Spot d'autore: le 15 migliori pubblicità girate da grandi registi del cinema

Ecco quali sono i migliori spot diretti da grandi registi del cinema: da quello Apple di Ridley Scott a quello Nike di David Fincher, scopriamo insieme le 15 migliori pubblicità girate da grandi autori cinematografici.

CLASSIFICA di 29/11/2020
Baz Luhrmann e la sua musa Nicole Kidman in un servizio di Vanity Fair
Baz Luhrmann e la sua musa Nicole Kidman in un servizio di Vanity Fair

Evitata, ignorata, saltata, o "skippata" come abbiamo imparato a dire negli ultimi anni: la pubblicità è diventata un avversario da annientare in un mondo che corre veloce e che ci bombarda, attirandoci, nella sua rete di immagini in movimento. Non più consigli per gli acquisti, o canti ammaliatori nel mondo del consumo, per uno spettatore lo spot si eleva a freno a mano che ci blocca la visione; una porta che ci chiude improvvisamente il passaggio in nuovi mondi pronti a coinvolgerci emotivamente ed empaticamente. Ciononostante, capita a volte che i nostri occhi finiscano magicamente prigionieri di certi passaggi pubblicitari. I responsabili marketing hanno appreso che per quanto risulti sempre più difficile catturare l'attenzione di uno spettatore bombardato e assuefatto dallo scorrere di continue immagini, se si vuol rendere vincente il proprio prodotto, bisogna affidare la sua promozione a mani sapienti e agli sguardi ammaliatori di creatori di sogni sul piccolo e grande schermo. Rappresentazioni in formato ridotto dei propri stilemi autoriali, le pubblicità, quando date in mano a grandi registi cinematografici e televisivi, vanno oltre i confini dell'offerta commerciale. Si tramutano, cioè, in piccoli capolavori. Sono storie, film di al massimo tre minuti, che affidano agli sguardi di attori, modelli, cantanti, la bellezza e il carattere imprescindibile di un prodotto a cui illusoriamente lo spettatore non potrà più fare a meno. Gli schermi, interfacce attraverso cui i media comunicano con il proprio pubblico, nel mondo del consumo si elevano a portatori di stimoli omologati e superflui, pronti ogni giorno a crearne di nuovi: i cosiddetti "bisogni indotti". E cosa c'è di meglio di un profumo, di una maglia, o di una semplice scarpa di cui non sapevamo avere bisogno, ma che adesso ci appare indispensabile per mettere a tacere tale necessità? Si tratta di un concetto semplice quello posto alla base del marketing; un universo, quello della promozione pubblicitaria, che ha trovato nella figura del regista il suo più fidato alleato. Che siano firmati da autori osannati, o da registi di talento alle prime armi, gli spot hanno raggiunto negli ultimi anni livelli qualitativi pari a quelli proposti sul grande, e piccolo schermo. Sedetevi e mettetevi comodi, dunque, e non skippate. Ecco scorrere davanti a voi, le 15 migliori pubblicità dirette da grandi registi del cinema.

1. 1984 APPLE'S MACINTOSH, DIRETTA DA RIDLEY SCOTT (1984)

Quella diretta da Ridley Scott per Apple non è una pubblicità, ma "LA" pubblicità. Ispirato dal classico della letteratura 1984 di George Orwell, lo spot del rilascio sul mercato dei computer Macintosh firmato Apple fa il suo esordio durante il XVII Super Bowl prenotandosi immediatamente un proprio posto nella storia. Da molti considerato come il più grande spot mai realizzato, quello diretto da Scott parte dagli schermi perturbanti di impronta orwelliana per segnalare l'inizio di una nuova era, caratterizzata da rivoluzione tecnologia senza tempo. E nessuna profezia fu più azzeccata. A spingere Steve Jobs a scegliere Scott come autore di questa pubblicità fu soprattutto il futuro dispotico creato dal regista in un suo altro capolavoro, Blade Runner.

