Scrubs, il cast si riunisce per la premiere del revival che riprende 16 anni dopo

La première del revival di Scrubs, che debutta più di quindici anni dopo, ha riportato sul red carpet un cast che sembra non aver mai lasciato il Sacred Heart.

Una scena di Scrubs

Il cast storico di Scrubs si è riunito a Los Angeles per la première del revival, sedici anni dopo. Tra volti iconici e nuovi ingressi, la serie promette di raccontare una medicina cambiata, senza rinunciare al cuore e alla comicità che l'ha resa cult.

Il cast storico di Scrubs torna sotto i riflettori

Lunedì sera, all'Academy Museum of Motion Pictures di Los Angeles, il tempo ha fatto un curioso giro su se stesso. Sedici anni dopo l'ultima corsia percorsa insieme, il cast di Scrubs si è ritrovato per celebrare il ritorno di una delle comedy più amate della televisione. Vederli sfilare sul red carpet non è stato solo un esercizio di nostalgia, ma la conferma di quanto quella serie abbia costruito legami che resistono ben oltre la fine delle riprese.

A guidare la reunion c'erano Zach Braff, Donald Faison e Sarah Chalke, di nuovo fianco a fianco come ai tempi di J.D., Turk ed Elliot. Con loro, anche altri volti imprescindibili dell'universo di Scrubs: John C. McGinley, Judy Reyes, Robert Maschio, Neil Flynn e Phill Lewis, presenze che hanno contribuito a definire l'anima corale e imprevedibile del Sacred Heart.

Accanto ai veterani, la serata ha segnato anche il battesimo pubblico dei nuovi ingressi: Rachel Bilson, Vanessa Bayer, Joel Kim Booster, Ava Bunn, Jacob Dudman, David Gridley, Layla Mohammadi, Amanda Morrow, Andy Ridings e Lisa Gilroy. Un cast eterogeneo, pensato per dialogare con l'eredità della serie originale senza limitarsi a imitarla. Il revival, del resto, non punta a congelare Scrubs nel passato, ma a farla respirare nel presente, con nuove voci e nuove dinamiche pronte a intrecciarsi con quelle storiche.

Sedici anni dopo: cosa racconta davvero il revival di Scrubs

La nuova Scrubs riparte da una distanza temporale netta: sono passati sedici anni e il mondo, dentro e fuori l'ospedale, non è più lo stesso: J.D. e Turk tornano a "lavarsi le mani" insieme per la prima volta dopo tanto tempo. La medicina è cambiata, gli specializzandi sono cambiati, ma la loro bromance ha superato la prova del tempo. È una frase che dice molto più di quanto sembri, perché individua il vero cuore della serie: l'amicizia come ancora emotiva in un ambiente che cambia continuamente.

Il Sacred Heart diventa così il luogo in cui si incontrano generazioni diverse di medici, con nuovi personaggi chiamati a navigare tra ritmi frenetici, cinismo professionale e momenti di umanità improvvisa. Il tono promette di restare fedele allo spirito originale: risate, cuore e qualche sorpresa lungo il percorso. Non una replica nostalgica, ma un aggiornamento consapevole, capace di riconoscere che la sanità - come la televisione - oggi funziona in modo diverso rispetto agli anni Duemila.

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Il debutto è fissato per mercoledì 25 febbraio su ABC, con una première di due episodi, seguita dallo streaming su Hulu il giorno successivo. Una scelta che sottolinea l'ambizione del progetto: parlare sia al pubblico che ha amato Scrubs fin dall'inizio, sia a chi la scoprirà per la prima volta. E mentre il trailer promette un equilibrio tra ironia e malinconia, una cosa appare già evidente: alcune serie non tornano per nostalgia, ma perché hanno ancora qualcosa da dire.