Tom Cruise non pensa che il cinema possa fermare l'avanzata dell'intelligenza artificiale. E, a quanto pare, non crede nemmeno che sia questa la battaglia da combattere. Per l'attore il vero punto è un altro: capire come continuare a creare film capaci di offrire al pubblico qualcosa che una tecnologia, da sola, difficilmente può replicare.
La star ne ha parlato a Londra durante un appuntamento BAFTA dedicato alla sua carriera, un viaggio attraverso titoli come Top Gun, Jerry Maguire, Magnolia e naturalmente Mission: Impossible. Quando la conversazione si è spostata sul futuro di Hollywood, Cruise ha riconosciuto senza troppi giri di parole che l'intelligenza artificiale avrà un ruolo sempre più importante. La sua risposta, però, è stata tutt'altro che pessimista.
Tom Cruise sull'intelligenza artificiale: il cinema deve continuare a creare
Per Cruise quello che accadrà sul fronte tecnologico non cancellerà automaticamente il bisogno di un'esperienza umana. Affatto. L'attore ha riassunto il concetto con una frase piuttosto chiara: "Non c'è niente come l'essere umano".
Una posizione coerente con il modo in cui ha costruito gran parte della sua carriera recente. La star è infatti diventato quasi sinonimo di blockbuster realizzati cercando, quando possibile, di portare davvero davanti alla macchina da presa acrobazie e scene d'azione. Eppure non si dice contrario all'innovazione, né vede lo streaming come un avversario del cinema.
La sala, semplicemente, offre per lui qualcosa di diverso, un'esperienza condivisa, vissuta insieme ad altre persone e legata a una forma di spettacolo che mantiene una propria identità. Cruise ha ricordato anche i risultati del box office statunitense dell'estate 2026, arrivato a 4,76 miliardi di dollari tra maggio e il Labor Day, come dimostrazione del fatto che il pubblico continua a scegliere il grande schermo.
E l'intelligenza artificiale? Per l'attore non ha molto senso fingere che possa essere fermata. "Sta arrivando e succederà", ha ammesso. Il suo invito a registi, attori e creativi è quindi molto semplice: "Continuate a creare". Perché, al di là degli strumenti utilizzati, Tom Cruise resta convinto che gli spettatori continueranno a voler vedere sullo schermo qualcosa che percepiscono come autentico.
Dopo Mission: Impossible l'attore cambia volto per Digger
Il discorso sull'IA assume un significato particolare proprio pensando a Mission: Impossible. La saga ha sempre utilizzato tecnologie cinematografiche avanzate, ma allo stesso tempo ha trasformato la fisicità del suo protagonista in uno dei suoi marchi di fabbrica. In Mission: Impossible - Dead Reckoning Parte Uno, inoltre, l'AI era diventata persino parte della storia attraverso la minaccia rappresentata dall'Entità.
Adesso Cruise è pronto a cambiare completamente registro con Digger, diretto da Alejandro G. Iñárritu. Nel film interpreta un ricchissimo magnate del petrolio e sfoggia una trasformazione radicale ottenuta attraverso trucco prostetico e una caratterizzazione fisica molto distante dalla sua immagine abituale. Nelle prime fasi della lavorazione, il processo necessario per prepararlo sul set richiedeva addirittura sei ore circa.
Cruise ha raccontato di essere rimasto colpito già dalla sceneggiatura, e descrive il progetto come qualcosa di molto diverso da ciò che aveva incontrato in precedenza e anche per questo particolarmente emozionante.
Digger arriverà al cinema il 2 ottobre con Warner Bros. E forse è proprio questo il messaggio che Cruise vuole mandare a Hollywood: gli strumenti cambieranno, ma ciò che il pubblico cerca in una storia potrebbe restare molto più familiare.