Un’estate d’amore: 8 grandi film su vacanze, sentimenti e malinconia

Da Bergman e Antonioni a Rohmer e Guadagnino, ecco come alcuni grandi registi di varie epoche hanno raccontato il connubio fra le vacanze estive e l'amore in 8 film indimenticabili.

Does your memory stray to a brighter Summer day/ When I kissed you and called you sweetheart?

Racconto Destate 2

In una delle canzoni più famose mai incise da Elvis Presley, Are You Lonesome Tonight?, il ricordo di un amore perduto è legato ad "un giorno d'estate più luminoso"; questo stesso verso, nel 1991, avrebbe ispirato il titolo internazionale del capolavoro del regista taiwanese Edward Yang, A Brighter Summer Day, struggente racconto di formazione e d'amore. E l'amore è un sentimento che non a caso nell'immaginario letterario, musicale e cinematografico è strettamente connesso alla bella stagione: il tempo delle vacanze estive e delle avventure, ma talvolta anche dell'incertezza e della solitudine.

Chiamami col tuo nome, Timothée Chalamet in una scena del film di Guadagnino.

Nel cinema, infatti, sono innumerevoli le occasioni in cui l'estate ha offerto una cornice perfetta per raccontare storie a base di dolcezza, di divertimento e di rimpianto. Non c'è da stupirsi, dunque, se anche alcuni fra i più grandi cineasti di sempre hanno scelto di descrivere le sfumature del sentimento amoroso nello scenario delle vacanze, riuscendo spesso a realizzare film memorabili: l'ultimo, in ordine di tempo, è probabilmente Mektoub, My Love: Canto Uno, la trascinante cronaca dell'estate del giovane Amin sulle spiagge dell'Occitania, per la regia di Abdellatif Kechiche. Pertanto, quello che vi proponiamo di seguito è un ideale itinerario attraverso otto film sulle vacanze estive che, in epoche molto diverse, ci hanno narrato splendide storie d'amore sotto la luce del sole di luglio e agosto, fra passione e malinconia...

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1. Monica e il desiderio (1953)

Monica E Il Desiderio

Se il titolo dell'articolo rende omaggio al leggendario Ingmar Bergman, è però un altro film del maestro svedese ad aprire la nostra rassegna: Monica e il desiderio, opera del 1953 che avrebbe acquisito una reputazione sempre maggiore negli anni della Nouvelle Vague, grazie all'adorazione dichiarata da parte di registi quali François Truffaut e Jean-Luc Godard. In Monica e il desiderio, l'amore è declinato in chiave di passione giovanile, quella fra Harry (Lars Ekborg) e Monika (Harriet Andersson): una passione che esplode durante un'estate trascorsa nell'arcipelago di Stoccolma, sulla barca rubata da Harry al padre. Dalla tristezza di una grigia vita quotidiana all'ebbrezza dell'idilliaco isolamento fra le isolette e gli scogli del Mar Baltico, per Harry e Monika la loro "estate d'amore" rappresenterà il periodo della gioia e della spensieratezza, al quale porranno fine l'autunno e l'imminente gravidanza di Monika. Bergman cattura in modo magistrale l'esuberante sensualità della sua protagonista, trasformando la procace ventenne Harriet Andersson in una delle icone del proprio cinema.

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2. Tempo d'estate (1955)

Tempo Destate

Dalla passione della gioventù al romanticismo della mezza età: è il grande regista britannico David Lean, nel 1955, a portare sullo schermo i sentimenti di una donna sulla soglia dei cinquant'anni, Jane Hudson, interpretata con commovente mimetismo da Katharine Hepburn, nel film Tempo d'estate. Basato su un testo teatrale di Arthur Laurents e girato in un suggestivo Technicolor, Tempo d'estate è una pellicola in cui una vacanza, perfino in una città magica come Venezia, può rivelarsi sinonimo di solitudine: ed è proprio la solitudine, silenziosa ma lacerante, che affligge Jane, segretaria proveniente dall'Ohio, mentre passeggia fra le calli veneziane, perlomeno fino al suo incontro con un negoziante italiano, Renato de Rossi (Rossano Brazzi), fortemente attratto dalla donna. Questo sommesso melodramma è uno dei film più toccanti del regista di Breve incontro, e la Hepburn, negli insoliti panni di un personaggio dimesso e fragile, suscita un'irresistibile empatia.

