Eva Green: il fascino di una femme fatale in sei ruoli

Grazie al fortunato ruolo di Vanessa Ives, passando per ruoli iconici come la Bond Girl di Casino Royale o la perfida Angelique di Dark Shadows, Eva Green si conferma simbolo di femminilità e sensualità ma, soprattutto, attrice poliedrica e versatile. In questi giorni nelle sale con il nuovo thriller di Roman Polanski, Quello che non so di lei, scopriamo i suoi sei ruoli più iconici e seducenti.

Lo squardo intenso di Eva Green

Nel 2003 i nostri cinema accoglievano, tra la meraviglia e lo scandalo, il bellissimo film di Bernardo Bertolucci, The dreamers - I sognatori, e mostravo per la prima volta, senza veli, il perfetto volto dell'innocenza e del peccato con Eva Green. Non è un caso sei i tratti particolari dell'attrice francese, pelle chiara e lentigginosa, occhi verde intenso e capelli scuri e selvaggi - sebbene abbia ammesso lei stessa di essere bionda naturale ma, shhh... non ditelo a nessuno! - le abbiano consentito di ottenere parti molto seducenti ma dove, al tempo stesso, Eva ha potuto dare sempre di più il meglio delle sue doti interpretative.

Parigina ma dalle radici nordiche, Eva si è formata con il teatro ma ha trovato nel cinema, nella luce di idoli come Jean-Luc Godard, François Truffaut e Isabelle Adjani (colleghi della madre attrice, Marlène Jobert), un porto sicuro dove è stata consolidata come femme fatale. Ma, attenzione, tra i numerosi e variegati ruoli interpretati, Eva ha dimostrato di non essere solo bella ma di avere un talento magnetico e superbo, stregando giurie, critici e spettatori per la capacità, quasi morbosa, di scivolare nelle viscere di un personaggio. Eva Green è letteralmente formidabile nel fare l'amore con i suoi personaggi, inglobandoli nella sua stessa persona, per poi rimettere i loro folli sentimenti verso lo spettatore che, come se incatenato ad un incantesimo, non può fare a meno di perdersi nei loro (o forse sarebbe più corretto direi suoi) occhi.

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Una bellezza in bilico tra il sacro e profano

Dark e aggressiva, ma con quell'aurea di pura innocenza, Eva ha fatto innamorare moltissimi registi, diventando letteralmente la loro musa, da Bernardo Bertolucci a Tim Burton, passando per lo showrunner John Logan, creatore della conclusa serie gotica Penny Dreadful, per la quale ha ricevuto due nomination come miglior attrice protagonista in una serie drammatica ai Critics' Choice Awards, tra il 2015 e il 2016, e una ai Golden Globe nel 2016.

Un'intensa Eva Green in Cracks

Da Bond Girl nell'era del James Bond di Daniel Craig a strega cattiva nel gotico Dark Shadows di Tim Burton, passando per dominatrice delle truppe persiane in 300 - L'alba di un impero, fino a diventare la Vanessa Ives di Penny Dreadful che il pubblico ha amato tanto, Eva Green ha saputo dimostrarsi anche un'attrice versatile, spesso aperta anche a un cinema meno mainstream, come nel caso di Cracks, pellicola drammatica nel 2009 diretta da Jordan Scott, figlia di Ridley Scott, dove la Green interpretava un'affascinante insegnante di nuoto anticonformista e dalle idee libertine ma che svilupperà una passione morbosa verso una nuova allieva immune al suo fascino; oppure l'esperimento di genere, a cavallo tra il drammatico e il fantascientifico, Womb del 2010 diretto dall'ungherese Benedek Fliegauf. E prossimamente la vedremo al fianco di Alicia Vikander anche in Euphoria, storia di due sorelle in conflitto che, attraverso un viaggio misterioso, il ripercorrere il passato e ricominciare lì da dove si erano fermate, potranno finalmente riavvicinarsi.

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Based on a True Story: Eva Green ed Emmanuelle Seigner nella prima foto ufficiale

