Crisis on Infinite Earths 4-5 e il finale di Arrow, recensione: l’Arrowverse è morto, viva l’Arrowverse!

Recensione degli ultimi due episodi del crossover Crisis on Infinite Earths e del finale di serie di Arrow, epilogo dell'evento 2019-2020.

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Crisis of Infinite Earths: un'immagine del crossover

Questa non è solo la recensione di Crisis on Infinite Earths 4-5, ma anche del finale di serie di Arrow, andato in onda due settimane dopo la conclusione del consueto crossover dell'Arrowverse. Una scelta dettata da ciò che accade negli episodi in questione, dato che il commiato ufficiale della serie madre del franchise è anche il vero epilogo dell'evento che ha unito tutti i serial della DC Comics in onda sulla CW e ucciso Oliver Queen già nel primo capitolo. Siamo quindi di fronte a due facce della stessa medaglia, che segnano la fine di una prima, lunga era per l'Arrowverse e aprono nuove porte per il futuro. Oliver è defunto, senza scappatoie (per quanto nei fumetti di supereroi e nei loro adattamenti per grande e piccolo schermo la morte sia spesso un'opinione), e con la sua dipartita si crea una sorta di linea di demarcazione, non tanto dissimile da ciò che la Marvel ha fatto al cinema lo scorso anno con l'ultima avventura degli Avengers originali.

Un Multiverso da riavviare

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Crisi sulle Terre Infinite: Brandon Routh in una foto del crossover

Già commentando la prima metà di Crisis on Infinite Earths, andata in onda negli Stati Uniti a dicembre, avevamo sottolineato la somiglianza, puramente narrativa, con Avengers: Infinity War: una minaccia che potrebbe annientare la realtà intera, tutti gli eroi riuniti e alle prese con missioni separate e, negli istanti finali, la vittoria apparente del villain, con una manciata di paladini rimasti per risolvere il problema. E la seconda metà, composta dal terzultimo episodio di Arrow e una puntata speciale "fuori serie" di Legends of Tomorrow, si rifà, manco a volerlo fare apposta, ad Avengers: Endgame, con viaggi nel tempo e un sacrificio necessario per annullare le azioni dell'Anti-Monitor. A sacrificarsi, pur essendo già tecnicamente morto, è di nuovo Oliver, i cui poteri da Spettro gli consentono di ricreare il Multiverso dopo che gli altri, recatisi nel passato, hanno impedito l'ascesa iniziale dell'Anti-Monitor. Una scelta drammaturgica che di per sé è logica, ma più debole del previsto poiché l'impatto emotivo della morte di Oliver aveva già avuto un ruolo fondamentale nel primo capitolo del crossover. E anche sorvolando su tale dettaglio, il quarto episodio dell'evento rimane il più squilibrato, poiché rinuncia in parte al suo essere un tassello come gli altri del crossover per sfruttare la nostalgia legata alla serie madre, prossima al capolinea.

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Legends of Tomorrow: i supereroi nel crossover Invasion!
Legends of Tomorrow: i supereroi nel crossover Invasion!

Per fortuna ci sono le Leggende, il cui intervento serve a far sì che il redivivo Anti-Monitor non distrugga il nuovo Multiverso, che differisce non poco da quello che conoscevamo: le Terre principali sono divenute una sola, nota come Terra-Prime, anche se a insaputa dei nostri eroi esistono ancora dei mondi paralleli, tra cui il DC Extended Universe (che è all'origine di una delle sequenze più belle, dove il Barry Allen di Grant Gustin incontra di sfuggita quello interpretato da Ezra Miller). Ebbene sì, laddove gli Avengers (e Tony Stark in particolare) avevano insistito sul non cambiare nulla, complici anche le regole dei viaggi nel tempo nel Marvel Cinematic Universe, gli eroi della DC hanno riscritto la realtà, e a rompere il ghiaccio sulla questione è nientemeno che Marv Wolfman, lo sceneggiatore del fumetto originale (e lo dice a Barry e Kara, i due personaggi che egli uccise ai tempi). Si tratta di un vero e proprio reboot per l'Arrowverse, con tutte le serie principali ora ambientate nello stesso universo (a queste si aggiunge Black Lightning, che fino alla sua partecipazione nel crossover era completamente scollegato). Tutto qui? No, perché una tantum il crossover avrà ripercussioni più serie del solito, e il vero finale non è l'episodio delle Leggende, se vogliamo mantenere fino in fondo il paragone con l'evento della Casa delle Idee: manca il funerale.

