Attentato a Sigfrido Ranucci, quattro arresti: è caccia ai mandanti

Svolta nell'attentato a Sigfrido Ranucci: quattro arresti per chi ha piazzato l'esplosivo, ma la DDA di Roma continua a cercare i mandanti dell'azione.

Sigfrido Ranucci

Svolta nelle indagini sull'attentato contro Sigfrido Ranucci, avvenuto lo scorso ottobre. La Polizia ha arrestato quattro persone sospettate di aver materialmente piazzato l'esplosivo che ha distrutto due automobili del giornalista e della figlia. L'operazione è scattata a nove mesi dai fatti e rappresenta un passo decisivo nel lavoro degli investigatori. Resta però ancora aperta la pista principale: individuare i mandanti dell'attacco, che secondo gli inquirenti sarebbe stato pianificato nei minimi dettagli.

Quattro arresti e indagini ancora aperte sui mandanti

Gli arresti sono stati eseguiti oggi 30 giugno e hanno portato in carcere tre persone, mentre una quarta è stata posta ai domiciliari. I sospettati avrebbero un'età compresa tra i 23 e i 53 anni e alcuni risulterebbero con precedenti penali, anche se le loro identità non sono state rese pubbliche.

Secondo gli inquirenti, l'attentato sarebbe stato un'azione organizzata con modalità professionali e riconducibile a un possibile contesto di criminalità organizzata. Fin dalle prime ore successive all'esplosione, infatti, la Direzione Distrettuale Antimafia di Roma aveva ipotizzato l'aggravante del metodo mafioso.

Sigfrido Ranucci
Sigfrido Ranucci

Le indagini hanno subito una svolta grazie all'analisi delle immagini di videosorveglianza lungo la Pontina, che hanno permesso di individuare una Fiat 500X utilizzata per i sopralluoghi e il giorno dell'attentato. L'auto risultava noleggiata in Campania e questo elemento ha consentito agli investigatori di ricostruire parte dei movimenti del gruppo prima e dopo l'esplosione.

Nel corso delle attività investigative, gli inquirenti hanno anche accertato che i sospettati avrebbero tentato di ostacolare le indagini, distruggendo SIM e dispositivi elettronici per cancellare eventuali tracce. Un comportamento che, secondo gli investigatori, potrebbe indicare la volontà di proteggere non solo gli esecutori materiali, ma anche eventuali livelli superiori dell'organizzazione.

Proprio la ricerca dei mandanti resta ora il punto centrale dell'inchiesta. La convinzione degli investigatori è che l'azione non sia stata isolata, ma inserita in una struttura più ampia, con ruoli distinti tra chi ha pianificato, chi ha eseguito e chi ha fornito supporto logistico.

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Le parole di Sigfrido Ranucci

Intervenuto ad Agorà Estate, il conduttore di Report ha commentato la svolta investigativa sottolineando la complessità del quadro. Sigfrido Ranucci ha ringraziato il Nucleo Investigativo dei Carabinieri e il magistrato titolare dell'indagine, affermando: "Adesso bisognerà capire i dettagli di tutta questa vicenda e se ci sono altri livelli".