A 88 anni, Ridley Scott non sembra avere alcuna intenzione di fermarsi. Il regista britannico, che questa settimana porta al cinema The Dog Stars con Jacob Elordi e che a novembre inizierà le riprese di Treasure Island con Hugh Jackman, sta già pensando al progetto successivo: un terzo prequel di Alien, ancora una volta legato alla storia dell'androide David, interpretato da Michael Fassbender.
Il nuovo Alien sarà la storia di David
Il possibile film rappresenterebbe il terzo capitolo della linea narrativa iniziata con Prometheus nel 2012 e proseguita con Alien: Covenant nel 2017. Al centro della storia ci sarebbe dunque David, l'androide interpretato da Michael Fassbender e diventato progressivamente uno dei personaggi più importanti dell'universo di Alien. Scott ha spiegato che il nuovo capitolo dovrebbe seguire il personaggio mentre cerca di costruire un nuovo mondo tutto suo.
È un'indicazione particolarmente interessante considerando dove si era interrotta la storia di Alien: Covenant. Alla fine del film, David riesce a prendere il controllo della nave Covenant e assume l'identità dell'androide Walter, anch'esso interpretato da Fassbender. Con sé porta migliaia di embrioni umani e gli organismi alieni che ha sviluppato durante i suoi esperimenti.
Il suo obiettivo sembra ormai essere quello di creare una nuova forma di vita, superando definitivamente i propri creatori umani. Il nuovo film potrebbe quindi ripartire proprio da questo punto, raccontando cosa succede a David dopo gli eventi di Covenant e mostrando il mondo che l'androide vuole costruire.
David e l'ossessione di Ridley Scott per l'intelligenza artificiale
Il ritorno di David avrebbe anche un significato preciso per Scott. L'androide è infatti il personaggio attraverso cui il regista ha portato più esplicitamente all'interno della saga la sua riflessione sull'intelligenza artificiale, sulla creazione e sul rapporto tra esseri umani e macchine.
David non è una semplice macchina che esegue gli ordini ricevuti. Nel corso dei due film sviluppa una propria personalità, una propria concezione dell'arte e della creatività e, soprattutto, una crescente convinzione di essere superiore agli esseri umani che lo hanno creato.
È proprio questo il punto che rende David così diverso dagli androidi delle prime storie di Alien: non vuole semplicemente sopravvivere o servire l'uomo. Vuole diventare un creatore. Scott ha collegato questo tema anche allo sviluppo dell'intelligenza artificiale contemporanea. "Le IA possono andare fuori controllo. E se lo fanno, è come una bomba", ha dichiarato il regista.
Scott ha spiegato che, nonostante abbia passato decenni a raccontare nei suoi film le conseguenze dell'intelligenza artificiale e della robotica, non ha ancora avuto bisogno di utilizzare l'IA per realizzare i propri film. "Posso competere con un'IA senza alcun problema nella realizzazione delle immagini. Ma arriverà, inevitabilmente", ha detto.
Il regista sembra però particolarmente interessato a una questione: quanto può essere realmente originale qualcosa creato da un'intelligenza artificiale? "La domanda inquietante è: l'IA può essere valida soltanto quanto le informazioni che le vengono fornite?", ha osservato Scott.E ha proseguito con un esempio legato direttamente alla scrittura: "Se dicessi: "Ecco una tela bianca, scrivimi questo e quest'altro", sarebbe semplicemente un miscuglio di milioni di altre sceneggiature? Probabilmente sì. Ma il pericolo è che superi quel punto e diventi più intelligente di noi".
È una riflessione che sembra quasi uscita direttamente dalla bocca di David. L'androide di Fassbender è infatti una rappresentazione estremamente concreta proprio di quella paura: una creazione artificiale che supera progressivamente i propri creatori e decide autonomamente cosa sia giusto creare e cosa debba essere distrutto.
Un terzo prequel dopo Prometheus e Alien: Covenant
La possibilità di un nuovo film è particolarmente importante perché la saga prequel di Scott era rimasta sospesa dopo Alien: Covenant.
Prometheus aveva inizialmente spostato l'attenzione dalle creature aliene verso una mitologia più ampia, introducendo gli Ingegneri e ponendo domande sull'origine dell'umanità. Alien: Covenant aveva poi riportato maggiormente in primo piano gli xenomorfi, ma aveva contemporaneamente trasformato David nel vero motore della storia.
Il secondo film si concludeva inoltre con diversi interrogativi ancora senza risposta. Il destino dell'equipaggio della Covenant, il progetto di David, gli esperimenti sugli organismi alieni e il rapporto tra l'androide e la creazione sono tutti elementi che potrebbero essere sviluppati in un eventuale terzo capitolo.
Il nuovo film potrebbe quindi diventare il collegamento mancante tra gli eventi dei prequel e la mitologia dell'Alien originale*.
Per il momento, tuttavia, è importante non andare oltre ciò che Scott ha effettivamente dichiarato. Non sono stati annunciati un titolo ufficiale, una data di uscita o una sceneggiatura definitiva. Non è stato inoltre confermato ufficialmente il ritorno di Michael Fassbender, anche se sarebbe difficile immaginare una storia centrata su David senza il suo interprete.
Il progetto dimostra comunque quanto Scott sia ancora intenzionato a lavorare sull'universo che ha contribuito a creare. Dopo The Dog Stars, il regista si concentrerà su Treasure Island, che dovrebbe iniziare a essere girato a novembre con Hugh Jackman. E proprio nello stesso mese Scott riceverà anche un Oscar onorario ai Governors Awards.
Il regista è stato candidato tre volte all'Oscar per la miglior regia e ha condiviso una candidatura al miglior film per The Martian. Ma, nonostante una carriera ormai lunga più di mezzo secolo, Scott sembra ancora interessato a confrontarsi con le stesse domande che hanno caratterizzato alcuni dei suoi film più celebri.
E un nuovo Alien dedicato a David sarebbe probabilmente il modo più naturale per farlo: tornare alla creatura artificiale che, più di qualsiasi altro personaggio della saga, incarna la sua ossessione per l'intelligenza, la creazione e il pericolo di costruire qualcosa che un giorno potrebbe diventare più potente del proprio creatore.