplomatiche.
L'uso della forza - figlio del sommario si vis pacem, para bellum - la caratterizzazione sommaria dei cattivi, la netta distinzione tra bene e male: tutto sa di fasullo e pensato paradossalmente a scopo "ludico", ma certe scene - come il bombardamento iniziale da parte di una nave da guerra su un gruppo di bagnanti civili - non può che far drammaticamente pensare a scene reali. Se si accettano tali dinamiche, la prima mezzora può avere anche un parziale senso, ma con il procedere della visione le cose peggiorano anche dal punto di vista del mero "intrattenimento a tema".
Un cinema di reclutamento e nulla più
I problemi maggiori vengono alla luce quando lo script, già di per sé come detto assai derivativo - dovrebbe infine dare sostanza a personaggi anziché limitarsi a farli correre sotto il fuoco nemico, in quella giungla anonima come non mai dove si è schiantato l'elicottero su cui viaggiavano alcuni di loro. Tra chi deve sconfiggere le proprie paure, chi ha delle ferite importanti, chi ancora è pronto a sacrificarsi per i compagni, l'immaginario "eroico e propagandistico" è servito, senza che in tutto questo si dia un minimo di senso ai perché di quella guerra improvvisata - o meglio, un perché lo si trova, ma meglio soprassedere.
Il fatto che dietro la genesi del film vi sia come detto lo stesso stato olandese nelle sue ramificazioni militari ha fatto sì che Invasion - Sotto attacco eviti qualsiasi potenziale dilemma morale - i "buoni" sono tutti puri e integerrimi - e la benché minima ambiguità sull'effettiva giustezza della causa. È un cinema di reclutamento, come quelli che si realizzavano negli Stati Uniti per invogliare la gente ad arruolarsi per la Seconda Guerra Mondiale, e rischia forse di apparire se non addirittura volutamente pensato ad hoc, quanto meno ipoteticamente profetico sul domani che ci aspetta.
Conclusioni
Tempi di guerra che alitano pericolosamente ed ecco qua il perfetto film propagandistico ad hoc, anche se per una volta tanto non battente bandiera americana, bensì olandese. Co-prodotto dalla Marina dei Paesi Bassi, Invasion - Sotto attacco nella prima parte prova a difendersi sul piano tecnico, con un paio di sequenze di discreta fattura, ma mostra sin da subito tutti i suoi limiti drammatici e ideologici, con una sceneggiatura che reitera la classica divisione/scontro tra buoni e cattivi figlia di un cinema almeno di sessant'anni fa o più. Un film concettualmente vecchio, povero di idee e contenuti, con protagonisti tre giovani marine pronti a fare la "cosa giusta al momento giusto", poco importa il come o il perché.
Perché ci piace
- La scena del bombardamento iniziale è di discreta fattura.
Cosa non va
- Sceneggiatura che è pura propaganda.
- Distinzione netta tra buoni e cattivi, quest'ultimi pressoché inesistenti a livello narrativo.
- Un cast anonimo.
- La genesi produttiva fa sorgere domande inquietanti.