C'era una volta: la serie che ha giocato con la Disney e le fiabe

In occasione dell'arrivo su Disney Plus della serie ABC, scopriamo quanto i creatori Adam Horowitz e Edward Kitsis abbiano preso a piene mani dalla Disney e dallo storytelling popolare per creare la loro fiaba seriale.

APPROFONDIMENTO di 20/11/2020
Una foto promozionale del cast della serie 'Once Upon A Time'
Una foto promozionale del cast della serie 'Once Upon A Time'

Le fiabe si sa hanno da sempre un particolare appeal sulle persone, forse perché ci ricordano quando eravamo piccoli e ci venivano lette o raccontate a voce. Fanno parte di quella lunga tradizione orale, tra mito e leggenda, trasmessa di generazione in generazione. Chi l'ha capito e ne ha fatto il proprio marchio di fabbrica sono stati Adam Horowitz e Edward Kitsis, i creatori di C'era una volta (in originale Once Upon a Time), la serie tv che il 20 novembre torna "a casa" nel catalogo Disney Plus. Questo perché la serie di proprietà Disney andata in onda sul canale ABC (anch'esso della Casa di Topolino) ha giocato più di tutte con i Classici e la tradizione disneyana e con lo storytelling. Cogliamo l'occasione per analizzarne i motivi, i pregi e i difetti.

L'EREDE INVOLONTARIO DI LOST

Cera Una Volta Sigla
C'era una volta: un'immagine della sigla

Quando C'era una volta arrivò in tv su ABC negli Usa (era il 2011, quasi un decennio fa), nel corso della prima stagione fu accolta come l'erede involontario di Lost. Al contrario dello strombazzatissimo FlashForward (correva il 2009) che ne aveva ereditato lo slot ma non riuscì a fare molto di più, dandosi un po' la "zappa sui piedi seriale" da sola. C'era una volta fu ideata da due degli autori che sull'Isola avevano trovato un po' casa, Adam Horowitz e Edward Kitsis, e racconta la storia di un ragazzo, Henry, che a dieci anni va a cercare la madre biologica, Emma Swan, nel giorno del suo ventottesimo compleanno, e da Boston la convince a seguirlo a Storybrooke, nel Maine, una cittadina apparentemente tranquilla ma che nasconde un enorme segreto. Il sindaco è in realtà la Regina Cattiva di Biancaneve che ha intrappolato tutte le fiabe della Foresta Incantata lanciandogli una maledizione, in modo da privarli del loro lieto fine. Ora starà a Emma - che a quanto dice Henry dovrebbe essere la figlia di Biancaneve e del Principe Azzurro, nientemeno, nonché la Salvatrice secondo la profezia di turno - imparare a credere al figlio ritrovato e nelle favole per poter salvare tutti e spezzare l'incantesimo. Leggendola, di primo acchito, questa sinossi di presentazione poteva far sembrare la serie una delle più sciocche premesse mai sentite. Eppure il bisogno innato negli spettatori di "credere" che esista un mondo magico proprio accanto al nostro - Harry Potter insegna - e la combinazione di avventura, romance, colpi di scena ha reso la serie una delle più longeve e apprezzate della ABC, complice il fatto che giocava "in casa" rifacendosi soprattutto nelle prime stagioni ai Classici Disney che hanno scandito bene o male l'infanzia di tutti.

C'era una volta: Ginnifer Goodwin e Josh Dallas nell'episodio Leaving Storybrook
C'era una volta: Ginnifer Goodwin e Josh Dallas nell'episodio Leaving Storybrook

Non solo: la prima stagione col passare degli episodi faceva un uso dei flashback che a Lost doveva tutto, mostrando il passato dei personaggi nella Foresta Incantata prima della maledizione e il loro presente nel mondo contemporaneo, alternati, raccordando così due tempi e ambientazioni con tematiche e inquadrature. In più la serie proponeva - come Lost - situazioni paradossali in cui lo spettatore era portato a chiedersi come ci si sarebbe ricollegati alla storyline principale. Ne sono alcuni esempi "storici" il ventesimo episodio della prima stagione che apre con August in Thailandia, e procedendo con gli anni la scena d'apertura della seconda stagione in cui conosciamo il personaggio di Neil e non capiamo come nel mondo reale possano sapere che la maledizione sia stata spezzata, o ancora la premiere della quinta stagione con Emma bambina che per qualche ragione aveva già conosciuto Merlino. La serie proponeva anche vari easter egg che strizzano l'occhio all'Isola, come ad esempio l'orologio della Torre della Città fermo alle 8:15, il numero del volo della Oceanic Airlines. Col passare delle stagioni la serie ha anche preso a piene mani dagli attori della serie cult, da Naveen Andrews improbabile Jafar nello spin-off C'era una volta nel Paese delle Meraviglie, alla Regina di Ghiaccio interpretata da Elizabeth Mitchell, per citare due esempi.

