Deadpool 2

2018, Azione

Deadpool 2: 10 cose che potreste non aver notato sul film

Quali sono i rimandi nascosti e irriverenti che si celano tra le battutacce del logorroico mercenario della Marvel? Ecco gli Easter Eggs più divertenti.

Deadpool 2: un banner promozionale

Due anni dopo aver rivoluzionato il panorama della produzione supereroistica dimostrando che un divieto ai minori (negli Stati Uniti) non incide per forza sugli incassi, il popolare mercenario chiacchierone della Casa delle Idee è di nuovo in pista in Deadpool 2, sempre con le fattezze di Ryan Reynolds che per l'occasione è anche produttore e co-sceneggiatore. Armato di sarcasmo e turpiloquio, Wade Wilson continua a mettere alla berlina le convenzioni del genere pur rispettandole, questa volta in collaborazione con i membri di X-Force (in particolare la "fortunata" Domino) e con la partecipazione di Cable (Josh Brolin), soldato proveniente dal futuro e guidato da una grandissima sete di vendetta. Forse più del solito, data l'abitudine di Wade di rivolgersi direttamente allo spettatore, il film è pieno zeppo di riferimenti nascosti ai fumetti originali, al genere supereroistico al cinema e altri elementi della cultura popolare. Ecco quindi la nostra consueta panoramica degli Easter Eggs più interessanti e divertenti. N.B. Questo articolo contiene spoiler.

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1. Inversione di ruoli

Il primo Deadpool vanta, tra i vari momenti memorabili, i titoli di testa che prendevano allegramente per i fondelli le convenzioni dei credits tradizionali (lo stesso Reynolds è definito "un perfetto idiota"). In quell'occasione gli sceneggiatori furono chiamati "i veri eroi di questa storia", mentre nel sequel, dove la sequenza dei titoli appare subito dopo la tragica morte di Vanessa, vengono ribattezzati "i veri cattivi". Il regista David Leitch viene invece identificato come "uno dei due tizi che hanno ammazzato il cane di John Wick", raro caso di riconoscimento ufficiale del fatto che il film in questione è stato diretto in tandem da due persone (poiché le regole del Directors Guild of America impedirono a Leitch di essere menzionato nei credits).

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2. Omaggio canoro

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Sempre nei titoli di testa, che scimmiottano apertamente quelli dei film di James Bond, l'accompagnamento musicale è stato affidato a Céline Dion, la cui fama iniziale è dovuta proprio alla cover di un brano scritto per il franchise di 007: If You Asked Me To, usato nel film Agente 007, Vendetta privata nel 1989. La partecipazione della cantante è anche un omaggio al Canada, paese natale di Deadpool e di Ryan Reynolds (il quale ha affermato di aver fatto leva su un certo spirito patriottico per reclutare la sua celebre connazionale).

3. Il nome giusto

Deadpool: Ryan Reynolds in un'immagine tratta dal film

All'inizio del film, prima di portare a termine un incarico, Wade Wilson telefona alla vittima designata dicendo di chiamarsi Gail. Questo è un omaggio voluto alla sceneggiatrice di fumetti Gail Simone, nel cui curriculum c'è anche la testata personale di Deadpool. La sua menzione in questo film in particolare è altamente significativa, poiché è stata Simone, negli anni Novanta, a coniare l'espressione "women in refrigerators" (donne nei frigoriferi), usata ancora oggi per indicare la tendenza, nelle storie di supereroi, ad uccidere o mettere in pericolo la compagna del protagonista come espediente narrativo. Difatti l'autrice ha commentato su Twitter di aver ricevuto richieste di interviste per parlare della morte di Vanessa, che lei non considera un esempio di "refrigerazione".

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4. Triplo Wolverine

Un potente Hugh Jackman emerge dalle acque in X-Men - Le origini: Wolverine

Già nel primo film c'erano state varie allusioni all'irsuto X-Man interpretato da Hugh Jackman, e il sequel non è da meno, anche solo per la possibilità di mettere alla berlina il canto del cigno dell'attore australiano in Logan - The Wolverine. Difatti vengono menzionati o omaggiati tutti e tre i lungometraggi dedicati alle avventure in solitario di Wolverine, a cominciare proprio dall'ultimo che è oggetto di una gag sia all'inizio - il carillon basato sulla morte di Logan - che alla fine, dove la morte di Deadpool ha lo stesso tema musicale degli ultimi istanti di Wolverine. Proviene invece da Wolverine: L'immortale il personaggio di Yukio, qui reinventato come compagna di Negasonic, e nei titoli di coda il Deadpool che conosciamo torna indietro nel tempo per uccidere quello visto in X-Men - Le origini: Wolverine.