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3. L'avventura (1960)

Monica Vitti in una scena del film L'avventura (1960)

L'estate come stagione dell'attrazione, ma anche dello smarrimento e del mistero: restiamo in territorio italiano con L'avventura, classico firmato da Michelangelo Antonioni nel 1960 e girato fra l'arcipelago delle Eolie e la Sicilia. Primo capitolo della "trilogia dell'incomunicabilità", portata poi avanti con La notte (1961) e L'eclisse (1962), L'avventura si apre con l'inizio di una crociera in una barca su cui sono a bordo una coppia di coniugi, Sandro (Gabriele Ferzetti) e Anna (Lea Massari), e un'amica di quest'ultima, Claudia (Monica Vitti); ma durante una sosta sull'isola di Lisca Bianca, Anna scompare nel nulla. E nello scenario vacanziero dell'arcipelago siciliano, la ricerca della donna sfocerà nella nascita di un ambiguo rapporto sentimentale fra Claudia e Sandro. Accolto da reazioni contrastanti alla sua uscita, L'avventura non è soltanto un'opera seminale nella filmografia di Antonioni, ma anche uno dei titoli del cinema italiano più acclamati in tutto il mondo.

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4. Quell'estate del '42 (1971)

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Nel 1971, Quell'estate del '42 diventa un autentico fenomeno di massa nonché uno dei maggiori successi dell'anno negli Stati Uniti, conquistando il pubblico attraverso la love story fra il quindicenne Hermie (Gary Grimes) e una ragazza più grande, Dorothy Walker (Jennifer O'Neill). Diretto da Robert Mulligan, il regista de Il buio oltre la siepe, Quell'estate del '42 è il racconto, fra umorismo e malinconia, dell'educazione sentimentale e sessuale del protagonista, che trascorre i mesi estivi sulle spiagge di un'isola; e mentre i suoi amici tentano forsennatamente di sedurre delle loro coetanee, Hermie rimane incantato dalla bellezza di Dorothy, il cui marito è impegnato in guerra, e stringerà con la giovane donna una singolare amicizia. Il film ha ricevuto il premio Oscar per l'evocativa colonna sonora di Michel Legrand.

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5. Racconto d'estate (1996)

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Sul tema del binomio fra le vacanze e i sentimenti, il regista Eric Rohmer meriterebbe un intero capitolo: nel corso di una lunga e fortunata carriera, infatti, il maestro francese ha esplorato più volte le dinamiche dei rapporti fra uomini e donne nel contesto di una villeggiatura estiva, da La collezionista (1967) a Il ginocchio di Claire (1970), da Pauline alla spiaggia (1983) al celebre Il raggio verde (1986), che gli vale il Leone d'Oro al Festival di Venezia. Fra tanti bellissimi film 'vacanzieri', il più emblematico rimane però Racconto d'estate, del 1996 (distribuito inizialmente in Italia con il titolo Un ragazzo, tre ragazze): la cronaca dell'estate di Gaspard (Melvil Poupaud), studente di matematica che si reca sulla costa bretone in attesa di essere raggiunto dalla fidanzata Lena (Aurelia Nolin).

