Mutiny, la recensione: Jason Statham in un action di routine

II popolare attore britannico interpreta una guardia del corpo in cerca di vendetta, dopo un agguato nel quale il suo datore di lavoro e amico è stato brutalmente ucciso. Al cinema.

Un'immagine promozionale di Mutiny

Cole Reed è un ex soldato e poliziotto che ora lavora come guardia del corpo e autista personale di Tibu Campallo, un ricco magnate delle spedizioni con il quale ha instaurato un rapporto di reciproca fiducia dopo avergli salvato la vita cinque anni prima. Quando il suo capo viene brutalmente ucciso in un'imboscata nella quale lo stesso Cole sopravvive a stento, il protagonista di Mutiny decide di vederci chiaro per scoprire chi sia dietro il tradimento e vendicarsi.

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Jason Statham e Ramon Tikaram in una scena

Convintosi che quell'agguato celi qualcosa di molto più complesso di un mero regolamento di conti, il Nostro si mette così sulle tracce dei responsabili e gli indizi lo conducono a bordo di una nave mercantile, l'Artemis, partita da Bangkok e diretta a Los Angeles sotto il comando dell'arcigno capitano Marko Madsen. A bordo per delle indagini si trova anche l'esperta ufficiale Angie Ellis, che non appena scoperto cosa si nasconde davvero su quell'imbarcazione deciderà di aiutare Cole in una rischiosa missione di salvataggio.

Mutiny: un eroe per tutte le stagioni

Non dovrebbe essere una novità per i fan, ma ancora una volta ci troviamo davanti ad un film nel quale Jason Statham fa Jason Statham, senza uscire mai da quel personaggio ormai così abilmente incastonato nel gotha degli eroi action moderni. Cambia l'ambientazione, con la maggior parte del minutaggio che ha luogo in alto mare, ma non quelle dinamiche che lo vedono granitico eroe d'azione, pronto a fare la cosa giusta al momento giusto.

Mutiny Unit 6 Jason Statham E Annabelle Wallis
Una scena d'azione a bordo della nave

Jean-François Richet, regista francese che dopo il memorabile dittico in patria di Nemico pubblico N. 1 si è adagiato su uno stile da action hollywoodiano più di routine - ricordiamo tra gli altri Blood Father (2015) con Mel Gibson e Plane (2023) con Gerard Butler - parte da una formula che il pubblico conosce ormai a menadito. Un protagonista apparentemente invincibile, persone innocenti da salvare costi quel che costi, cattivi che più cattivi non si può e così via, in un'ora e mezzo di visione che segue pedissequamente tutte le regole del filone.

Patti chiari, amicizia lunga

Una chiarezza di intenti che se latita gioco-forza di originalità sa come rivolgersi al nocciolo duro di appassionati, a chi non ha ancora abbandonato gli anni Ottanta e Novanta e quel genere di film dove un vendicatore faceva giustizia a suon di pallottole e botte da orbi. La sceneggiatura è consapevole del target, al punto che non si premura nemmeno di costruire un background corposo, affidando qualche nota sparsa a una manciata di dialoghi esplicativi, e mostrandoci sin dai primi minuti le incredibili abilità di combattimento di Cole.

Una Scena Iniziale Di Mutiny
Mutiny, una scena del film

Il complotto internazionale, con conseguente traffico di esseri umani, è una trama puramente accessoria, con le contaminazioni drammatiche ridotte al minimo e la tratta di uomini e donne thailandesi unicamente sfruttata al fine "ludico", a quella lotta contro i manigoldi che avrà come palcoscenico quest'imbarcazione che cela tanti nascondigli quante potenziali insidie dietro scale, corridoi o boccaporti di sorta. Altrettanto caricaturale è il principale antagonista interpretato dal massiccio attore danese Roland Møller, e di puro supporto la spalla femminile affidata ad Annabelle Wallis.

Azione, azione e ancora azione

Fortunatamente quando si arriva al dunque, ovvero all'anima puramente action, Richet dimostra tutto il suo mestiere e riesce a dar vita a diverse sequenze a tema molto efficaci, siano queste relative a frenetiche sparatorie e o a furibondi scontri all'arma bianca. La nave diventa così una vera e propria prigione, verticale e orizzontale, con quel labirinto dove Statham può fare ciò che gli riesce meglio. Niente di rivoluzionario, sia chiaro, ma l'intrattenimento a tema è garantito e a chi basta un "picchia-picchia" senza particolari pretese andrà tutto come sperato.

Jason Statham In Mutiny
Jasonn Statham agguerrito fino ai denti

Certamente la prevedibilità dell'assunto e le sorti del protagonista sono già scritte in partenza, con la vera domanda che non è se Cole "ce la farà", ma bensì "in che modo e in quanto tempo riuscirà a farcela". E proprio nella mancanza di qualsiasi autoironia Mutiny rischia di pagare quel tono eccessivamente serioso, con lo sguardo implacabile e freddo del protagonista - numerosi sono i primi piani su quel volto sempre combattivo ma adombrato da nuove rughe - che appare come una vera e propria dichiarazione di intenti: chi si trova sulla sua strada, così come lo spettatore, è quindi avvertito in partenza.

Conclusioni

Jason Statham è pronto a fare nuovamente la cosa giusta in un action di routine, un secco b-movie che procede dritto per la propria strada come il suo protagonista, un granitico vendicatore pronto a seminare morte e punizione a bordo di una nave mercantile, teatro di loschi traffici. Mutiny ci trascina sin da subito nel cuore dell'azione, con l'attentato che innesca la successiva indagine/missione di un ex soldato pronto a tutto pur di farla pagare a chi di dovere. Se la sceneggiatura è sin troppo elementare, senza nemmeno il pregio dell'autoironia, l'azione può contare sulla solida regia del francese Jean-François Richet, specialista del genere che qui riesce a sfruttare con una certa efficacia la pur limitata ambientazione in mare aperto.

Movieplayer.it
2.5/5
Voto medio
N/D

Perché ci piace

  • Jason Statham è sempre Jason Statham.
  • Buone sequenze action.

Cosa non va

  • Una trama ai minimi termini.
  • Assenza di autoironia.
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