C'era una volta

2011 - 2018

C'era una volta 7 tenta la strada del reboot con una stagione curiosa ma anche incerta

I nostri eroi cominciano a riacquistare la memoria mentre sul quartiere di Hyperion Heights cala la minaccia di una congrega di potentissime streghe. Il vero amore trionferà anche questa volta o C'era una volta è davvero cambiato come hanno promesso gli autori?

C'era una volta: Lana Parrilla, Mekia Cox, e Andrew J. West in un momento della settima stagione

C'era una volta un principe che aveva una figlia di nome Zezolla e che da poco si era risposato. Zezolla odiava la sua matrigna e così, seguendo il consiglio della sua governante, se ne sbarazzò spezzandole il collo mentre quella cercava alcuni indumenti in un baule. Zezolla suggerì a suo padre di sposare la governante ma, dopo pochi giorni, scoprì che la donna era ancora più perfida della sua precedente matrigna e che, soprattutto, aveva altre sei figlie. Zezolla fu quindi costretta a sbrigare le faccende di casa e a rispondere al soprannome di Gatta Cenerentola. Potrà sembrarvi strano, ma così inizia la Cenerentola di Giambattista Basile: scritta nel 1600 circa, è soltanto una tra le tante versioni della famosa favola che conosciamo soprattutto grazie allo storico adattamento a cartoni animati di Walt Disney. Quello era basato a sua volta sulla favola di Charles Perrault, datata 1697, ma esistono più di trecento interpretazioni, compresa quella grottesca dei Fratelli Grimm.

Le favole sono leggende diffuse in tutto il mondo e ogni era, popolo o cultura le reinterpreta a modo suo. In un'antichissima versione greco/egiziana, Cenerentola era addirittura una prostituta. Il multiverso delle favole è affascinante: devono averlo pensato anche Edward Kitsis e Adam Horowitz, i creatori di C'era una volta, quando si sono ritrovati a dover proseguire una storia che sembrava essersi conclusa in modo soddisfacente col finale della sesta stagione. Un season finale che aveva il sapore di un series finale e che metteva un punto a una lunga saga generazionale che, tra alti e bassi, aveva saputo coinvolgere migliaia di spettatori grazie a incroci di favole sempre più improbabili, flashback in stile Lost e colpi di scena degni delle migliori soap opera.

C'era una volta: una scena con Lana Parrilla, Dania Ramirez, Colin O'Donoghue, Mekia Cox e Andrew J. West

L'annuncio di una settima stagione, ambientata dopo un time skip di dieci anni, aveva lasciato i fan molto perplessi. C'era una volta aveva cominciato a esaurire i colpi in canna, tant'è che nelle ultime stagioni avevano preso vita, oltre ai miti greci, persino le storie di Jules Verne e Robert Louis Stevenson. Inoltre, alcuni tra i principali protagonisti della serie - e in particolare le attrici Jennifer Morrison (Emma Swan) e Ginnifer Goodwin (Biancaneve) - avevano deciso di abbandonare la nave, lasciando a Lana Parrilla (Regina), Colin O'Donoghue (Capitan Uncino) e Robert Carlyle (Tremotino) il compito di trainare la settima stagione insieme a una new entry: Andrey J. West, cioè il nuovo Henry trentenne.
Kitsis e Horowitz hanno promesso per mesi che la settima stagione di C'era una volta non sarebbe stato un reboot ma una continuazione, una nuova avventura destinata a raccontare storie diverse. Abbiamo scoperto che cosa intendevano soltanto negli ultimi episodi di questa prima metà, appena conclusa: sfruttando l'escamotage dei portali e dei tanti "reami" che costituiscono l'universo delle favole, gli scrittori di C'era una volta hanno preso alcuni personaggi già comparsi nelle prime sei stagioni della serie e li hanno riproposti sotto una luce completamente diversa. È il caso, appunto, di Cenerentola, che nella settima stagione ha le fattezze dell'attrice dominicana Dania Ramirez invece che quelle di Jessy Schram, la Ashley/Cenerentola di Storybrooke. Anche perché adesso C'era una volta non è ambientato più nel Maine, ma a Seattle.

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Che cos'è successo nella settima stagione?