Attesa per il nuovo thriller psicologico di Roman Polanski, scritto da Olivier Assayas, e basato sul romanzo Da una storia vera di Delphine de Vigan, Quello che non so di lei, dove vedremo la Green al fianco di Emmanuelle Seigner, nel ruolo di una misteriosa fan, Elle. Una donna, che fin dal nome, sembra essere una fantasia partorita dalla mente della scrittrice (Seigner) ma che, lentamente, si insinua nella vita della donna come la sua confidente più cara, diventando un tutt'uno con essa. La pellicola è stata presentata allo scorso 70. Festival del Cinema di Cannes dove, le due attrici, hanno scherzosamente dato un piccolo assaggio sul red carpet di cosa la pellicola di Polanski avesse davvero in serbo per lo spettatore. Eppure, la faccia conturbante, lo sguardo felino e magnetico, i vestiti da red carpet dalla scollatura vertiginosa che lascerebbe cadere in tentazione anche un santo, nascondo una donna molto più insicura di quanto ci si possa immaginare. Una donna riservata, timida, che non ama mettersi in mostra fuori dal set. Misteriosa anche nella vita reale, semplicemente perché molto legata a un concetto più "romantico" della vita privata dove, quando può, ama rintanarsi nella casa di campagna a Parigi, lasciandosi coccolare dalla mamma Marika.

Penny Dreadful: Eva Green e Patti LuPone in una foto della terza stagione

E forse proprio questa sua indole più tenera e timida la porta a non lasciarsi sfuggire un ruolo controverso, sia nel cinema che nella tv, dove più le sue donne sono esteriormente forti e interiormente fragili, più Eva ama mettersi alla prova e sfidare ogni limite. Esaminiamo, quindi, i sei ruoli più significativi per questa attrice.

L'inizio: The Dreamers

Che ci crediate o meno, sono passati già quindici anni dal debutto dell'attrice sul grande schermo con The Dreamers, seducente pellicola ambientata nel '68 parigino di Bernardo Bertolucci, con Michael Pitt e Louis Garrel. Il personaggio della dolce ma stravagante Isabelle, e il suo morboso rapporto con il fratello Theo e l'americano Matthew, non è solo stato il trampolino di lancio per quest'attrice, ma anche la base per dare vita al mito tra sensualità e bravura. Il ruolo di Isabelle, in quel suo fragilissimo equilibrio, l'iconica scia di fumo dalle sue labbra, la cultura cinematografica che riprende moltissimo le origini della vita reale dell'attrice, ha incantato i palati più raffinati, scovando in quella lieve nota di goffa inesperienza un futuro da vera pantera da set. E fu proprio quel personaggio a consolidare Eva Green nei ruoli da letale e famelica femme fatale, perennemente in bilico tra la fragilità emotiva e la brutalità esteriore.

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Da bond girl a villain gotica: Casino Royale e Dark Shadows

La nostra cara Eva, da brava icona di eleganza e femminilità, è stata nel 2006 una Bond Girl, in uno dei capitoli più controversi della "nuova saga" con Daniel Craig, Casino Royale di Martin Campbell, affiancando un altro incredibile attore come Mads Mikkelsen. Vesper Lynd, affascinante agente del tesoro britannico, è incaricata di controllare e finanziare l'agente 007, ma le attenzioni del caro Bond sembrano fare subito breccia nel cuore della donna. Ma cosa ci insegnano i vari 007? Mai fidarsi di una Bond Girl, soprattutto se ha uno sguardo così tagliente come quello di Eva Green. Nonostante il tono del film, quello interpretato dalla Green è un ruolo viscerale e dal carico emotivo non indifferente, in cui l'attrice è riuscita a dare prova della sua eleganza felina senza mettere in secondo piano i sentimenti del personaggio. L'unica vera donna ad aver mai fatto davvero innamorare il nostro James.

Daniel Craig con Eva Green in una scena del film Casino Royale

Differente, ma non meno passionale, il ruolo di Angelique Bouchard, perfida e bellissima protagonista di una delle pellicole più criticate dell'"ultimo" Tim Burton, Dark Shadows. Eva Green non poteva non interpretare il ruolo della malvagia, e malata d'amore, strega Angelique, spietatissima donna centenaria, capace di costruire, sulla collera e rancore, un impero a discapito del maledetto conte Barnabas Collins (Johnny Depp). Sebbene il film sia facilmente criticabile, la sintonia della Green e di Depp riesce a mantenere viva l'attenzione per quasi tutto il tempo. Eva non smette mai di sorprenderci, e anche in questa pellicola si immerge, tra stregonerie e rimpianti, in un ruolo da femme... letale!

