Birds of Prey: da Harley Quinn una dura mazzata nelle parti basse

Folle, colorato e incredibilmente pop, Birds of Prey nasconde sotto la patina di blockbuster divertente un importante e rabbioso discorso sull'identità femminile contro il modello patriarcale.

APPROFONDIMENTO di 07/02/2020
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Birds Of Prey - E la fantasmagorica rinascita di Harley Quinn: una scena del film

Chissà cosa direbbe Yzma, l'antagonista de Le follie dell'imperatore, il classico Disney del 2000, che per vendicarsi dell'odioso imperatore Kuzco ideava malignamente di schiacciarlo con un martello, vedendo vent'anni dopo la protagonista di un film che, con il sorriso stampato in faccia, proprio con un martello spacca ossa e colpisce duro i suoi nemici (uomini). Birds of Prey, il film con protagonista assoluta Margot Robbie nei panni di Harley Quinn, è questo: una rabbiosa martellata che vuole schiacciare il patriarcato con tutta la forza possibile. Non facciamoci confondere dai lustrini, dal glamour, dal gusto pop e colorato e dal divertimento che il film riesce degnamente a regalare anche allo spettatore di sesso maschile: Birds of Prey vale molto di più di quello che sembra rendendosi un film necessario, arrivato in sala con perfetto tempismo. Scaviamo oltre la superficie, allora, e vediamo perché l'ultimo film dell'Universo DC non va sottovalutato. Attenzione, però, se non avete ancora visto il film: proseguendo nella lettura troverete molti spoiler!

Una questione di punto di vista

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Birds of Prey: Margot Robbie nei panni di Harley Quinn

Curioso il fatto che Birds of Prey si ponga come un film a metà strada tra l'universo condiviso dei supereroi DC e l'ultimo successo - escluso dalla continuity - di Joker. Sia sequel che reboot di Suicide Squad, questo nuovo tassello narrativo condivide con il film di Todd Phillips la scelta stilistica di usare il punto di vista del protagonista come voce narrante. Anche in questo caso abbiamo a che fare con la visione di una storia con parecchie esagerazioni di toni e incertezze data la mente un po' squilibrata di Harley Quinn. Come il Joker interpretato da Joaquin Phoenix, il film non rappresenta una realtà oggettiva, ma un punto di vista filtrato del personaggio. Ne consegue che tutti i discorsi sulla chiave di lettura fatti per Joker debbano essere considerati anche in questo caso, nonostante a prima vista il film si ponga come una giostra di sano intrattenimento. Perché se prendiamo per buono che il messaggio sottopelle di Joker sia sovversivo e possa giustificare la violenza del personaggio, lo stesso si può dire per Birds of Prey che merita di essere letto con attenzione. Se il punto di vista maschile in Joker rendeva Arthur Fleck un reietto della società che esplode di rabbia nel momento in cui si ritrova da solo e veniva raccontato con un tono da tragedia, la storia di Harley Quinn, single e senza protezione, non è poi tanto diversa, senonché il film predilige il tono della commedia. Due facce della stessa medaglia, due modi di raccontare un disagio che ha a che fare con una crisi identitaria che mette in dubbio il proprio ruolo all'interno della società e due storie di rinascita, per usare il titolo italiano. Anche se Birds of Prey non ha la caratura del film vincitore del Leone d'Oro 2019 è indubbio che i due film in qualche modo comunichino la necessità dei reietti di slegarsi dalle convenzioni ed essere sé stessi.

Non è una rinascita, ma un'emancipazione

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Birds of Prey: Margot Robbie in una scena del trailer ufficiale

La traduzione italiana del titolo completo del film non rende pienamente giustizia al senso del film, semplificando di molto l'intento che la sceneggiatura di Christina Hodson e la regia di Cathy Yan propongono di fare. In italiano il titolo recita Birds of prey e la fantasmagorica rinascita di Harley Quinn lasciando intendere che si tratta di un nuovo inizio per la sola e unica Harley Quinn interpretata da Margot Robbie. Si sottolinea, con l'uso dei termini "fantasmagorica rinascita" il lato più commerciale e leggero del film. In originale, però, le parole utilizzate danno una chiave di lettura più profonda, una dichiarazione d'intenti che il film poi svilupperà tematicamente. Infatti il titolo è The fantabulous emancipation of one Harley Quinn e possiamo subito notare come non si parli di "fantasmagorica rinascita" ma di "meravigliosa emancipazione". Una scelta di termini che nasconde un significato di girl power, di liberazione dalle costrizioni che è ovviamente il senso profondo del film. Quasi sottotraccia sembra non essere stato notato che il titolo inglese parla di una Harley Quinn, una tra tante e non la sola e unica supereroina folle che conosciamo. In una scena del film è proprio lei a spiegare l'origine del suo nome che, come è noto, deriva dalla maschera di Arlecchino. Nome che in origine nasconde una derivazione infernale (dal tedesco Holle Konig, re dell'inferno) quindi imprevedibile, folle e non completamente razionale, Arlecchino è il burlone che, però, è anche sempre un servo di qualche padrone. La stessa Harley Quinn che, in un frenetico flashback, dopo la separazione dal suo amato Joker, partner di una relazione tossica (in più sensi), si ritrova senza un maestro che le dia ordini e, soprattutto, senza protezione. Lungo tutto il film Harley Quinn, senza un maschio dominante che la protegge con la sua presenza, è inseguita da altri uomini che non vedono l'ora di seviziarla, approfittare di lei ed ucciderla. E alla fine, la nostra folle protagonista - facendo gruppo con le altre ragazze, altre "Arlecchine" - riuscirà a farsi valere.