C'era una volta: Jennifer Morrison, Colin O'Donoghue e Andrew J, West in una scena della settima stagione

La settima stagione è iniziata come la prima, solo che questa volta è stata una bambina a bussare alla porta di un Henry Mills adulto: si chiama Lucy (Alison Fernandez) e sostiene di essere sua figlia. Henry, dal canto suo, dice di aver perso sua moglie e sua figlia in un incendio e di essere semplicemente uno scrittore divenuto famoso col libro che racconta le avventure narrate nelle stagioni precedenti. Ci risiamo: qualcuno ha lanciato un'altra maledizione che ha modificato i ricordi di alcuni personaggi, fabbricando per loro una vita alternativa nel quartiere di Hyperion Heights, a Seattle. Lucy è l'unica che ricorda come stanno le cose e che sa che Henry, in realtà, ha sposato sua madre, una versione alternativa di Cenerentola che avrebbe incontrato dopo aver lasciato Storybrooke per viaggiare tra i reami. Nel corso di queste prime dieci puntate, abbiamo scoperto che Regina e Uncino si sono uniti a lui nella battaglia contro la matrigna di Cenerentola, Lady Tremaine: la maledizione ha quindi colpito anche loro, trasformandoli nella combattiva barista Roni e nel detective Rogers. Chi temeva che Uncino avesse lasciato Emma dopo una storia durata anni, si è rasserenato nello scoprire che l'Uncino in questione è in realtà un doppelgänger e che Emma, guest star nella seconda puntata della stagione, sta vivendo felice, contenta e incinta a Storybrooke.

C'era una volta: una scena con Robert Carlyle e Emilie de Ravin nella settima stagione

Dunque la nuova stagione ruota tutta intorno alle disavventure dei nostri eroi nel quartiere di Hyperion Heights dove comanda la crudele Victoria Belfrey, alter ego di Lady Tremaine, e ai soliti flashback ambientati nei reami incantati in cui Henry e Cenerentola hanno cominciato la loro storia. Una serie di pittoreschi personaggi inediti ha arricchito il cast di puntata in puntata, tra i quali spiccano la sorellastra di Cenerentola, la misteriosa Tilly e la grintosa Sabine. Nel mezzo si incastra, come al solito, Tremotino che, dopo aver perso Belle in una struggente rivisitazione del prologo di Up della Pixar, ha assunto suo malgrado l'identità di un burbero poliziotto.
È evidente che, almeno nelle intenzioni iniziali, la nuova stagione di C'era una volta avrebbe dovuto effettivamente essere una specie di reboot o quantomeno un nuovo punto d'inizio su cui costruire una storia piena di favole nuove e vecchie, ma rivedute e corrette secondo le logiche assurde della serie; tuttavia, qualcosa è cambiato in corso d'opera e gli autori hanno cominciato a ripescare nella mitologia ormai stabilita alcune figure chiave - come la Zelena interpretata da Rebecca Mader - necessarie a combattere la minaccia che si è infine palesata nel midseason finale: una congrega di potenti streghe malvagie.

C'era una volta: Lana Parrilla in una sequenza della settima stagione

L'ultimo episodio prima della pausa invernale, infatti, ci ha finalmente rivelato che cos'è successo nel mondo delle favole, chi ha scagliato la nuova maledizione e quali sono i rischi che i nostri eroi stanno correndo nel mondo reale. Genoveffa ha infatti elaborato un piano diabolico per impedire a Regina di annullare il sortilegio che lei stesso le ha insegnato; contemporaneamente, però, e con un grande colpo di scena, Madre Gothel è riuscita a traviare Anastasia, riportata in vita al costo di quella di Lucy, e a precettarla per cercare le altre potentissime streghe che vivono sotto mentite spoglie a Hyperion Heights.

