Los Creyentes - Oltre la verità, recensione: il mistery spagnolo sulle teorie del complotto

Los Creyentes - Oltre la verità, il thriller spagnolo Netflix con Jose Coronado, prova a decostruire il mistery, ma spreca il tema del complottismo.

Un'immagine di Los Creyentes - Oltre la verità

Fa sorridere che come sottotitolo italiano del nuovo mistery spagnolo Netflix si sia scelto un suggestivo ma più morbido Oltre la verità, perché sia l'originale Los Creyentes che l'internazionale The Truthers hanno una connotazione ben precisa e specifica: i complottisti, quello che si cibano di video e fonti di informazione alternativa per arrivare a una verità che ci viene celata, alle macchinazioni recondite dei poteri forti, che siano la politica, le case farmaceutiche o altri che si trovano in posizioni dominanti. Ed è un titolo, quello originale, efficace, perché di questo in definitiva parla il film che si sta facendo notare nella Top 10 della popolare piattaforma.

Il ritorno a casa di Ruth

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La protagonista Ruth

La protagonista di Los Creyentes è Ruth, DJ che vive a Berlino che torna al suo villaggio natale nel nord della Spagna dopo la morte della madre. Al suo arrivo, però, non deve solo fare i conti con l'addio alla madre e tutto ciò che comporta, ma anche con un padre che trova profondamente cambiato: lungi dall'essere l'uomo che ricordava, è diventato un complottasta che passa le giornate chiuso in mansarda a spulciare video e indagare sull'industria farmaceutica locale, responsabile, secondo lui, della sparizione di un ragazzino. Ma si tratta soltanto di un comportamento bizzarro o c'è qualcosa di più malsano e pericoloso E se fosse lui il vero responsabile della morte della madre? Ruth non ha altra scelta che approfondire, supportata da una sua vecchia fiamma che lavora proprio all'industria locale oggetto delle attenzioni del padre.

Il mondo attorno a Ruth

C'è un aspetto apprezzabile di Los Creyentes - Oltre la verità: il tentativo di affrontare il mistery in modo diverso dal solito, in qualche modo decostruendolo, allontanandosi dall'approccio classico al genere per cercare di proporre qualcosa di più originale al pubblico. E il film Netflix lo fa dedicando attenzione e spazio ai suoi personaggi, sia alla Ruth di Stephanie Magnin, sia al padre Martin di Jose Coronado e l'amico della protagonista, Aron, di cui propone un ritratto interessante Alberto Olmo. Personaggi che presentano il valore aggiunto di non allinearsi nella suddivisione classica di buoni e cattivi, ma che presentano intriganti sfumature di grigio che li rendono tridimensionali.

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Ruth con Aron in una scena del film Netflix

Si susseguono, nello script, tutti gli stati d'animo di Ruth: il ritorno a casa, il dolore per la perdita della madre, il ritrovarsi con l'amico (e non solo) Aron, oltre ovviamente alla preoccupazione e i sospetti che ruotano attorno al padre. Sono questi ultimi che muovono l'intreccio relativo all'intrigo e il mistero che coinvolge la morte della madre della protagonista.

Un esperimento riuscito a metà

Se da una parte la definizione dei personaggi e le loro individualità risulta articolata e completa, questo approccio narrativo toglie spazio alla costruzione del mistero che finisce per risultarne penalizzato in termini di spessore e dettagli. Questo può deludere chi preferisce o si aspetta un titolo più tradizionale e legato ai canoni del genere, che sappia evocare un pizzico di tensione e delle dinamiche tipiche che gli amanti di questo filone di film gradisce, per quanto possano risultare banali nella costruzione.

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Una scena di Los Creyentes - Oltre la verità

Va inoltre detto, e questo è il vero rammarico, che il tema del complottismo funge da mero espediente narrativo e non viene approfondito a dovere, quanto avrebbe meritato per poter dire qualcosa di può sulle derive della nostra quotidianità. Il risultato è un tentativo apprezzabile, ma non del tutto a fuoco, penalizzato dal formato filmico che non consente di dar spazio a tutto ciò di cui la storia avrebbe avuto bisogno e anche da una regia che si adagia su binari rassicuranti senza osare o stupire.

Conclusioni

Los Creyentes - Oltre la verità è un esperimento riuscito soltanto a metà. Il nuovo thriller spagnolo Netflix sceglie di privilegiare la caratterizzazione dei personaggi e il dramma familiare, regalando interpretazioni solide — guidate da un sempre ottimo Jose Coronado — e sfumature morali lontane dai classici cliché. Il vero rammarico, tuttavia, sta nell'incapacità di sfruttare appieno la sua premessa più stuzzicante: il tema del complottismo rimane infatti un semplice pretesto narrativo, mai approfondito per analizzare davvero le derive della società contemporanea. Unito a una regia fin troppo cauta e a un intreccio mistery privo di vera tensione, il film finisce per deludere chi cercava un giallo serrato, rimanendo un'opera d'atmosfera interessante ma incompiuta.

Movieplayer.it
2.5/5
Voto medio
N/D

Perché ci piace

  • Buona gestione delle sfumature psicologiche, lontana dalla classica e banale divisione tra buoni e cattivi.
  • Un apprezzabile tentativo di decostruire le dinamiche tradizionali del mistery thriller.

Cosa non va

  • L'argomento centrale viene usato come un semplice espediente narrativo senza mai essere approfondito a dovere.
  • La costruzione del mistero passa in secondo piano, sacrificando l'adrenalina e il ritmo tipici del genere.
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