Nuovo appuntamento con Report, domenica 8 novembre alle 20.30 su Rai 3 e RaiPlay. La trasmissione d'inchiesta inaugura una nuova stagione con Claudia Di Pasquale e Daniele Piervincenzi alla conduzione, dopo la lunga esperienza di Sigfrido Ranucci. Al centro della prima puntata quattro inchieste che spaziano dall'inquinamento da plastica nei mari agli influencer del degrado, passando per il caso dei depistaggi legati a Sigfrido Ranucci e le frodi nel mercato internazionale dei tartufi.
Report: le inchieste dell'8 novembre
La nuova puntata propone quattro inchieste che accendono i riflettori su temi molto diversi: dall'inquinamento da plastica ai fenomeni di criminalità trasformati in spettacolo sui social, passando per intrecci tra affari, politica e servizi segreti, fino al mercato internazionale dei tartufi.
Plastica in mare e legge Salvamare: il paradosso dei pescatori
Ad aprire la puntata sarà l'inchiesta di Emanuele Bellano, con la collaborazione di Madi Ferrucci, dedicata alla plastica che finisce nei nostri mari e, indirettamente, sulle nostre tavole. Secondo uno studio di un'università australiana commissionato dal WWF, ogni settimana rischiamo di ingerire fino a cinque grammi di plastica, l'equivalente di una carta di credito. Una parte significativa proviene proprio dal mare.
Al centro del servizio la legge Salvamare, approvata nel 2022 per consentire ai pescatori di recuperare i rifiuti accidentalmente finiti nelle reti e conferirli gratuitamente nei porti. Ma, a quattro anni dall'approvazione, mancano ancora i decreti attuativi.
Il risultato? I pescatori, in assenza di un sistema di raccolta operativo, rischiano sanzioni e multe se portano a terra la plastica recuperata. Così, prima di rientrare in porto, sono costretti a ributtarla in mare. Un paradosso che mette in luce tutte le criticità di una legge ancora inattuata.
Gli sciacalli: gli influencer del degrado e il business della paura
Spazio poi all'inchiesta Gli sciacalli, firmata da Luca Bertazzoni, con la collaborazione di Samuele Damilano. Al centro del racconto gli influencer del degrado, youtuber che hanno trasformato la microcriminalità urbana in un vero e proprio spettacolo da milioni di visualizzazioni. Tra ronde, borseggiatori e video girati nella metropolitana di Roma, la paura diventa un contenuto da condividere e monetizzare.
Ma chi sono davvero questi influencer e cosa si nasconde dietro la narrazione del degrado urbano? Report ricostruisce i meccanismi di un fenomeno sociale in crescita, svelando gli interessi economici e il business che si alimenta attraverso la diffusione di questi filmati.
Piste e depistaggi: il caso Ranucci tra servizi segreti e affari
La terza inchiesta, Piste e depistaggi", è firmata da Daniele Autieri, con la collaborazione di Cristiana Mastronicola e Giulia Sabella. Un viaggio tra servizi segreti, affaristi, politica e personaggi vicini ai clan, partendo dal depistaggio di Valter Lavitola e dalle vicende del Cantiere Navale Vittoria di Adria.
Sullo sfondo, una delle piste seguite per mesi dalla Procura di Roma nella ricerca degli attentatori di Sigfrido Ranucci. Una vicenda intricata che dal Veneto attraversa la Campania e arriva fino all'estero, sfiorando il faraonico castello sul Mar Nero, considerato da molti la presunta reggia mai dichiarata di Vladimir Putin.
Tartufi senza frontiere: frodi, contaminazioni e false provenienze
A chiudere la puntata sarà Tartufi senza frontiere, l'inchiesta di Lucina Paternesi, con la collaborazione di Cristiana Mastronicola. Un viaggio nel mercato internazionale del tartufo, tra frodi, contaminazioni e provenienze difficili da verificare.
Dai tartufi iraniani, trattati con la colla per aumentarne il volume e con chiodi per accrescerne il peso, fino ai prodotti raccolti nei boschi serbi e poi venduti nei ristoranti stellati come pregiati tartufi bianchi d'Alba. Nel mirino anche la presenza di contaminanti oltre i limiti previsti dalla normativa europea e i prezzi che, tra intermediari e passaggi commerciali, arrivano a triplicare. Un'inchiesta che attraversa i Balcani, i mercati internazionali e l'Istria, ponendo una domanda fondamentale: da dove arrivano davvero i tartufi venduti come italiani?