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La maledizione della ripetizione

C'era una volta: Mekia Cox nella settima stagione

È inutile dire che l'abusatissimo twist della maledizione ha fatto il suo tempo: quasi ogni stagione di C'era una volta è ruotata intorno a un incantesimo che ha dislocato i personaggi o ha causato diverse forme di amnesia. A questo punto la maledizione è diventata un appuntamento annuale anche un po' ridicolo, soprattutto perché sappiamo che i nostri eroi troveranno sempre un modo per scioglierla. C'è da dire che quest'anno gli autori hanno effettivamente provato a rimescolare un po' le carte facendo riacquistare la memoria quasi subito a Regina e Tremotino, senza contare che la prima si trova ora in una posizione molto difficile: se sciogliesse la maledizione, salverebbe la nipotina Lucy ma perderebbe Henry. Che fare?
In questo senso, C'era una volta sembra aver effettivamente inforcato una strada più cupa rispetto alle stagioni precedenti, imbastendo anche un intreccio che si è fatto via via più complicato a ogni puntata. Purtroppo questo non è stato necessariamente un bene, visto che la solita struttura a flashback ha rimarcato la natura un po' schizofrenica della nuova storyline. A tratti abbiamo avuto la netta impressione che gli autori abbiano invertito la rotta non una ma più volte, forse insoddisfatti dal riscontro del pubblico o forse in cerca del colpo di scena a tutti i costi. Per questo motivo, Kitsis e Horowitz hanno giocato sulle identità dei personaggi un po' come fecero quando combinarono la Bestia e il Coccodrillo di Peter Pan nella figura di Tremotino: Lady Tremaine sarebbe Rapunzel, ma anche una potente strega.

C'era una volta:Lana Parrilla in una scena della settima stagione

L'intreccio confusionario soffre anche a causa del carisma sottotono di questi personaggi chiave. La Lady Tremaine di Gabrielle Anwar non è minimamente paragonabile alla squisitamente perfida Regina di Lana Parrilla e questa settima stagione manca ancora di un villain vero e proprio, mentre le streghe malvagie si stanno moltiplicando: prima Tremaine, poi la figlia Genoveffa, poi Madre Gothel, quindi Anastasia, ora addirittura un'intera congrega, e nessuna di loro ci è sembrata caratterizzata in maniera soddisfacente, risultando più che altro pallide imitazioni di quei personaggi - come Tremotino, Regina o Zelena - che gli autori hanno costruito e smontato, forse anche un po' troppo spesso, nell'arco di sei anni.
L'altro grosso problema che abbiamo riscontrato in queste prime dieci puntate è l'immancabile love story. Nelle scorse stagioni, gli intrecci romantici funzionavano grazie all'interpretazione e al fascino dei vari protagonisti: Biancaneve e Azzurro, Emma e Uncino, Tremotino e Belle. Quest'anno sotto i riflettori c'è la storia di Henry e Cenerentola, ma i due personaggi sono semplicemente poco interessanti nel mondo delle favole e hanno zero alchimia in quello reale. Le loro interazioni sono, se possibile, ancora più stucchevoli rispetto al solito, senza contare che il triangolo formatosi nelle ultime puntate con l'introduzione di Nick, l'ex di Jacinda, rispecchia semplicemente quello di Mary Margaret, David e Kathryn nella prima stagione della serie.

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C'era una volta: una scena con Lana Parrilla nella settima stagione della serie

C'era una volta c'era una volta

C'era una volta: Dania Ramirez e Andrew J. West in una scena della settima stagione

Nonostante le promesse, la settima stagione di C'era una volta sta assumendo sempre più i tratti di uno spin-off che quelli di un reboot. A differenza di quanto affermato inizialmente, la storia dei personaggi delle favole intrappolati a Storybrooke sta in effetti proseguendo lungo binari nuovi, solo che la normalissima Seattle non ha il fascino del paesino maledetto nel Maine e le vicissitudini raccontate cominciano ad assomigliare troppo a quelle che abbiamo già visto e rivisto nelle stagioni precedenti.
È chiaro che il nuovo set, le location, gli effetti speciali - che non sono mai stati il fiore all'occhiello di C'era una volta, oltretutto - e le varie situazioni rispecchiano l'ovvia riduzione del budget e riflettono l'interesse degli spettatori che sta inesorabilmente diminuendo, come peraltro dimostra lo spostamento della messa in onda americana dalla domenica al venerdì. Ora bisogna soltanto capire come intendono procedere gli autori e se questa settima stagione rappresenta effettivamente un nuovo punto d'inizio o un ultimo tentativo di sfruttare il successo del serial prima di chiudere il sipario una volta per tutte.

C'era una volta 7 tenta la strada del reboot con...
Christian Colli
Redattore
2.0 2.0
Cinecittà World
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