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2. "RIGATONI (ALTA SOCIETÀ)" - BARILLA, DIRETTA DA FEDERICO FELLINI (1985)

Era un rapporto di amore-odio quello che vigeva tra Federico Fellini e la televisione. Un mondo paragonato dal regista di Rimini a quello di un efferato omicidio per il modo in cui, attraverso lo zapping, si squarta un corpo, passando da un programma all'altro. E così, uno oggetto ordinario come il telecomando, si tramuta sotto lo sguardo di Fellini in uno strumento capace di allevare, crescere "una marea di spettatori impazienti, indifferenti, distratti, vagamente razzisti, perché quell'apparecchietto è un plotone di esecuzione che toglie la faccia, la parola, ti cancella". Uno sguardo critico, il suo, tradotto in opera cinematografica in Ginger e Fred, ma che al contempo ha, ironicamente, dato vita ad alcuni degli spot più indimenticabili della storia della TV italiana. Non è casuale che l'ultima parola de La voce della luna, sia proprio "Pubblicità!". Un vero sigillo all'ultimo decennio della sua vita nel quale il regista si è confrontato con il linguaggio pubblicitario per dei costosi spot "fuori-scala", tra cui compare, l'indimenticabile, Rigatoni (alta società) per Barilla. Nei due minuti scarsi di spot lo schermo viene invaso dall'inconfondibile griffe felliniana, e così, anche una serata al ristorante, si tramuta in un momento al limite del sogno e del surreale. Inizialmente pensato dalla casa produttrice con protagonista una coppia di due anziani, Fellini cambia le carte in tavola di questo spot propendendo per una donna matura, Greta Vaillant, affiancata da un giovane amante. Il cuore della pubblicità rimane però invariato: al lusso sfrenato è normale optare sempre per la bontà casalinga dei rigatoni Barilla.

3. RENAULT 18 DIESEL, DIRETTA DA SERGIO LEONE (1985)

Nel 1985, poco dopo l'uscita del suo ultimo film C'era una volta in America, Sergio Leone firma per Renault uno spot con il quale non solo mostrare la potenza della 18 Diesel, quanto enunciare ancora una volta i capisaldi che hanno reso unica la sua carriera filmografica, come l'amore per il western e la musica di Ennio Morricone. Uno spettacolo in miniatura della durata di un solo minuto che va a inserirsi perfettamente nel puzzle stilistico e autoriale di una mente unica come quella di Sergio Leone.

4. DOLCE & GABBANA, DIRETTA DA GIUSEPPE TORNATORE (1994)

Se c'è un'immagine impressa bene nella mente dei piccoli e grandi spettatori cresciuti negli anni Novanta, si tratta senza dubbio del polpo sbattuto sugli scogli che dà inizio allo spot del 1994 per Dolce & Gabbana diretto da Giuseppe Tornatore con protagonista Monica Bellucci. La scelta del bianco e nero dona alla pubblicità un'aura di ricordo fotografico, ammantato di sensualità. I due stilisti, non a caso, vollero lanciare il loro primo profumo femminile con uno spot che richiamasse la loro terra di origine, la Sicilia. A firmare le musiche di questi momenti indelebili fu Ennio Morricone, il quale ebbe già modo di collaborare con Tornatore componendo la colonna sonora di un altro, immortale, capolavoro: Nuovo Cinema Paradiso.

5. PLAYSTATION 2, DIRETTA DA DAVID LYNCH (2000)

Era pronto a tornare nelle sale con il suo Mulholland Drive David Lynch, quando Sony gli propose di firmare la campagna pubblicitaria per il lancio della nuovissima, e attesissima, PlayStation 2. Il risultato è uno spot in bianco e nero, capace di riassumere nell'arco di un centinaio di secondi lo stile personale di Lynch. E così, ai numerosi riferimenti al film del 1977 Eraserhead - La mente che cancella si aggiunge una sequela di citazioni rimandanti al suo eterno capolavoro I segreti di Twin Peaks, anticipando addirittura molti degli elementi appartenenti alla terza stagione della medesima serie. Sebbene non sia molto chiaro di primo acchito il legame tra il contenuto dello spot e il lancio del nuovo modello di casa PlayStation, quella creata da David Lynch è una delle pubblicità più indimenticabili di sempre, grazie anche allo stile disturbante del regista con cui dare vita alla nuova allucinazione collettiva del terzo millennio chiamata, per l'appunto, "PlayStation".

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6. CHANEL N.5, DIRETTA DA BAZ LUHRMANN (2004)

È un perfetto ibrido tra l'intreccio del film Vacanze romane e il proprio stile cangiante, acceso, luccicante e sfarzoso quello che il regista Baz Luhrmann concepisce nel 2004 per il nuovo spot di Chanel n.5. Protagonista è Nicole Kidman, tramite visivo e attoriale con uno dei film posti alla base concettuale e immaginifica di tale pubblicità: Moulin Rouge. Il ragazzo ordinario che si innamora della star del cinema, e con la quale stringerà un legame amoroso destinato a finire, eppure allo stesso tempo rimanere eterno grazie al potere mnemonico che solo poche gocce di Chanel n.5 vantano. Il resto è storia, per uno spot entrato di diritto nella nostra memoria collettiva e pronto a bissare due anni dopo con un'altra pubblicità, sempre per Chanel n.5, sempre diretta da Luhrmann con protagonista la top model Gisele Bündchen.

