The Debt Collector, recensione: una violenta vendetta nel revenge-movie thailandese

Un ex esattore di debiti, appena uscito dal carcere e malato terminale, si prende a cuore il destino di una bambina finita nel mirino di una crudele banda di strozzini. Su Netflix.

Un'immagine promozionale di The Debt Collector

Num è un ex esattore di debiti che, dopo un decennio trascorso in carcere per la morte di un'innocente causata da uno dei suoi pestaggi, esce di prigione tormentato dal senso di colpa e determinato a pagare il suo debito karmico. Il protagonista di The Debt Collector ha scoperto che gli restano pochi mesi di vita ed è deciso a tenere un basso profilo, accontentandosi di un semplice impiego come fattorino.

Un Frame Di The Debt Collector
Il protagonista di The Debt Collector

Un giorno proprio durante uno dei suoi turni di lavoro assiste alle minacce subite da un'anziana e dalla nipotina, che devono ripagare un'ingente somma alla boss locale. La banda di strozzini guidata dal crudele Po, figlio della gangster, non ha pietà per nessuno e poco dopo la donna e la piccola vengono chiuse all'interno del loro locale in fiamme: la prima muore, la seconda ora lotta per sopravvivere in un letto d'ospedale con ustioni gravissime. Num, accecato dalla rabbia, innesca la sua vendetta, incrociando la propria strada con un agente di polizia sua vecchia conoscenza...

The Debt Collector: un protagonista senza mezze misure

C'è sempre qualcosa di affascinante nel vedere un divo amatissimo dal grande pubblico gettarsi a capofitto in un ruolo costruito per infrangere, scena dopo scena, la propria immagine. È quello che è accaduto a Nadech Kugimiya, uno degli attori più popolari della televisione thailandese, chiamato dal regista Surapong Ploensang a interpretare in The Debt Collector un uomo dal passato violento, alle prese con un mondo ancora più crudele.

Una Scena Di Azione Di The Debt Collector
La violenza che chiama violenza

E soprattutto in un film che mette in mostra i mali del Paese asiatico, dalla corruzione nelle fila della polizia alla situazione di indigenza che coinvolge migliaia di persone appartenenti alle categorie più povere. Una scommessa che il film dichiara fin dalla propria sequenza d'apertura, un lungo pestaggio a mani nude in una palestra che mette in chiaro quali saranno i toni e le atmosfere delle restanti due ore di visione.

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Sangue chiama sangue per un film che fa presa

Non è quindi il classico eroe senza macchia, ma un ex criminale redento in cerca di pace: non è un caso che addirittura in uno scambio di battute venga paragonato direttamente al più famoso "collega" John Wick, anche se qui a scatenare la sua incontrollabile furia non è stata l'uccisione del suo amato cane ma la brutale, gratuita, aggressione nei confronti di una bambina e della nonna.

Il Protagonista Di The Debt Collector
The Debt Collector, una scena

Con la malattia terminale quale elemento secondario che suggerisce già evoluzioni a venire, The Debt Collector mette sull'altare la violenza come conseguenza e come castigo, con la presenza del monaco buddista a offrire un appiglio spirituale a quelle scene dove il sangue scorre a fiotti: l'azione è sporca e cattiva, svuotata di gratuità coreografiche in favore di una rudezza quasi tangibile. Non tutto va detto è riuscito dal punto di vista della pura azione, con almeno un paio di piano sequenza non sempre efficaci e qualche passaggio a vuoto, ma la buona varietà tra combattimenti, inseguimenti e sparatorie garantisce un discreto intrattenimento a tema.

Una storia che procede per la sua strada

Non mancano nemmeno i flashback di gioventù a caratterizzare quel legame improbabile, figlio di un certo cinema di John Woo, tra il protagonista e il poliziotto che condividono un'infanzia comune, raccontata in una manciata di flashback che ci dicono di più sul loro rapporto e sul peso delle scelte e del destino in una società che non fa sconti a nessuno.

Una Scena Di The Debt Collector
The Debt Collector, una scena

A tratti si ha l'impressione che la sceneggiatura di The Debt Collector voglia dire anche troppo, quando sarebbe stato probabilmente preferibile concentrarsi sul percorso di redenzione smarrita da parte di un individuo che non ha più nulla da perdere, pronto a tutto pur di farla pagare ai sadici aguzzini resosi colpevoli di quell'orrendo crimine che dà il via a suddetta scia di sangue. Il revenge-movie prende perciò vita in una messa in scena secca e scattante, dove l'occhio per occhio diventa quasi una necessità in quei bassifondi dove per affrontare il male bisogna rispondere con pari efferatezza.

Conclusioni

La vendetta è un piatto che va servito prima o poi, caldo o freddo che sia poco importa al protagonista di The Debt Collector, un ex strozzino reduce da lunghi anni in carcere che cerca di cambiare vita, salvo ritrovarsi a fare i conti con quel mondo criminale che pensava di essersi lasciato alle spalle per sempre. Un debito da saldare, una giustizia da prendere nelle proprie mani, dei colpevoli - cattivissimi - da punire: tutto secondo copione in questo film thailandese che possiede comunque una certa personalità nella rappresentazione della violenza in un contesto di povertà spesso ignorato dall'opinione pubblica, anche a costo di qualche ingenuità narrativa e stilistica.

Movieplayer.it
3.0/5
Voto medio
N/D

Perché ci piace

  • Nadech Kugimiya in una prova fisica ed emotiva sorprendente
  • La violenza come conseguenza della società.
  • Denuncia sociale e scene d'azione convivono discretamente...

Cosa non va

  • ...anche se qualche forzatura narrativa fa capolino.
  • Cattivi parzialmente caricaturali.
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