Di teen drama ne abbiamo visti ambientati un po' ovunque: dai classici corridoi delle scuole superiori americane fino a piccoli villaggi su isole sperdute o località isolate. Non è nemmeno la prima volta che questo specifico genere viene utilizzato per raccontare le dinamiche di un contesto meno canonico come quello di una scuola militare; basti pensare a Boots, comparsa su Netflix e purtroppo cancellata dopo una sola stagione, che raccontava la storia di un adolescente vittima di bullismo arruolatosi nei Marines.
In Italia, negli anni Novanta, avevamo avuto un'esperienza dai toni decisamente più goliardici con College, un piccolo cult, anche un po' trash, della nostra televisione che soltanto i più nostalgici ricordano. Arriva sulla piattaforma del TuDum Minerva - La scuola, la nuova serie diretta da Ivan Silvestrini (già regista per il colosso dello streaming con Zero), che si addentra nella vita, nelle ambizioni e nelle difficoltà di un gruppo di giovani cadetti adolescenti.
Un misterioso velo di omertà tra i cadetti di Napoli
La narrazione segue le vicende di Salvo, Vincenzo e Camilla, tre ragazzi che per ragioni estremamente diverse si ritrovano a frequentare la celebre Accademia Minerva di Napoli, un istituto militare la cui missione è formare giovani dal carattere fermo, pronti ad affrontare qualsiasi avversità. Come in ogni caserma che si rispetti, tuttavia, anche alla Minerva la disciplina è ferrea e spietata: sveglie all'alba, minuti contati per l'uso degli smartphone e regole di comportamento rigidissime aprono il fianco a un sistema interno fortemente gerarchico e, in più occasioni, intriso di prevaricazione e violenza.
Le pressioni quotidiane a cui vengono sottoposti gli studenti sono enormi, poiché tra studio intenso e prove fisiche massacranti ognuno deve dimostrare di essere sempre il migliore, costantemente performante, senza mai cedere alla fragilità o alle emozioni. Sono stati forse questi meccanismi tossici a provocare l'improvvisa scomparsa di un cadetto lo scorso anno? Oppure dietro il silenzio si nasconde qualcosa di ancora più oscuro? L'unico davvero intenzionato a indagare sull'accaduto è proprio Salvo, entrato in accademia con l'obiettivo segreto di fare finalmente luce sulla verità.
Scrittura corale e cliché
Minerva - La scuola si presenta come una serie dalla scrittura tutt'altro che semplice. Trattandosi di un'opera corale quasi per definizione, riuscire a trattare e approfondire ciascun personaggio ha richiesto una cura particolare nel bilanciamento dei ruoli e nello spazio concesso alle singole storyline. In questo delicato equilibrio la narrazione riesce a muoversi con discreta disinvoltura, offrendo a ciascuna figura il respiro necessario per svilupparsi in modo organico e coerente rispetto alla trama principale. Tuttavia, nel tentativo di rendere ogni volto immediatamente riconoscibile allo spettatore, la sceneggiatura cede fin troppo spesso al fascino dei soliti cliché: il ragazzo di strada dal passato turbolento, la giovane ricca e viziata, lo studente brillante ma privo di prestanza fisica, il bullo e l'atleta determinata sono esattamente come ci si aspetterebbe.
La medesima rigidità si riscontra purtroppo anche nei ruoli adulti. Sotto questo aspetto la serie scivola su dinamiche ampiamente già viste e preconfezionate che, se da un lato rendono la visione immediata e di facile fruizione, dall'altro ne depotenziano il fascino e l'elemento sorpresa. Tra l'esaltazione del rigore a scapito dell'individualità e della libera espressione, la serie tende a perdere colpi subito dopo i primi episodi, soffrendo di un sensibile rallentamento di ritmo prima di lanciarsi nello sprint finale dedicato alla risoluzione del mistero.
Regia rigorosa e location suggestive
Dal punto di vista della messa in scena, la produzione ha indubbiamente individuato le ambientazioni ideali: la Reggia di Portici e Villa Campolieto si rivelano lo sfondo perfetto per incorniciare la storia, fornendo a Ivan Silvestrini ottimi spunti per costruire immagini visivamente curate e suggestive. La regia adotta uno stile consapevole, evitando virtuosismi inutili e prediligendo un taglio schiettamente televisivo, caratterizzato da una cifra stilistica misurata e rigorosa che rispecchia adeguatamente le atmosfere austere del contesto militare.
Minerva - La scuola, quindi, si configura come un teen drama piuttosto canonico e senza infamia né lode, romanticizzando, forse un po' troppo, il mondo accademico e militare e provando, al contempo, a denunciarne le contraddizioni ma senza la dovuta convinzione, scegliendo una via di mezzo rassicurante pensata per accontentare un pubblico il più vasto possibile.
Conclusioni
Minerva - La scuola è un teen drama canonico e misurato che trova i suoi punti di forza nella gestione equilibrata del cast corale, nella regia rigorosa di Ivan Silvestrini e nella grande suggestione delle ambientazioni. Il racconto soffre tuttavia di una forte prevedibilità, cedendo troppo spesso ai cliché e a un sensibile calo di ritmo nella parte centrale. Il risultato è un'opera visivamente curata ma timida nel denunciare davvero le rigidità dell'ambiente in cui è ambientata, preferendo rimanere in una via di mezzo rassicurante e adatta a un pubblico ampio.
Perché ci piace
- Una buona gestione della scrittura corale.
- Le location di grande impatto visivo.
Cosa non va
- L'abbondanza di cliché e stereotipi.
- Un ritmo narrativo incostante.