7. NIKE - "FATE", DIRETTA DA DAVID FINCHER (2009)

Nascita, crescita e apice di una carriera stratosferica, racchiusi nell'arco di due minuti scarsi. Il tempo, - questa volta nella sua forma lineare e cronologica - torna a lasciarsi manipolare dalle mani di David Fincher quando, nello stesso anno in cui il regista viene nominato agli Oscar per Il curioso caso di Benjamin Button, dà vita allo spot Fate per Nike. Al centro dello spot, la carriera delle star della NFL (National Football League) LaDainian Tomlinson e Troy Polamalu. Il ciclo della vita torna prepotente, proprio come nel film con protagonista Brad Pitt, ma questa volta non c'è nessun bambino nel corpo di un anziano ad aprire la pubblicità: al suo posto vi sono le risate, gli sforzi, e gli incontri di due ragazzi destinati a diventare due miti del football americano.

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8. BLEU DE CHANEL, DIRETTA DA MARTIN SCORSESE (2010)

Quando compare per la prima volta sui nostri piccoli schermi, lo spot Bleu de Chanel diretto da Martin Scorsese mette subito le cose in chiaro: non servono ore di girati per dar vita a un capolavoro dell'audiovisivo; a volte bastano semplicemente due minuti di pubblicità per lasciare il segno, soprattutto se a dar corpo e anima a questa breve storia sono gli occhi creativi di un regista come Scorsese. Come già ampiamente dimostrato in passato con la realizzazione di videoclip musicali ("Bad" di Michael Jackson) Scorsese narra una storia mescolando ricordi e realtà, immaginazione e sogni, in una danza meta-filmica dove la macchina da presa e i segreti di regia e montaggio si mostrano, tra sovrimpressioni, jump-cut e tutte quelle particolarità che hanno reso unico lo stile di Scorsese. Al resto ci pensa lo sguardo magnetico di Gaspard Ulliel.

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9. COCO MADEMOISELLE, DIRETTA DA JOE WRIGHT (2011)

Sono tre gli spot diretti da Joe Wright per Coco Mademoiselle (a cui se ne aggiunge un quarto per la profumazione Chanel n.5 con protagonista Brad Pitt e fattosi ben presto oggetti di scherno da numerose parodie). Una triade pubblicitaria con protagonista la sua musa Keira Knightley capace ogni volta di lasciare a bocca aperta per il modo in cui il regista mescola stile personale a mondi artistici lui affini come fotografia, teatro, pittura. Ambientata a Parigi, nella pubblicità del 2011 Wright lascia correre libera la propria immaginazione e, con essa, la propria cinepresa, immortalando la sua protagonista da punti di vista inediti e dinamici. Il tutto colorato dal direttore della fotografia Seamus McGarvey di toni rosa pastello con cui conferire un senso di freschezza all'opera e - allo stesso tempo - anticipare la palette cromatica impiegata nell'episodio inaugurale della terza stagione di Black Mirror "Nosedive", sempre diretto da Wright. Sunto visivo del modus operandi del regista di Espiazione, ad arricchire la realizzazione di questo spot sono le sue cifre stilistiche più importanti: dettagli degli occhi e delle mani, sguardi in camera, riflessi allo specchio e doppi schermi.

10. YAMAMAY, DIRETTA DA PAOLO SORRENTINO (2011)

Il premio Oscar per La grande bellezza era ancora lontano nel 2011 quando Paolo Sorrentino viene chiamato da Yamamay per firmare lo spot celebrativo del primo decennale dell'azienda. Eppure, basta solo un secondo di visione per ritrovare lo stile visionario del regista napoletano; e così lo sguardo lanciato in camera da Isabella Ferrari si fa dettaglio anticipatorio e doppio perfetto di quello ammiccante di Jude Law nella sigla della serie TV The Young (e poi The New) Pope.

