Un'attrice uccisa in circostanze misteriose che vedrebbero direttamente coinvolti gli alti poteri, un video compromettente che potrebbe scatenare un polverone tra l'opinione pubblica e quattro amici di lunga data che si ritrovano direttamente coinvolti in un intrigo sempre più pericoloso. Dentro il cerchio è una serie messicana in otto episodi - dalla durata media di quarantacinque minuti - che adatta il romanzo I corruttori scritto nel 2013 da Jorge Zepeda Patterson, trascinandoci in una vicenda carica di colpi di scena ad effetto e situazioni ambigue.
Una vicenda che parte da un presupposto classico del thriller a sfondo politico, inerente una verità scomoda potenzialmente in grado di creare un capovolgimento politico, che finisce per intrecciarsi con quest'amicizia che fin dall'infanzia lega il quartetto di protagonisti, ognuno alle prese con relative sottotrame familiari / sentimentali pronte a integrarsi nel quadro generale.
Dentro il cerchio e fuori dal tunnel
Tomás è un giornalista d'inchiesta che scrive i suoi articoli per un importante quotidiano locale, ritrovandosi spesso a indagare nel torbido. Un giorno entra in possesso di un filmato nel quale compare l'attrice Pamela Dosantos in compagnia del generale Augusto Salazar, segretario della difesa per conto del governo attualmente in carica. Poco dopo la donna viene ritrovata senza vita e Tomás si ritrova in una situazione via via più pericolosa.
Per sua fortuna l'uomo può contare su tre amici che conosce fin da quando era bambino, persone con le quali ha condiviso anni di gioie e dolori. Amelia, con il quale vi è sempre stato un reciproco amore platonico, è in politica, proprio in quegli ambienti del potere che tutto tendono a insabbiare; Mario è un insegnante del liceo, padre di una ragazza adolescente che sta investigando privatamente sul caso insieme ad alcuni coetanei; Jaime è un potente uomo d'affari, colui maggiormente attrezzato per affrontare una situazione di tale portata. Situazione che però, giorno dopo giorno, sfuggirà loro sempre più di mano.
Di tutto e di più nella serie
Ricatti, tradimenti, rivelazioni, odio e amore in una serie che aggiunge continuamente carne sul fuoco, senza prendersi il tempo necessario per riflettere e dare modo ai suoi personaggi di esistere anche oltre quell'impianto criminale caratterizzante il fulcro del racconto. Una narrazione che si affolla di figure secondarie appena abbozzate e di svolte non sempre coerenti, incapace di gestire le numerose suggestioni comunque presenti nel quadro complessivo.
Dentro il cerchio è un titolo che dice molto, giacché ognuno dei quattro amici è letteralmente trascinato in questa girandola senza fine apparente, con ognuno di loro che getta - più o meno consapevolmente - nella mischia persone a lui vicine. Il problema è che nella maggior parte delle occasioni chi si trova alle strette lo è per colpa propria, per leggerezze o mancanza di prudenza, e le forzature finiscono così per prendere il sopravvento, con un crescendo di eventi che procede su un gratuito accumulo tensivo.
Occasioni mancate
Un peccato, perché gli spunti pur non mancavano, a cominciare proprio dalla particolare relazione tra due forme di potere, quello esercitato dalle istituzioni e quello dato dal controllo dell'informazione: due temi molto sensibili soprattutto in quest'epoca contemporanea dove buona parte dell'opinione pubblica non è più intenzionata ad accettare verità di comodo.
Un video rubato può diventare tanto una prova da usare per fare la cosa giusta quanto una trappola capace di mettere a repentaglio affetti e carriere. Il tutto in contesti dove spesso bisogna fare buon viso a cattivo gioco, adattarsi a certe dinamiche per andare avanti, scegliere alternativamente se essere pecore o pastori per garantirsi uno status quo. Un mondo dove i fatti non vengono soltanto nascosti, ma selezionati e manipolati ad uso e consumo del miglior offerente, che non viene sfruttato pienamente, preferendo invece seguire le logiche di un thriller forse più vendibile ma sicuramente meno originale.
Conclusioni
L'ambientazione tra le alte sfere di quel potere istituzionale, tra coloro che tutto controllano a cominciare da quell'informazione che per essere davvero libera deve inimicarsi tali salotti, offriva terreno fertile per un thriller investigativo capace di svelare verità scomode e crimini del peggior tipo. Ma la trasposizione seriale del romanzo di Jorge Zepeda Patterson finisce per accumulare, nei suoi otto episodi, fin troppo materiale, sia umano che narrativo, senza concedere adeguato spazio a motivazioni ed emozioni delle varie parti in causa. I quattro protagonisti - e chi li accompagna nella risoluzione dell'intrigo - rimangono così figure appena abbozzate, senza mai diventare davvero meritevoli di immedesimazione.
Perché ci piace
- Il racconto ha diversi spunti interessanti nel rappresentare le storture del potere.
Cosa non va
- L'eccesso di personaggi e sottotrame, che appesantisce la narrazione.
- Le svolte forzate e il relativo accumulo gratuito di tensione.
- Potenzialità inespresse e una "fretta" eccessiva.