Oscar e polemiche

Le nuove regole per la selezione del candidato italiano agli Academy Awards hanno sollevato non poche polemiche, tra le personalità del cinema

NOTIZIA di 20/09/2005

Le nuove regole per la selezione del candidato italiano agli Academy Awards hanno sollevato non poche polemiche, tra le personalità del cinema: se prima infatti, il compito di scegliere il film che avrebbe rappresentato il nostro paese negli States era riservato alla giuria dei David di Donatello, da quest'anno la scelta è stata affidata ad una commissione di quindici membri nominati dall'Anica, dall'Api e dall'Umpf. In particolare è stata contestata una cospicua presenza di produttori nell'organico dei quindici giurati. Oltre al critico Fabio Ferzetti, allo sceneggiatore Vincenzo Cerami, lo scenografo Dante Ferretti - che quest'anno è stato presidente della giuria alla 62esima edizione del Festival di Venezia - il regista Bernardo Bertolucci e l'esperta in vendite all'estero Paola Corvino, il comitato dei selezionatori è costituito principalmente da produttori come Pio Angeletti, Tilde Corsi, Aurelio De Laurentiis, Riccardo Tozzi, Domenico Procacci, Roberto Cicutto, Angelo Barbagallo, Lionello Cerri, Andrea Occhipinti e Sandro Silvestri.

Tra i film che hanno più possibilità di essere scelti dalla commissione appena nominata, Cuore sacro di Ferzan Ozpetek, La bestia nel cuore di Cristina Comencini - che ha ottenuto il consenso della critica e del pubblico all'ultimo Festival di Venezia - il pluripremiato Le conseguenze dell'amore di Paolo Sorrentino e la commedia Manuale d'amore di Giovanni Veronesi.
Il film scelto dalla commissione, che si riunirà tra il 28 e il 29 settembre - verrà annunciato il prossimo 3 ottobre. L'ultimo film italiano che è riuscito ad entrare nella cinquina dei film candidati all'Oscar per il Miglior film straniero è stato La vita è bella di Roberto Benigni, che nel 1998 vinse tre Oscar.