Racconto Destate

Nel frattempo, tuttavia, il ragazzo instaura un'affettuosa amicizia (che potrebbe essere qualcosa di più) con la coetanea Margot (Amanda Langlet) e si infatua della più volitiva Solene (Gwenaelle Simon). Attraverso le conversazioni e le tenerezze fra i personaggi, Rohmer costruisce una girandola di attrazioni incrociate volte a mettere in luce la costante indecisione di Gaspard, realizzando un film in cui il naturalismo del racconto e della messa in scena fa da veicolo a una profonda analisi sulla precarietà e l'ambiguità dei sentimenti.

6. Moonrise Kingdom (2012)

I due giovani protagonisti di Moonrise Kingdom Jared Gilman e Kara Hayward in una scena del film

Nell'ampia galleria degli amori estivi, c'è anche chi si è occupato dell'innocenza degli amori preadolescenziali: per esempio il regista e sceneggiatore Wes Anderson, che nel 2012, con il suo sguardo ironico e delicato, in Moonrise Kingdom ha narrato la "fuga d'amore" di una coppia di dodicenni, Sam Shakusky (Jared Gilman) e Suzy Bishop (Kara Hayward), negli ultimi giorni dell'estate del 1965 a New Penzance, un'isola del New England. Nel perfetto stile bizzarro e sognante tipico dell'autore de I Tenenbaum, Moonrise Kingdom propone una love story fiabesca, messa in scena con tinte pastello e accompagnata dalla musica di Françoise Hardy: una scintilla di genuina speranza in un mondo che, nel frattempo, mostra tutta la grottesca assurdità dei comportamenti degli adulti.

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Moonrise Kingdom Una Fuga Damore

7. Before Midnight (2013)

Ethan Hawke e Julie Delpy passeggiano in un'immagine di Before Midnight

Non solo l'innamoramento e le infatuazioni: l'estate può anche essere la stagione in cui, complice l'atmosfera idilliaca delle vacanze, un sentimento 'maturo' può essere rielaborato e messo alla prova. È più o meno quanto accade a Jesse e Céline, i personaggi interpretati da Ethan Hawke e Julie Delpy, in Before Midnight del 2013, terzo capitolo della romanticissima trilogia firmata dai due attori insieme a Richard Linklater e composta da Prima dell'alba (1995) e Before Sunset - Prima del tramonto (2004). Ancora una volta Linklater, il più rohmeriano dei registi americani, analizza evoluzioni e contraddizioni di un rapporto di coppia mediante i lunghi dialoghi fra i due protagonisti, ormai quarantenni e genitori di due gemelline. Nel corso di una villeggiatura in Grecia, lungo la costa del Peloponneso, Jesse e Céline avranno modo di rivivere i ricordi della loro storia comune, di mettere a confronto le proprie scelte di vita e di liberare paure e frustrazioni reciproche, in un faccia a faccia tanto doloroso quanto, probabilmente, necessario.

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8. Chiamami col tuo nome (2017)

Chiamami col tuo nome: Armie Hammer e Timothée Chalamet in un'immagine tratta dal film

Nel canone dei grandi film sulle vacanze estive e l'amore, Chiamami col tuo nome, diretto nel 2017 dal regista italiano Luca Guadagnino dal magnifico romanzo di André Aciman, costituisce uno dei capitoli più recenti e apprezzati. Ambientato nella cornice bucolica della campagna lombarda durante l'estate del 1983, Chiamami col tuo nome è incentrato sul coming of age di Elio Perlman (Timothée Chalamet), un brillante diciassettenne che, nel corso delle pigre e soleggiate giornate estive, svilupperà un'irrefrenabile attrazione nei confronti di Oliver (Armie Hammer), aitante ventiquattrenne ospite nella villa di campagna dei Perlman, prendendo coscienza della propria omosessualità e della forza dirompente del desiderio. La sceneggiatura del veterano James Ivory, premiata con l'Oscar, illustra in maniera acuta e realistica la natura delle pulsioni e dei tempestosi sentimenti provati da Elio: quei silenziosi "tormenti del cuore" a cui, durante il film, danno voce le dolcissime canzoni di Sufjan Stevens.

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