Imprevisti digitali, la recensione: intrappolati nella rete

La recensione di Imprevisti digitali, irresistibile commedia a sfondo sociale di Benoit Delepine e Gustave Kervern che punta il dito contro l'informatizzazione che ha fagocitato le nostre esistenze.

RECENSIONE di 15/10/2020
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Delete History: una scena del film

Era solo questione di tempo prima che le idiosincrasie del World Wide Web divenissero gustoso materiale comico nelle mani di due geniacci della commedia transalpina quali sono Benoit Delepine e Gustave Kervern, come evidenzia la recensione di Imprevisti digitali. I due attori, autori e registi intrecciano alcune storie legate al nostro quotidiano digitale, dipingendo un manipolo di disadattati sconfitti dal virtuale, come se le disgrazie della vita reale non bastassero... I due cineasti calano le improbabili disavventure di personaggi che oscillano tra il buffo e il patetico nella periferia francese, ma le loro vicende potrebbero essere ambientate ovunque visto che il loro vero problema è il World Wide Web, con i suoi annessi e connessi.

Marie (Blanche Gardin) è una donna separata dalla vita sentimentale disastrosa, terrorizzata che il figlio 15enne (Lucas Mondher) veda in rete il sex tape realizzato dopo un incontro occasionale di cui lei non ricorda niente per via dell'alcool (a dirla tutta non è neppure del tutto certa di essere nel sex tape con cui viene ricattata, ma tant'è...). Il suo vicino di casa Bertrand (Denis Podalydès) vuole difendere la figlia 13enne (Clementine Peyricot), vittima di cyberbullismo. Motivo per cui l'uomo tempesta Facebook di raccomandate finché non si innamora della voce di una centralinista di un call center. Poi c'è Christine (Corinne Masiero), autista freelance di Hollywood Vip Star Cars, versione VIP di Uber, che ha una sola stellina nei giudizi dei clienti e lotta per aumentare il suo appeal mentre combatte la dipendenza da serie tv che ha causato la fine del suo matrimonio e la disoccupazione. Il nemico comune dei tre sono i colossi informatici, simbolo di tutti i mali della modernità. Un hacker potrebbe risolvere i loro problemi una volta per tutte... o forse no.

Istruzioni per sopravvivere al World Wide Web

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Imprevisti digitali: una foto del film

Imprevisti digitali è ricca di situazioni assurde e dialoghi ai limiti del demenziale. Non mancano situazioni che sfiorano la slapstick e vedono coinvolta soprattutto la bravissima Blanche Gardin, vera e propria maschera comica che dà corpo a una donna disastrata, a corto di soldi e predisposta a cedere con troppa facilità ai piaceri dell'alcool, perdendo totalmente il controllo. Dietro la patina comica, si cela lo sguardo dolce-amaro dei registi che fotografano i guai della loro generazione, immersa fino al collo nella realtà digitale contemporanea, ma incapace di padroneggiarla fino in fondo, prerogativa questa delle nuove generazioni.

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Imprevisti digitali: un'immagine del film

Intrappolati nelle maglie della crisi economica, i 50enni francesi (o italiani, poco cambia) sono costretti a inventarsi un lavoro che non c'è dovendo fare i conti, al tempo stesso, con l'informatizzazione imperante in tutti i campi. Di fronte a questa situazione, i protagonisti di Imprevisti digitali, particolarmente inetti, guardano alla misteriosa figura dell'hacker come la panacea di tutti i mali, si invaghiscono di una voce digitale, si interrogano sugli orari di apertura di YouPorn, inventano soluzioni improbabili per tenere a mente tutte le password e sfidano i colossi digitali in quella che ritengono una battaglia per la riscossa dei deboli.

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Si ride amaro con lo sguardo feroce sulla società degli autori

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Imprevisti digitali: una sequenza del film

Come molti precedenti lavori di Benoit Delepine e Gustave Kervern, Imprevisti digitali prosegue inanellando una serie di sketch tragicomici che vedono protagonisti Marie, Christine e Bertrand. I tre vicini di casa brillano per ingenuità di fronte al funzionamento del web, rappresentato come un ostacolo insormontabile. La loro sfida somiglia molto da vicino alle battaglie contro i mulini a vento di Don Chisciotte visto che i tre amici si trovano ad affrontare un nemico invisibile e potentissimo che tiene sotto scacco le loro vite ed è quasi impossibile da battere.

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Imprevisti digitali: un'immagine

Tra una risata e l'altra, la visione realistico-pessimistica dei due autori emerge potente sfruttando toni lievi e surreali per dare l'ennesima stoccata a una società che sembra programmata per schiacciare i più deboli, ma per farlo adesso si serve dei sofisticati strumenti della modernità. Ad aiutarli nella loro critica arguta, che gli ha fruttato un Orso d'argento alla Berlinale 2020, una manciata di amici e collaboratori abituali che compaiono in gustosi camei: si va da Michel Houellebecq a Benoit Poelvoorde, da Vincent Lacoste a Philippe Rebbot. Ma la presenza più irresistibile è quella di Bouli Lanners nei panni di un hacker navigato che si fa chiamare "Dio". D'altronde, per aiutare i tre protagonisti a rimettere insieme i pezzi ci vorrebbe davvero un miracolo.

Conclusioni

La recensione di Imprevisti digitali analizza una commedia che usa toni lievi, a tratti demenziali, per lanciare gli strali contro la società dell'informatizzazione che miete vittime nelle generazioni meno avvezze a districarsi nelle maglie del web. I protagonisti della satira di Benoit Delepine e Gustave Kervern sono i loro coetanei, vittime della crisi economica incapaci di reinventarsi in un mondo che corre più veloce di loro. Si ride (amaro) mentre si empatizza con i personaggi in una satira irresistibile sul mondo in cui viviamo.

Movieplayer.it

3.5/5

Voto medio

2.8/5

Perché ci piace

  • Tre irresistibili attori incarnano alla perfezione la visione comica dei due geniali autori transalpini.
  • Si ride con garbo dell'inettitudine digitale della generazione intermedia, ma dietro la risata si nasconde un'arguta satira sociale.
  • Il film è costellato di sketch irresistibili, impossibile elencarli tutti, ma lacune trovate rasenta il geniale.

Cosa non va

  • L'intento satirico dei due registi, a tratti, svuota i personaggi di spessore trasformandoli in macchiette.