Il problema finale, la recensione: Sherlock Holmes fuori e dentro al set

Adattamento dell'omonimo romanzo, la miniserie spagnola di Netflix vede un attore, famoso per aver interpretato il celebre detective, alle prese con un vero delitto

Un'immagine promozionale de II problema finale

Primavera del 1959. Benjamin Basil, attore sul viale del tramonto, celebre in passato per aver prestato il volto a Sherlock Holmes in diverse pellicole, si trova in viaggio verso Maiorca in compagnia del produttore cinematografico Fonseca e della giovane attrice Vicky Montes. Per via di una violenta tempesta, sono costretti a fermarsi sull'isola di Santa Águeda.

Lì trovano riparo nell'albergo gestito dalla signora Ausländer, dove alloggiano già diversi ospiti: nelle varie camere dell'hotel troviamo lo scrittore di romanzi polizieschi Francisco Foxá, l'affascinante Adela Figueroa, il dottor Seruya, la turista britannica Elisa Mander e i coniugi Klemmer.

Il Protagonista Di Il Problema Finale
Jose Coronado è uno Sherlock non Sherlock

Ma ben presto, ne Il problema finale, quello che doveva essere un breve soggiorno di fortuna si trasforma in qualcosa di molto più inquietante. Elisa Mander viene infatti ritrovata senza vita, morta in quello che è stato inscenato come un finto suicidio. Basil, memore della sua esperienza investigativa sul set, si accorge sin da subito come i dettagli non tornino e comprende che la donna è stata uccisa da qualcuno. Scoprire l'assassino sarà però assai più complicato del previsto...

Il problema finale: elementare come la finzione

Un attore che ha costruito la propria carriera interpretando il detective più famoso di sempre, che si trova improvvisamente costretto a risolvere un delitto non davanti alle telecamere ma nella realtà, circondato da un gruppo di sospett(at)i intrappolati insieme a lui un albergo isolato.
Metacinema puro, anche se qua siamo in ambito seriale, con trama e ambientazione che richiamano ad alcuni celebri racconti di Agatha Christie e un continuo gioco di rimandi, a caratterizzare l'adattamento in quattro episodi del romanzo omonimo di Arturo Pérez-Reverte.

Caccia Al Killer In Il Problema Finale
Il problema finale, una scena della serie Netflix

Un libro che guardava già dichiaratamente alla tradizione del giallo classico e che in questa miniserie, esclusiva del catalogo Netflix, ripropone il classico mistero della camera chiusa, dando il via ad una girandola di colpi di scena più o meno credibil,i pronti ad accompagnare il pubblico fino a quell'ultima puntata infine totalmente rivelatrice. Una storia che ci trasporta indietro nel tempo, sul finire degli anni Cinquanta, un contesto ben preciso per inserire riferimenti alla Seconda Guerra Mondiale e aggiungere ulteriore carne al fuoco.

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Dietro e davanti lo schermo

Il regista Félix Viscarret, che ha diretto l'operazione nella sua completezza, ha dato vita a una messa in scena dal taglio volutamente rétro, compassata nel ritmo e raffinata nella fotografia, nei costumi e nei nella gestione dei personaggi, trovando nella presenza carismatica del protagonista Jose Coronado il principale punto di forza. Laddove la rappresentazione rischia infatti di farsi eccessivamente algida, l'attore madrileno riesce a imprimere cambi di ritmo e di routine, a cominciare da quei passaggi nei quali sogna o immagina di vestire i panni di Sherlock ancora una volta.

Un Immagine Di Il Problema Finale
Chi sarà l'assassino?

Il suo Basil non risolve gli enigmi perché è più intelligente degli altri, ma perché ha trascorso anni a studiare come funziona una storia poliziesca, imparando che ogni dettaglio può rivelarsi fondamentale nella soluzione dell'enigma e che chiunque nasconde uno scheletro nell'armadio, più o meno ingombrante. Il problema finale gioca proprio su un confine inaspettatamente sottile tra realtà e finzione, con una naturalezza maggiore rispetto a molte opere omologhe che esasperano oltre misura la loro aura "meta".

Nel cuore del giallo

Il palcoscenico degli eventi reali sembra trasformarsi a sua volta in una sorta di luogo delle riprese, con alcune dinamiche che sono quasi stilizzate e artefatte, con i vari personaggi che sembrano consapevoli di interpretare una parte in uno script che ha già deciso i loro destini. Tra sospetti reciproci, diffidenze e infatuazioni, questi si osservano e si studiano, fingendo - anche a loro stessi - di essere qualcuno che non sono. Una scelta precisa e a suo modo affascinante, che si rivela però anche un vizio paradossale.

Una Scena Di Il Problema Finale
Il problema finale, una scena della serie Netflix

Il mistero è infatti costruito con fin troppo rispetto nei confronti dell'intreccio tradizionale, una fedeltà che rischia di trasformare il tutto in una pur gradevole caricatura/omaggio del genere, coi suoi vezzi e le sue svolte obbligate, come confermato da quella "sorpresa finale" che rimescola ulteriormente le carte in gioco, adducendo nuove colpe condivise all'origine del misfatto. E l'impressione che tutto sia convogliato verso quegli ultimi minuti, lasciando prima soltanto indizi sfuggenti o false piste più o meno marcate, è anche il maggior limite de Il problema finale.

Conclusioni

Un delitto misterioso, un cospicuo numero di sospettati e il detective più famoso della storia a cercare di svelare l'enigma. Tutto già visto in innumerevoli occasioni, soltanto che stavolta Sherlock Holmes è in realtà l'attore che lo ha interpretato sul grande schermo in pellicole di successo, ora pronto a diventare investigatore per davvero. Il problema finale sfrutta un accattivante incipit metacinematografico, con citazioni e riferimenti che faranno la gioia di ogni cinefilo, per inscenare un giallo di stampo classico, che paga a tratti l'eccessiva fedeltà ai dogmi e una narrazione relativamente lineare nei passaggi chiave, colpo di scena finale incluso. Ma per gli amanti del whodunit vecchia scuola, quest'adattamento in quattro episodi dell'omonimo romanzo può rivelarsi un gradevole divertissement.

Movieplayer.it
3.0/5

Perché ci piace

  • Jose Coronado è un protagonista perfetto.
  • Il gioco cinematografico funziona.
  • Una sceneggiatura che rivisita il giallo classico con citazionismo...

Cosa non va

  • ...ma non priva di passaggi eccessivamente telefonati.
  • Ritmo a tratti più algido del previsto.
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