11. APPLE-FACETIME, DIRETTA DA SAM MENDES (2014)

Nella sua semplicità, la messa in serie di conversazioni su FaceTime di uomini e donne ordinarie, si veste tra le mani di Sam Mendes di commozione e delicatezza. Proprio giocando sulla facilità di immedesimazione innescata dalla visione di questa pubblicità, il regista trasforma ciò che è ordinario in straordinario, rendendo così speciale e necessario il nuovo servizio di videochiamata di casa Apple, grazie al quale nessuna distanza è insormontabile e ogni ricordo è condivisibile.

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12. "COME TOGETHER" - H&M, DIRETTA DA WES ANDERSON (2016)

Negli anni lo spot natalizio dell'azienda di abbigliamento H&M è divenuto un appuntamento fisso e alquanto atteso. Il motivo principale di tale attesa è soprattutto da ritrovarsi nella presenza di grandi nomi dietro e davanti la macchina da presa. E così, se nel 2018 era il volto di Aubrey Plaza a farsi testimonial della campagna natalizia "Hotel Mauritz", a firmare lo spot di Natale nel 2016 è stata la mente creativa e originale di Wes Anderson. Della durata di circa 4 minuti, lo spot pubblicitario dal titolo Come Togheter prende le mosse dal sesto lungometraggio del regista, Il treno per il Darjeeling e vede come protagonista Adrien Brody nei panni di un capotreno. Girate in piani sequenza, e dettati dalla cifra stilistica unica e riconoscibile di Anderson, le inquadrature riprese in camera frontale mostrano numerosi modelli indossare capi firmati, ovviamente, H&M.

13. KENZO WORLD, DIRETTA DA SPIKE JONZE (2016)

La voglia di scappare dalla monotonia imposta dal mondo circostante, e tagliare le fila che ci legano a un ambiente che ci soffoca, per liberarci e correre senza freni a passo di danza. Spike Jonze riprende lo scheletro strutturale del suo celebre videoclip di Weapon of Choice per Fatboy Slim, per infonderlo in maniera più fresca nello spot per Kenzo World con protagonista Margaret Qualley. Da commensale annoiata e sottomessa di una cena elegante, la giovane donna interpretata dall'attrice già vista in C'era una volta a... Hollywood e The Leftlovers, si lancia in una danza scatenata sulle note di Mutant Brain scritta da Sam Spiegel e Ape Drums. Non è la prima volta che Jonze si cimenta con il mondo delle pubblicità: suoi infatti gli spot "Welcome Home" per HomePod di Apple con protagonista FKA Twigs.

14. "CHOOSE GO" - NIKE, DIRETTA DA EDGAR WRIGHT

Il montaggio dinamico, che alterna inquadrature ad ampio respiro a raccordi serrati, c'è; l'ironia, pure; la scelta accurata del brano musicale attraverso cui enfatizzare lo scorrere degli eventi non può mancare; la sapiente citazione di proprie pellicole altrettanto (da notare lo sguardo diretto verso le vetrine alla Baby Driver - Il genio della fuga e la distruzione dei recinti ripresa da La trilogia del Cornetto); è una superficie riflettente del proprio stile autoriale quella che investe lo spot del 2018 "Choose Go" diretto da Edgar Wright per Nike. Il mondo che improvvisamente si ferma, e tutta la popolazione mondiale che, per ripristinare il ciclo rotatorio, si mette a correre, dà vita a due minuti di divertimento e adrenalina; un collage di personaggi ordinari e stelle dello sport (tra cui l'immenso Kobe Bryant e Simone Biles) e dello spettacolo (Kevin Hart e Sadie Sink di Stranger Things) che non potrà non farvi scappare un sorriso e ispirarvi la voglia di correre.

15. COCA-COLA, DIRETTA DA TAIKA WAITITI (2020)

Artefici di pubblicità dai forti toni emozionali, anche quest'anno i responsabili marketing della Coca-Cola danno vita a uno spot commovente, fatto di desideri e regali che non hanno pacchi da scartare, ma corpi da abbracciare. A mettersi dietro la macchina da presa quest'anno è il genio di Taika Waititi. Il regista mette da parte il suo lato sarcastico e fuori dagli schemi, per esaltare quello sensibile, fattosi conoscere e apprezzare soprattutto nella seconda parte dell'acclamato Jojo Rabbit. Al centro dello spot un padre e il suo viaggio quasi omerico per consegnare la lettera della figlia a Babbo Natale. Quello che sembra una corsa a vuoto, è in realtà l'epilogo perfetto di un unico desiderio lasciato alla potenza dell'inchiostro dalla piccola: riabbracciare il proprio papà.