Arrivano i prof

2018, Commedia

Arrivano i prof: non è un'altra Notte prima degli esami

Arrivano i Prof esce a oltre dieci anni da Notte prima degli esami (il produttore è lo stesso) e punta a ripeterne il successo, anche se con un'altra formula. Ed è in effetti qualcosa di completamente diverso. È tratto da un fumetto francese a sua volta diventato un film, Les Profs, ed è un prodotto puramente comico.

Maurizio Ermisino
Arrivano i prof: Claudio Bisio in una scena del film

Algoritmi, chi erano costoro? Sono quei sistemi che, studiandoci e incrociando una serie di dati, oggi fanno tutto: sono quelli che ci fanno apparire in home i post delle persone che seguiamo di più su Facebook, sono quelli che ci consigliano la musica da ascoltare su Spotify, pare che negli Stati Uniti li usino anche per comporre le canzoni. In Arrivano i prof, la nuova commedia di Ivan Silvestrini presentata agli Incontri internazionali di cinema di Sorrento, e nelle sale dal 1° maggio, servono a un provveditore per trovare i peggiori insegnanti d'Italia.

Il liceo Manzoni, infatti, è quello che ha i peggiori studenti, e il provveditore pensa che facendoli istruire da dei pessimi esempi i risultati possano essere sorprendenti. Allora ecco i magnifici sette: Fanfulla (Maurizio Nichetti), esplosivo insegnante di chimica, Maurizi (Pietro Ragusa), il filosofo che parla solo ragionando di massimi sistemi, Locuratolo (Claudio Bisio), l'ex genio della matematica di Palo Alto che ora si fa le canne e gioca alla play, Cioncoloni (Lino Guanciale), il professore di storia (in realtà solo di Giulio Cesare) così in ansia da prestazione da non essere nemmeno abilitato. E poi la professoressa Melis (Maria Di Biase), iraconda prof d'inglese che alza le mani a ogni accenno di pronuncia sbagliata, la professoressa Venturi (Shalana Santana), professoressa d'italiano brasiliana, e Davide Golia (Alessio Sakara), un insegnante di educazione fisica che sembra più un sergente dei marine.

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Arrivano i prof: Giusy Buscemi in una scena del film

Dalla Francia con colore

Arrivano i prof: Pietro Ragusa in una scena del film

Arrivano i prof arriva a oltre dieci anni da Notte prima degli esami (il produttore è lo stesso) e punta a ripeterne il successo, anche se con un'altra formula. Ed è in effetti qualcosa di completamente diverso. È tratto da un fumetto francese a sua volta diventato un film, Les profs, ed è un prodotto puramente comico. Se Notte prima degli esami si svolgeva in realtà pochissimo a scuola e molto fuori, ed era essenzialmente una commedia romantica, Arrivano i prof si svolge totalmente dentro la scuola ed è un film puramente comico: punta dichiaratamente su gag fisiche e di situazioni, reiterate a lungo, e che spesso cercano la risata più facile. Colorato, velocissimo, in realtà non assomiglia a niente di quello che abbiamo visto finora al cinema.

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Tra cinema, tivù e web

Arrivano i prof: Lino Guanciale in una scena del film

Probabilmente perché non è vero e proprio cinema. Arrivano i prof è in realtà un prodotto ibrido, che mescola cinema (con qualche buono spunto, come il classico arrivo dei "nostri", al ralenti in stile western, alle mani sulla porta a vetri il giorno della pubblicazione dei "quadri" che richiama i film di zombie), serie televisiva, e soprattutto il linguaggio delle web series. Vedere Arrivano i prof è come assistere a una serie di puntate di una serie web - molte puntate - di seguito: perché le gag sono veloci, immediate, ma anche molto ripetitive, l'impianto scenico è molto pop, scritte e sovraimpressioni riprendono grafiche tipiche del web. Il regista Ivan Silvestrini viene da quel mondo (anche se sa come si fa cinema, vedi il thriller Monolith). Il problema è che in 100 minuti di film il gioco rischia di mostrare la corda, di non reggere la distanza. Avremmo visto un progetto di questo genere meglio in un format come la serie, o la sitcom.

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Così ridono

Arrivano i prof: Irene Vetere in una scena del film

Arrivano i prof, del film, non ha il respiro, una vera evoluzione dei personaggi, che restano sempre piuttosto simili, fino a una svolta a due settimane dalla maturità. Né ha quella lettura sociale che aveva La scuola (c'è un accenno alla scuola privata che sostituirebbe quella pubblica, ma è un po' lasciato lì). E non ha l'elemento nostalgico che faceva di Notte prima degli esami un film trasversale, che poteva piacere ai liceali di oggi come a quelli che avevano vissuto gli anni Ottanta. In teoria, un film simile dovrebbe conquistare meno i quarantenni. C'è da dire, però, che si ride. Abbiamo visto il film insieme al pubblico degli Incontri internazionali del cinema di Sorrento, un pubblico di tutte le età, e si è divertito parecchio. Con tanto di applausi nel finale. E questo è un segnale di cui tenere conto.

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Bentornato Maurizio!

Arrivano i prof: Maurizio Nichetti e Claudio Bisio in una scena del film

Anche perché ci sono molte cose buone nel film. In particolare abbiamo apprezzato un Claudio Bisio in gran forma, sfrenato, mattatore, che, tra il look etnico e certe espressioni, ci ha fatto ripensare al Bisio dei primi film di Salvatores: in fondo, il suo prof, è un uomo in fuga da qualcosa. E poi Arrivano i prof ci regala il ritorno su grande schermo di un personaggio, un autore ma anche un volto, che abbiamo amato tanto e che ha fatto la storia del cinema italiano: Maurizio Nichetti. Uno che trent'anni fa faceva cose impensabili per il nostro cinema, che abbiamo visto trasformarsi in cartoon, qui ha un ruolo che è un misto tra un cartone animato e un personaggio da cinema muto, uno scienziato pazzo ed esplosivo. Rivederlo in scena non ha prezzo.

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Maurizio Ermisino
Redattore
2.5 2.5
Cinecittà World
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