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FROZEN FEVER

C'era una volta: l'immagine promozionale che annuncia il crossover con Frozen - Il regno di ghiaccio
C'era una volta: l'immagine promozionale che annuncia il crossover con Frozen - Il regno di ghiaccio

Questi sono solo alcuni dei modi con cui la serie ha saputo sapientemente giocare con lo storytelling narrativo nel corso degli anni. C'era una volta potrebbe insegnare a molti altri show, anche non generalisti e di maggior prestigio, come i due creatori avessero bene in mente fin dall'inizio il quadro generale e il finale a cui volevano arrivare. Non solo: gli autori hanno saputo adattare le esigenze di palinsesto e le novità disneyane alla trama. In seguito alla "Frozen Fever" inevitabilmente generata da quel successo senza precedenti che è stato Frozen, il film animato del 2013 diretto da Chris Buck e Jennifer Lee, 53° Classico della Casa di Topolino, il duo ha inserito un sequel live action nella quarta stagione, anticipando nel finale della terza l'arrivo di Elsa a Storybrooke.

C'era una volta: Georgina Haig con Elizabeth Lail nell'episodio A Tale of Two Sisters
C'era una volta: Georgina Haig con Elizabeth Lail nell'episodio A Tale of Two Sisters

Oltre ad aver raccontato un sequel ideale molto più interessante di quello di Frozen II - Il Segreto di Arendelle (2019), a causa della necessità del network di mandare in onda la stagione in due blocchi quasi senza pause (come invece di solito capitava) per salvaguardare gli ascolti, Kitsis e Horowitz furono capaci di realizzare delle mezze stagioni che andavano poi a collegarsi fra di loro e a inserirsi sapientemente nel quadro generale. È così ad esempio che la quarta stagione, forse la migliore di tutta la serie, prima gioca con il lato più "commerciale" Disney nella prima metà col sequel di Frozen, per poi passare a una delle idee più geniali e ancestrali delle fiabe e delle favole: nella parte intitolata "Heroes and Villains" Tremotino vuole scovare l'autore del libro di Henry per dare finalmente il lieto fine ai cattivi, bistrattati per troppo tempo. Cosa c'è di più fiabesco di questo? Tra l'altro nella pausa fra una metà e l'altra la ABC propose Galavant, musical comedy purtroppo inedita in Italia che prendeva in giro e allo stesso tempo celebrava proprio le fiabe Disney... cantando. Altro che easter egg. O ancora la tagline della seconda stagione "Magic is coming" che riprendeva ovviamente il "Winter is coming" del fenomeno Game of Thrones.

OLTRE LA DISNEY

David Anders in una foto della seconda stagione della serie TV C'era una volta
David Anders in una foto della seconda stagione della serie TV C'era una volta

C'era una volta non ha pescato a piene mani solo dai Classici Disney ma anche dalla letteratura di vario genere, dal folklore e dalle fiabe popolari. Quindi accanto ai vari Peter Pan, La principessa e il ranocchio, Robin Hood, Aladdin, ma anche Mulan, Ribelle - The Brave, Hercules, Il Mago di Oz, ha raccolto anche personaggi come Victor Frankenstein, Hansel e Gretel, Dr Jekyll e Mr. Hyde, addirittura l'infermiera Ratched del cult Qualcuno volò sul nido del cuculo (riportata recentemente in tv da Ryan Murphy). Questo a testimonianza della poliedricità e dell'adattamento dei due creatori ai tempi che correvano e alla propria indole di riscrittura delle favole. Un'indole che venne addirittura accusata di plagio dagli autori del fumetto Fables, che nasce dallo stesso spunto (i personaggi delle favole che vivono nel mondo di oggi) ma con un'atmosfera visiva e narrativa ben diversa, che potremmo definire decisamente più via cavo che generalista, oltre a proporre dinamiche diverse fra i personaggi.

Josh Dallas e Meghan Ory durante una scena dell'episodio Child of the Moon della serie C'era una volta
Josh Dallas e Meghan Ory durante una scena dell'episodio Child of the Moon della serie C'era una volta

Questa abilità di riscrittura è testimoniata fin dalla prima stagione, in cui Cappuccetto Rosso si rivela anche il lupo rifacendosi alle leggende dei lupi mannari e al significato/significante del diventare donna, o ancora più avanti quando i plot twist di Peter Pan e Re Artù villain sorpresero non poco gli spettatori. Col passare delle stagioni ovviamente le fiabe possibili si riducevano sempre più, soprattutto in un universo coeso come quello di C'era una volta, e tra la sesta e la settima stagione si tentò di fare una sorta di reboot - complice l'uscita di scena di alcuni membri del cast storico, fra cui la stessa Jennifer Morrison (Emma). Paradossalmente la settima stagione divenne anche l'ultima, permettendo una sorta di omaggio alla prima stagione e alla (ri)scoperta della maledizione, con Henry adulto che viene cercato dalla figlia biologica, ed è l'unico a poter salvare tutti. Questo accadeva grazie all'escamotage della "Terra delle Storie Mai Raccontate" introdotta nella quinta stagione, che serviva a mostrare fiabe appunto non ancora raccontate nella serie ma anche alcune già narrate anche se in modo diverso (nell'ultimo ciclo di episodi vedremo ad esempio una riscrittura più moderna di Cenerentola). O ancora Capitan Uncino giovane e sexy playboy al contrario del vecchio che aveva paura del coccodrillo nel cartoon. A volte i personaggi nello show rivelano molteplici ruoli, come Tremotino che è anche la Bestia (e forse anche qualcun altro). Col passare delle stagioni, a volte il lato soap, caratteristica di rete, e il fanservice hanno preso il sopravvento, così per bilanciare gli autori hanno utilizzato l'autoironia sui difetti della serie, facendo scherzare gli stessi protagonisti sull'improbabilità di alcune situazioni, pur se in un mondo semi-magico.