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Addio, Oliver

Un'immagine promozionale per la serie tv Arrow
Un'immagine promozionale per la serie tv Arrow

Nelle prossime settimane apprenderemo nei dettagli esattamente quanti cambiamenti siano stati apportati al Multiverso grazie al sacrificio di Oliver, ma ci pensa già il finale della sua serie a presentarcene alcuni: in questa nuova realtà, i defunti Tommy Merlyn, Quentin Lance e Moira Queen sono ancora tra noi, e sono solo alcuni dei personaggi riuniti per l'ultimo saluto all'arciere di Star City. Un saluto affidato a John Diggle, che in occasione della sepoltura cita il motto di Freccia Verde presente nei titoli di testa: "Oliver mi diceva sempre che per salvare la sua città doveva diventare qualcun altro, qualcos'altro. Credevo che si riferisse a Freccia Verde, ma oggi mi rendo conto che voleva dire diventare una persona migliore. La migliore possibile. Ci ha portati tutti con lui in quel viaggio. Lui ha cambiato tutto. Ha portato gli eroi in questo mondo, li ha ispirati, ha ispirato tutti noi." Il braccio destro dell'arciere parla non solo dell'eroe caduto, ma anche della serie stessa, che nel corso di otto stagioni ha sempre avuto a cuore i concetti di moralità e redenzione. Oliver era tornato dalla tomba (presunta) nel 2012, assetato di vendetta, e nel corso degli anni ha imparato ad accantonare quella rabbia per aiutare il prossimo. Fino al sacrificio definitivo, che simboleggia l'importanza che lui e il suo show hanno avuto per il genere supereroistico sul piccolo schermo.

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David Ramsey con Stephen Amell in una scena dell'episodio Legacies della prima stagione di Arrow
David Ramsey con Stephen Amell in una scena dell'episodio Legacies della prima stagione di Arrow

Diggle continua: "Ovviamente la vita andrà, ma come non lo so. Aspettatevi l'inaspettato. Oliver non c'è più, ma la sua missione continua. Quella missione vive nelle persone che ha ispirato, e lo fa anche lui. Alcuni porteranno quella missione ai confini del mondo, e forse oltre. Perché se c'è una cosa che gli ultimi otto anni ci hanno insegnato, è che questo universo è molto più grande di quanto pensassimo. Anche se adesso, senza di lui, è un po' meno luminoso." Il futuro è effettivamente incerto, anche se alcuni punti fermi ci sono: Flash, Supergirl, Batwoman, Black Lightning e le Leggende continueranno a proteggere tutti i mondi possibili, e quasi tutti i comprimari della serie madre hanno diritto a una conclusione definitiva e felice. E anche i pochi punti in sospeso promettono sviluppi interessanti: da un lato c'è lo spin-off dedicato alle eroine dello show, non ancora ufficiale ma teoricamente in arrivo il prossimo autunno; e poi c'è lo stesso Diggle che, come teorizzato da tempo dai fan, si imbatte in un veicolo spaziale e un misterioso anello, quello di Lanterna Verde. E al netto del titolo originale dell'episodio, Fadeout, che richiama l'idea di qualcosa che sbiadisce (ma è anche una componente fisica dell'arco), il ricordo di Oliver rimarrà immortale, come quello di Tony Stark per quanto riguarda la concorrenza, perché senza di lui non saremmo qua, otto anni dopo, a contemplare il futuro di un intero universo televisivo basato sui personaggi della DC. E per questo motivo - e consentiteci l'uso di una frase Marvel - lo amiamo 3000.

Conclusioni

Chiudendo questa doppia recensione di Crisis on Infinite Earths 4-5 e del finale di Arrow ci congediamo da una prima macrofase dell'Arrowverse, ora effettivamente riavviato, in tutti i sensi, in vista dei mesi (e anni) a venire. Adattare uno dei fumetti più famosi della DC Comics non era un'impresa facile, ma unendo il consueto crossover alla necessità di salutare colui che diede inizio a tutto questo ne è venuto fuori un autentico evento, sorprendente ed emozionante.

Movieplayer.it
4.5/5
Voto medio
5.0/5

Perché ci piace

  • La conclusione del crossover è piena di sorprese e momenti toccanti.
  • Le promesse per il futuro dell'Arrowverse sono molto intriganti.
  • L'addio a Oliver Queen è uno degli apici del franchise.

Cosa non va

  • Il quarto episodio di Crisis funziona solo a metà.