Il Cardellino, la recensione: Il viaggio doloroso di Theo

La recensione de Il cardellino, il film con Nicole Kidman, Ansel Elgort e Sarah Paulson distribuito da Warner Bros. in digitale dal 6 dicembre sulle principali piattaforme.

RECENSIONE di 06/12/2019
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Il cardellino: una scena con Ansel Elgort

Ci si richiede un buona dose di accortezza nello scrivere la recensione de Il Cardellino, perché il film, tratto dall'amato romanzo di Donna Tartt vincitrice del Pulitzer nel 2014, arriva dalle nostre parti dopo un'accoglienza non certo positiva in patria a dispetto di una grande attesa, o forse proprio a causa di essa. Ebbene, lungi dall'essere un capolavoro, Il Cardellino non ci è parso il disastro che ci era stato preventivato, piuttosto un adattamento che, pur nei suoi difetti, riesce a raccontare una storia interessante con un cast di buon livello e alcuni momenti di grande poesia.

Il suo è un cammino iniziato male e proseguito nella sfortuna di un autunno affollato nelle nostre sale, che l'ha dirottato verso un'uscita in esclusiva digitale dal 6 dicembre, per il noleggio e l'acquisto sulle seguenti piattaforme: Apple TV App, Itunes, Google Play, Youtube, Infinity, Sky Primafila, Chili, Rakuten TV, TIMvision, Playstation Store e Microsoft Film&TV.

Il dramma di Theo nella trama de Il Cardellino

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Il cardellino: Jeffrey Wright, Oakes Fegley in una scena del film

La storia che racconta Il Cardellino inizia quando Theodore Decker, Theo, ha tredici anni, da quell'esplosione dal Metropolitan Museum of Art in cui resta uccisa la madre e la sua vita cambia per sempre. Un vile atto di terrorismo che dà il via a un percorso drammatico, fatto di dolore, sensi di colpa e redenzione. Una vera e propria odissea, tra un padre che non può che deluderlo, nuove conoscenze e amore, ancorato alla realtà attraverso un unico oggetto di speranza che è anche ricordo di quel doloroso giorno, il dipinto di un uccello incatenato al suo trespolo, miracolosamente scampato all'esplosione. Il Cardellino del titolo.

I personaggi tra passato e presente

Con una storia che segue Theo sia da adolescente che in età adulta, oltre che nei diversi luoghi in cui il ragazzo è costretto a viaggiare, tra New York e Las Vegas, Il Cardellino propone un ampio parterre di personaggi e altrettanti interpreti tra cui spiccano molte figure di rilievo: se il Theo ragazzo è infatti il giovane Oakes Fegley, la sua versione adulta è affidata all'Ansel Elgort già apprezzato in Baby Driver - Il genio della fuga, entrambi discreti nel trasmettere il disagio e le angherie della vita del protagonista. A gravitargli attorno si alternano nomi importanti, dalla signora Barbour di Nicole Kidman all'Hobie di Jeffrey Wright, da Sarah Paulson a Luke Wilson e la giovane stella nascente di Strager Things e It, Finn Wolfhard nel ruolo dell'esuberante Boris, il ragazzo di origini ucraine che Theo incontra a Las Vegas e dal quale è introdotto all'uso di alcol e droghe.

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Il cardellino: Finn Wolfhard in una scena del film

Buoni momenti, poco equilibrio

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Il cardellino: una scena con Ashleigh Cummings, Ansel Elgort

Si percepisce, guardando il film diretto da John Crowley, un materiale di partenza ricco, profondo e strutturato, ed è probabile che i lettori del romanzo della Tartt possano essere più severi nel giudicarne l'adattamento. Da spettatori a digiuno dell'opera di partenza si percepiscono, infatti, dei passaggi un po' troppo bruschi e alcuni problemi di equilibrio, ma la storia che ci viene raccontare rimane fruibile ed emozionante, a dispetto di una certa freddezza che è naturale conseguenza dell'eleganza formale scelta dal regista. C'è molta poesia ne Il cardellino, evocata in alcune sequenze di grande impatto visivo (la fotografia di Roger Deakins è meno preponderante di altre occasioni, ma molto raffinata) che emotivo, anche grazie ad alcune buone scelte musicali di accompagnamento.

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Conclusioni

L’abbiamo detto e lo ribadiamo in conclusione di questa recensione de Il Cardellino: il film di John Crowley non è il disastro che ci era stato raccontato dalla stampa d’oltreoceano, ma non è nemmeno un film esente da difetti. Poetico, raffinato, ma anche povero di equilibrio e con alcuni passaggi un po’ troppo bruschi, il film non manca di coinvolgere ed emozionare il pubblico nel raccontare la dolorosa storia di Theo e del dipinto che ne è simbolo.

Movieplayer.it

3.5/5

Voto medio

1.8/5

Perché ci piace

  • Una storia densa ed emozionante.
  • Il cast, per lo più in parte, che gravita attorno al protagonista.
  • Alcuni momenti di grande poesia…

Cosa non va

  • … ma anche altrettanti meno riusciti.
  • Diversi problemi di equilibrio, con alcuni passaggi bruschi e meno riusciti.