Ha vinto un Oscar per i migliori effetti speciali pur presentando un budget considerevolmente più esiguo rispetto ai suoi concorrenti: Godzilla Minus One nel 2023 è stata quella rivelazione che ci ha dimostrato come non servano fondi stratosferici per produrre film di qualità che possano essere apprezzati dal pubblico e dalla critica. Il re dei kaiju, infatti, ha da decenni un fandom appassionato ed esigente che, nel corso del tempo, ha assistito a molti titoli a lui dedicati, anche di matrice hollywoodiana. Ora, però, la palla torna nelle mani dei suoi creatori, che lo rendono ancora una figura profondamente simbolica, un protagonista che terrorizza perché frutto dei nostri errori e della minaccia nucleare; prodotto di un'umanità in guerra che dimentica il rispetto per gli altri e per la natura.
Dopo il successo del precedente film Toho, quindi, ecco che arriva dal 12 novembre (e in anteprima al Lucca Comics & Games) il suo sequel: Godzilla Minus Zero, pellicola che definire attesa è di certo un eufemismo e che ci riporta nella terra del Sol Levante, tra la ripresa postbellica e l'ombra sempre viva dei kaiju.
Vecchi orrori e nuove minacce
Siamo quindi di nuovo nel Giappone postbellico e la popolazione, dopo i patimenti della guerra e l'arrivo di Godzilla, cerca di riprendersi, almeno finché non compare all'orizzonte un altro pericolosissimo mostro alato che, in breve tempo, riduce in macerie la città di Matsumoto. Per far fronte all'emergenza viene messa in piedi una nuova task force, formata da coloro che avevano affrontato anche Godzilla. A questo punto, con le premesse, ci fermiamo perché, più che in passato, in Minus Zero la scoperta e l'effetto sorpresa sono necessari per godere pienamente dell'opera del regista e sceneggiatore Takashi Yamazaki.
L'ottimo ritratto di un'umanità fragile
Godzilla Minus Zero, infatti, riparte esattamente da dove si era interrotto il precedente film: il popolo giapponese si sta riprendendo dagli orrori della guerra e dalla devastazione scatenata dalla comparsa di Godzilla e ora di un altro misterioso kaiju. Quindi, come da tradizione del genere, viene istituita una task force per far fronte alla minaccia ed è qui che la scrittura del film si mostra particolarmente attenta. Attraverso ogni singolo personaggio sullo schermo il lungometraggio trova il tempo di approfondire una determinata tematica. Questo espediente narrativo, apparentemente semplice ma funzionale, consente di mettere in scena una vicenda corale e stratificata, ben lontana dallo stereotipo del monster movie classico o di quello hollywoodiano.
Se Godzilla, infatti, continua a incarnare gli errori di un'umanità fragile, sono le persone qui a faticare a comprenderli, nonostante l'evidenza. E in questo scenario il ricordo della bomba atomica, su tutti, riverbera potentissimo come monito e come spettro che può tornare a farci visita perché, anche davanti a mostri giganteschi, il vero abominio spesso risiede nella mente umana, nelle sue ambizioni e nei suoi istinti più bassi.
Budget ed effetti visivi
Un'ottima scrittura è poi ancora supportata da un comparto visivo che fa di certo la sua figura, pur non risultando sempre perfetto. Rispetto a Minus One, il budget di produzione è sicuramente aumentato e, anche se non raggiunge i livelli di un blockbuster americano, Godzilla Minus Zero colpisce per la potenza e le migliorie apportate, specialmente nella resa dei kaiju. È evidente, però, che siano state operate delle scelte per gestire al meglio i fondi disponibili in base alle priorità della resa scenica. I mostri sono incredibili: il character design riprende e migliora quello classico per poi restituire allo spettatore tutta la maestosità e la ferocia dei kaiju, attraverso anche scene che presentano ottime idee di regia, con combattimenti terrestri e aerei mozzafiato.
A presentare qualche problema sono invece le scene più banali (una corsa in moto, un'auto in marcia), dove i fondali in movimento che, seppur richiamino, consapevolmente o meno, quell'estetica da film di metà Novecento, risultano comunque un po' stonati rispetto alla spettacolarità dell'intera messa in scena. Va riconosciuto, comunque, che queste imperfezioni non inficiano la godibilità del film, che resta una delle uscite più interessanti e consigliate tra quelle in arrivo.
Conclusioni
Godzilla Minus Zero riprende il percorso di Minus One, riportando lo spettatore nel Giappone postbellico, tra la devastazione dei kaiju e le ferite ancora aperte della guerra. Takashi Yamazaki costruisce una narrazione corale e stratificata, in cui Godzilla torna a incarnare gli errori dell’umanità. Il comparto visivo migliora rispetto al precedente capitolo, regalando creature maestose e sequenze spettacolari, sebbene alcune imperfezioni tecniche risultino evidenti. Nel complesso, il film si distingue per la forza dei suoi temi e per un equilibrio tra spettacolo e riflessione, confermandosi una delle uscite più interessanti per gli appassionati del genere.
Perché ci piace
- Le tematiche trattate.
- La scrittura dei personaggi.
- La resa visiva dei Kaiju.
- I combattimenti spettacolari.
Cosa non va
- Alcune imprecisioni che rompono la spettacolarità di alcune scene.