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Nell'universo di Frank Miller: 300 - L'alba di un impero e Sin City - Una donna da salvare

Parallelo al 300 di Zack Snyder, basato sull'omonima graphic novel di Frank Miller, il film del 2014 di Noam Murro porta sullo schermo Eva Green nei panni della guerrigliera e crudele regina Artemisia. Assetata di potere e sangue, Artemisia è astuta e un'istigatrice navigata. Non le importa quanti morti dovranno restare dietro al suo cammino, tutto pur di arrivare al suo obiettivo. Quello di Artemisia non sarà stato il ruolo più fortunato per la carriera della Green - il film, terribilmente posticcio, è stato un vero disastro sotto tutti i fronti - ma difficilmente dimenticabile è la sua carica erotica, e al tempo stesso distruttiva, che riesce a trasmettere con pochissimi sguardi. Eppure Artemisia è riuscita a conquistare il cuore di Eva: "Sono attratta da personaggi che esteriormente sembrano forti ma si portano dentro un segreto. Nel cuore hanno qualcosa di rotto. Artemisia, per esempio, è così perché la sua famiglia è stata sterminata dai greci. Ha la forza che viene dal dolore. L'ammiro perché si comporta come un uomo, non ha paura di nessuno. È fuori dagli stereotipi."

300: Rise of an Empire - Eva Green circondata da soldati

Ruolo da femme fatale per eccellenza è, invece, quello di Ava Lord, protagonista della seconda trasposizione cinematografica di Sin City - Una donna per cui uccidere, tratto dall'omonima graphic di Frank Miller. Rodriguez riesce a rendere il personaggio di Ava, grazie anche alle naturali doti dell'attrice, accattivante, sensuale e degno del periodo più noir al quale fa riferimento. Ava è una falsa innocente. Sfrutta la sua drammatica bellezza, e i suoi dolci e ingenui occhioni, per soggiogare gli uomini al suo volere. Spietata e pronta a tutto, non ha paura di sporcarsi le mani del rosso più puro del sangue, richiamando la perfetta linea di rossetto disegnata sulle sue labbra arricciate.

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Bella e maledetta: Penny Dreadful

Se c'è un ruolo dove Eva Green è riuscita davvero a spiazzare tutti quanti, dalla critica al pubblico, per le sue incredibili doti d'attrice e per la sua recitazione suggestiva ed evocativa, quello è sicuramente rappresentato dalla trascinante Vanessa Ives di Penny Dreadful, protagonista della fortunata seria di John Logan che riprende lontanamente la graphic novel di Alan Moore, La Lega degli Straordinari Gentleman. I personaggi più cupi e grotteschi della letteratura gotica europea e americana, da Dracula a Frankenstein passando per l'uomo lupo, si ritrovano uniti in unico universo che ha per fulcro la vittoriana Londra di Jack The Ripper.

Penny Dreadful: Eva Green in una scena dell'episodio Night Work

Eva Green è stata messa a durissima prova con un ruolo per nulla facile, soprattutto per lo sforzo fisico che le è stato richiesto. Tra tormenti interiori ed esteriori, Eva Green porta sul piccolo schermo un personaggio che è un vero gioiello, ricco di fascino e di un'aurea che oscilla tra la perdizione e la redenzione, in perenne lotta con se stessa e con i propri demoni, fino al logoramento. L'attrice deve moltissimo a Vanessa, soprattutto l'essere riuscita a dimostrare quanto altro ci sia oltre alla bellezza.

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Un'ultima menzione, diciamo un piccolo extra all'interno di questi cinque ruoli, è per il recente Miss Peregrine - La casa dei ragazzi speciali, omonima trasposizione del bestseller di Ransom Riggs diretto da Tim Burton. Sembrerebbe davvero che anche Burton abbia trova una musa in Eva Green, la quale dovrebbe tornare anche nel suo prossimo film. Sebbene la pellicola non abbia ottenuto consensi fin troppo positivi, il personaggio di Miss Peregrine, questa governante assai atipica e dalle doti magiche, sembra esserle stato ritagliato addosso, conservando alcuni degli elementi tipici dei personaggi della Green.

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Miss Peregrine’s Home for Peculiar Children: l'attrice Eva Green in un bel primo piano

La natura più dark e tormentata, il magnetismo di occhi che sembrano aver viaggiato in terre lontane ed esotiche, la consapevolezza di un passato doloroso e futuro incerto. Personaggio che si rifà non poco anche alla mitologia di personaggi già visti nella cinematografia di Tim Burton. Eva riesce a rendere perfettamente la voce di Miss Peregrine, andando ben più in profondità dell'austero vestito e dei riflessi blu. Donando, come sempre, la rappresentazione di un personaggio sfaccettato e da scoprire, minuto dopo un minuto.
E, adesso, non ci resta che scoprire al cinema la Ella della Green in Quello che non so di lei, lasciarci ancora una volta conquistare, innamorandoci del suo accento, di quel lampo di follia che brilla nel suo sguardo vedere acceso, profondo e dal quale sfuggire è pressoché impossibile. L'ingannevole, e tanto meraviglioso, incantesimo di Miss Green.

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