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5. Ospiti inattesi

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Nel primo Deadpool, per questioni di budget, la presenza degli X-Men fu fortemente ridotta (il regista Tim Miller ha successivamente ammesso di aver voluto usare James McAvoy, ma costava troppo), con tanto di battuta autoironica - e improvvisata da Reynolds - sulla questione. Per il seguito è stato deciso di portare la gag al livello successivo, tramite un'inquadratura fugace dove alcuni X-Men - Charles Xavier, Bestia, Ciclope, Nightcrawler, Quicksilver e Tempesta - chiudono una porta prima che il mercenario si accorga della loro presenza. Il momento in questione è stato girato sul set di X-Men: Dark Phoenix e poi inserito nel film tramite il green screen.

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Deadpool 2: Ryan Reynolds e T.J. Miller in una scena del film

6. Bifolchi di una certa fama

Premature: Alan Tudyk in una scena del film

Quando Cable arriva nel presente, ruba il furgone di due bifolchi che stanno parlando del modo migliore di usare la carta igienica (dialogo basato sulle vere esperienze di uno degli sceneggiatori). Non sono facilmente riconoscibili, ma si tratta di Alan Tudyk (che è anche uno dei doppiatori americani di Frozen - Il regno di ghiaccio, film che Deadpool menziona ripetutamente) e Matt Damon. Quest'ultimo è in incognito anche nei titoli di coda, dove viene identificato come "Dickie Greenleaf", uno dei personaggi de Il talento di Mr. Ripley.

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7. Triplo Reynolds

Deadpool 2: Ryan Reynolds e Leslie Uggams in una scena del film

Di primo acchito, sembra che Ryan Reynolds interpreti due ruoli nel film: Deadpool e, nella scena dei titoli di coda, se stesso ai tempi di Lanterna verde. In realtà c'è un terzo personaggio, talmente ben celato che nei titoli di coda il suo interprete non viene identificato: il Fenomeno, la cui voce è attribuita a "Himself". A svelare questo dettaglio sono stati gli sceneggiatori, i quali hanno confermato che Reynolds, oltre a fungere da riferimento facciale per il personaggio, ha anche alterato la propria voce per doppiarlo.

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8. Questione di centimetri

Deadpool 2: Josh Brolin in una scena del film

A un certo punto, parlando di Cable, Deadpool sottolinea che il personaggio dei fumetti è molto più alto di Josh Brolin (oltre due metri, contro il "misero" metro e ottanta dell'attore), alludendo a una presunta ira funesta dei fan. Si tratta di un rimando altamente ironico a una vera lamentela dei lettori dei fumetti che va avanti dal 2000, ma in senso opposto: Hugh Jackman è troppo alto per interpretare Wolverine, che nell'universo cartaceo arriva appena al metro e mezzo.

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9. Parentele strane

Deadpool 2: Josh Brolin in un momento del film

Come hanno detto gli sceneggiatori, è praticamente impossibile leggere la biografia di Cable su Wikipedia e capirci qualcosa se non si ha un minimo di conoscenza dei fumetti. Per farla breve, il suo vero nome è Nathan Summers, e per salvargli la vita i genitori - Ciclope e Madelyne Pryor, il clone di Jean Grey - lo spedirono nel futuro. Nel film tutto questo viene omesso, e viene solo menzionata di sfuggita sua figlia Hope, che nel mondo cartaceo è la prima mutante nata dopo che Scarlet Witch aveva tolto i poteri a quasi tutti i mutanti del pianeta. Il Fenomeno dice invece di indossare il suo caratteristico elmetto per proteggersi dai poteri psichici del fratellastro, il quale è costretto su una sedia a rotelle. Ebbene sì, si tratta di Charles Xavier.

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10. Squadra effimera

Hemlock Grove:Bill Skarsgard in una immagine della serie

Per evitare spoiler, i trailer e gli spot televisivi del film mostrano i vari membri di X-Force in azione, mentre in realtà, con l'eccezione di Domino, muoiono tutti prima di portare a termine la missione. Un indizio parziale di dove sarebbe andata a parare quella storyline è l'uso di un personaggio in particolare, interpretato da Bill Skarsgård: Zeitgeist. Questi era, nei fumetti, il leader di X-Force in un futuro prossimo dove i mutanti non erano più perseguitati, ed è noto per essere morto alla fine del primo numero in cui appariva.

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