La stagione autunnale del romance su Prime Video si apre con uno dei titoli più attesi dalla community di appassionati: Marfil - Gli opposti. Adattamento della prima parte della duologia letteraria Enfrentados dell'autrice Mercedes Ron, il lungometraggio propone il classico cliché della storia d'amore tra guardia del corpo e protetta in chiave glamour, con un pizzico di quello che oggi viene definito "mafia romance", ovvero il racconto di relazioni nate all'interno o ai margini della malavita.
Diretto da Óscar Pedraza su sceneggiatura di Sofía Cuenca, il film unisce gli elementi tipici di questi due filoni per offrire al pubblico di riferimento esattamente ciò che desidera. Peccato, però, che compiacere gli spettatori a tutti i costi non sia sempre sinonimo di buona riuscita, e quest'opera ne è la chiara dimostrazione.
Un rapimento misterioso e una convivenza forzata
Marfil Cortés è la figlia di un ricco magnate spagnolo delle infrastrutture e vive a New York, dove divide le sue giornate tra lo studio e la danza. Una sera, mentre torna a piedi verso casa, viene rapita e tenuta prigioniera per due giorni, per poi essere rilasciata senza alcuna richiesta di riscatto. Insospettito e spaventato dall'accaduto, il padre della giovane le mette alle costole una guardia del corpo che vivrà con lei giorno e notte.
L'uomo scelto per il compito è Sebastián Moore, un armadio intransigente e schivo la cui costante presenza infastidisce subito Marfil. Nonostante l'inizio complicato, tra i due comincia a instaurarsi una certa sintonia, anche se sia Sebastián che il padre della ragazza sembrano nascondere oscuri segreti.
Cliché, personaggi piatti e la trappola del romance thriller
Una giovane piena di speranze, una guardia del corpo burbera e una convivenza inizialmente difficile che sfocia nell'attrazione: sono centinaia i libri e le pellicole che ripropongono questo schema romantico e che negli anni hanno popolato librerie, cinema e tv. Andare sul sicuro, tuttavia, non è garanzia di qualità. Marfil - Gli opposti non solo non aggiunge nulla di nuovo al genere, ma mescola elementi romance e thriller senza troppa cognizione di causa.
Marfil (Ester Expósito) e Sebastián (Hugo Diego Garcia) sono poco più che due gusci vuoti: ricca, viziata e ingenua lei; tosto, muscoloso e scontroso lui. I due protagonisti non hanno molto altro da offrire se non una serie di situazioni già viste che cercano di rievocare sensualità, ma che falliscono all'interno di una trama piatta e prevedibile, in cui la delicata ballerina si acquisisce improvvisamente le abilità di una guerriera esperta dopo un paio di distratte lezioni di autodifesa.
Regia, musiche e un finale aperto
Dal punto di vista puramente tecnico, Óscar Pedraza propone una regia estremamente lineare e senza particolari guizzi, con scene d'azione un po' confuse ma comunque funzionali a vivacizzare una narrazione altrimenti priva di sorprese. Curiosa la selezione musicale, per quanto non del tutto integrata nel racconto. Molte delle vicende narrate rimangono inoltre in sospeso a causa di un finale aperto che fa da gancio per un secondo film, destinato quindi ad adattare il capitolo conclusivo della duologia. Per ora non resta che attendere, senza troppe illusioni, che la futura pellicola possa restituire maggiore spessore e completezza alla storia.
Conclusioni
Marfil - Gli opposti è un romance piatto e prevedibile che tenta di compiacere i fan ammucchiando i peggiori cliché del genere senza mai offrire vera qualità. Frenato da personaggi bidimensionali, scene d'azione confuse e una narrazione priva di guizzi, il film si rivela una produzione deludente che si aggrappa a un finale aperto nella sola speranza di riscattarsi con il futuro sequel.
Perché ci piace
- La selezione musicale interessante.
Cosa non va
- Trama piatta e prevedibile.
- Personaggi vuoti.
- Una regia senza particolari elementi di spicco.