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Emancipation/Exploitation

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Birds Of Prey - E la fantasmagorica rinascita di Harley Quinn: Margot Robbie con Ewan McGregor, Chris Messina

Ecco che lo stile del film, nel sottolineare il concetto tematico, lascia perdere le regole classiche del film di supereroi (d'altronde Harley Quinn non è esattamente Wonder Woman, un'eroina tutta d'un pezzo dalla parte del bene) e abbraccia i vecchi cult dell'exploitation, film di genere che, oltre a presentare sullo schermo storie che sarebbero state censurate, non si facevano problemi a mostrare violenza, sfregio delle regole (tant'è che nei primi anni venivano bollati come film scritti sotto l'effetto di droghe) e affrontare temi politici forti. Birds of Prey non si risparmia nella violenza e nel linguaggio scurrile e procede dritto come un treno (o un cazzotto in faccia) nel raccontare la storia. A tratti ricorda alcuni dei film di Quentin Tarantino, come Jackie Brown o Death Proof, nel raffigurare queste donne forti che lottano per dimostrare il loro valore personale. E riesce anche a giocare con una gustosa vena kitsch (il luna park abbandonato, lo scivolo a spirale, i proiettili coi fumogeni colorati...) che con il villain Black Mask interpretato da Ewan McGregor raggiunge un picco notevole e imprevisto. Vanesio, egocentrico, sadico e possessivo, quando si mette la maschera nera che gli dà il nome, Roman Sionis mostra il suo vero volto. Richiamando un immaginario BDSM, la maschera in lattice nera lo caratterizza come dominatore e boia sottolineato anche dalle pitture sui muri della sua villa dove una rappresentazione di sé tiene legate alcune donne. Padrone di Gotham ("Questo è il mio locale", "Tu mi appartieni", "Fai come ti dico"), incapace di controllare la rabbia, viziato e crudele come i peggiori bambini capricciosi (terribile quando fa strappare i vestiti di dosso a una ragazza - richiamando l'immagine di uno stupro - solo per divertimento), Sionis crede di vivere in un mondo maschile che lo protegge e lo giustifica. Ma come canta una famosa canzone Black Canary durante un'esibizione, questo è un mondo di uomini, che sarebbe niente senza una donna o una ragazza. E "gli uccellini rapaci" del titolo sono qui a ricordarlo.

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Le armi: martelli, mazze e voce

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Birds Of Prey - E la fantasmagorica rinascita di Harley Quinn: una scena del film con Mary Elizabeth Winstead

La violenza in Birds of Prey, anche se non scade mai nel gore e non essendo mai "reale" (come nel finale di Joker) ma sempre cartoonesca, è tanta, e le armi usate non sono le più immediate. Perché, come vediamo in una scena del film, tra una motosega e la mazza Harley Quinn sceglie la seconda? Potremmo pensare che la motosega sia troppo pesante per una ragazza o magari troppo brutale - tanto da appassionare solo il pubblico maschile, nel film si parla infatti anche del fascino che gli uomini subiscono verso le scene violente - quando il film si rivolge principalmente a un pubblico femminile. A noi piace credere che anche la violenza del film, nonostante l'enorme divertimento, sia figlia di una scelta tematica e contenutistica. Quando Harley Quinn colpisce un uomo con una mazza o un martello vuole, più che ucciderlo, romperlo, lasciargli dei lividi, fargli sentire dolore (lo stesso accade con le frecce della balestra di Cacciatrice). In poche parole, se la violenza deve essere portatrice di un significato, i colpi dati all'uomo sono un colpo di rottura verso il modello patriarcale del mondo, sono colpi che richiedono energia, forza, volontà e portano con sé rabbia. Il potere di Black Canary è sintomatico della metafora quando riesce con un urlo incredibile a stendere il gruppo di uomini mascherati (si coprono il volto per vigliaccheria? Per nascondersi?) che le ha circondate.

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Birds Of Prey - E la fantasmagorica rinascita di Harley Quinn: Margot Robbie in una sequenza del film

È la forza della voce femminile che, preso il coraggio di urlarla a pieni polmoni, ha valore e potenza. E infine non è un caso che l'antagonista dominatore, il vero misogino, non abbia la possibilità di provare il dolore morendo in un attimo esplodendo in mille brandelli di carne, impossibilitato così a tornare. Per sancire la fine dell'amore tossico di sudditanza col Joker, Harley Quinn fa esplodere l'industria da cui era iniziato tutto; per sancire la fine del patriarcato Arlecchino fa esplodere direttamente il padrone. Come in Joker la domanda sembra essere simile: saremo capaci di cambiare in tempo prima che una mina vagante faccia esplodere la violenza? Birds of Prey è un film d'intrattenimento divertente, colorato e pop, ma ha il merito di aggiungere riflessioni a un tema importante e sentito. Sta a noi decidere se Harley Quinn è un personaggio da apprezzare in toto (nonostante sia un'antieroina pazza) ascoltandola come facciamo durante la visione del film o se è solo una ragazza sexy coi capelli colorati un po' fuori di testa.