EVIL ISN'T BORN, IT' MADE

C'era una volta: Lana Parrilla in una foto promozionale della stagione 2
C'era una volta: Lana Parrilla in una foto promozionale della stagione 2

Se c'è una cosa che Lost ci ha insegnato è che le coincidenze non esistono. Parimenti, C'era una volta ci ha insegnato che la magia è accompagnata da alcune regole, come qualsiasi storia incantata che si rispetti, per proteggerla dalle mani sbagliate. "Evil isn't born it's made" ci dice che tutti, non solo i supereroi, hanno un'origin story, anche i villain, ben prima di Joker (2019), del prossimo Cruella (2020) e di Maleficent (2014) e Cenerentola (il live action del 2015). Questi ultimi due in particolare sembrano prendere a piene mani da C'era una volta, come ad esempio nella scena finale del film di Branagh quando Lily James chiede a Cate Blanchett perché la sua Lady Tremaine la odi così tanto. Un plot twist che gli amanti dei cattivi fatti e finiti potrebbero amare poco, ma del resto siamo alla Disney ed è molto disneyano pensare che anche i cattivi abbiano un cuore, un passato e una possibilità di redenzione. Colei che fa il percorso più interessante in questo senso in C'era una volta è Regina (una grandissima Lana Parrilla), un'evoluzione speculare rispetto a quella di Tremotino (un Robert Carlyle in grande spolvero), condannato a scegliere sempre la magia (e il potere che ne deriva) sull'amore e l'affetto.

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MAGIC ALWAYS COMES WITH A PRICE

Once Upon a Time: Robert Carlyle nell'episodio La voce della coscienza
Once Upon a Time: Robert Carlyle nell'episodio La voce della coscienza

L'altro insegnamento costantemente ripetuto, quasi come un mantra ad un certo punto, viene proprio da Tremotino, che fornisce accordi da firmare ad ogni malcapitato di turno che necessiti delle sua capacità magiche, secolari e variegate. "Rumple", com'è soprannominato in originale, è il personaggio più voltagabbana di tutti, che richiama quello conosciuto nell'ultimo capitolo di Shrek - che fondamentalmente di interessante aveva solo l'introduzione di questo personaggio, sconosciuto ai più - e ricorda anche il Ditocorto del Trono di Spade: "Magic always comes with a price" ci dice che la magia non arriva mai gratis e bisogna sempre pagare un prezzo (spesso più costoso e doloroso di quanto si pensasse inizialmente) per avere ciò che si desidera.

NEL LOOP INFINITO DELLE FAVOLE

La Bella e la Bestia: Josh Gad e Luke Evans in una foto del film
La Bella e la Bestia: Josh Gad e Luke Evans in una foto del film

Ci sono i film incentrati su un loop temporale, e c'è chi come i creatori di C'era una volta non riesce ad uscire da quello delle favole. È così che i due cureranno il pilot papabile per ABC Epic e la serie live action prequel de La Bella e la Bestia per Disney Plus. Quest'ultima sarà un musical a episodi, si chiamerà Little Town e racconterà della cittadina al centro della canzone d'apertura del Classico del 1991 e del live action del 2017, con protagonisti Gaston e Le Tont, nuovamente interpretati da Luke Evans e Josh Gad. Parallelamente Epic, la potenziale serie per ABC (di nuovo "in casa"), sarà una serie antologica ambientata nella Foresta Incantata che esplorerà l'universo Disney con personaggi conosciuti e altri inediti. C'era una volta diede vita anche ad uno spin-off nel 2013, sempre per sfruttare le esigenze di palinsesto, intitolato guarda un po' C'era una volta nel Paese delle Meraviglie (Once Upon a Time in Wonderland, che arriva dal 27 novembre in catalogo su Disney Plus, tornando "a casa" anche lui). Lo spin-off durò soli 13 episodi, ma ebbe un finale e l'unico personaggio davvero riuscito (il Fante di Cuori di Michael Socha) fu traslocato nella serie madre anche se purtroppo non riuscirono a sfruttare appieno il suo potenziale. È proprio il caso di dirlo, lunga vita alle favole insomma, che non passano mai di moda.