Odissea fa la storia di Universal, Charlize Theron festeggia: "Mi sento invitata alla festa migliore"

L'attrice ha celebrato il successo del film di Christopher Nolan, diventato il maggiore incasso nella storia di Universal, ma durante il gala della sua fondazione ha parlato anche dell'emergenza legata alla violenza di genere in Sudafrica.

Charlize Theron e Matt Damon in Odissea

Odissea ha fatto la storia di Universal, diventando con 1,68 miliardi di dollari raccolti nel mondo il maggiore incasso di sempre dello studio. Un risultato che ha coinvolto anche Charlize Theron, tra le protagoniste della serata organizzata sul backlot degli Universal Studios per raccogliere fondi a favore della sua fondazione, la Charlize Theron Africa Outreach Project (CTAOP).

Charlize Theron: "Universal è la mia famiglia"

"Mi sento come se avessi ricevuto un invito alla festa migliore della città e non sapessi nemmeno come ci sono arrivata. Sono semplicemente felice di essere stata invitata", ha raccontato Theron a Variety. Un modo per commentare un traguardo enorme per lo studio, nel quale l'attrice ha peraltro già lasciato il segno: nella classifica dei dieci maggiori successi di Universal figura anche Fast & Furious 8, del 2017, nel quale interpreta Cipher.

Unnamed 5
Charlize Theron agli Oscar

La serata, però, aveva uno scopo preciso. Sul backlot degli Universal Studios, a Universal City, si è svolta la sesta edizione dell'annuale block party della Charlize Theron Africa Outreach Project (CTAOP), l'organizzazione fondata dall'attrice per sostenere la salute, la sicurezza e le opportunità per i giovani dell'Africa meridionale.

A fare da sfondo alla celebrazione c'erano numerosi volti dello spettacolo, da January Jones a Nick Kroll, da Natasha Lyonne a Jeannie Mai, fino a Kid Cudi, Andrew Zimmern e Donna Langley, presidente di NBCUniversal Entertainment. Ma il vero obiettivo della serata era raccogliere fondi per i progetti sostenuti dalla fondazione. L'evento ha portato nelle casse della CTAOP oltre un milione di dollari.

Il rapporto tra Theron e Universal non è soltanto professionale. L'attrice ha sottolineato quanto lo studio abbia rappresentato una presenza costante lungo la sua carriera. "Universal è davvero la mia famiglia", ha detto, citando in particolare Donna Langley, Michael Moses e Peter Cramer. "Devo tantissimo a loro. Sono rimasti al mio fianco per tutta la mia carriera". E il legame con lo studio potrebbe continuare ancora a lungo. Theron dovrebbe infatti tornare nei panni di Cipher in Fast Forever, capitolo conclusivo della saga di Fast & Furious. Vin Diesel ha definito la sceneggiatura "la migliore che abbia letto da decenni", anche se, a quanto pare, non ha ancora permesso alla collega di leggerla. "È molto riservato", ha scherzato Theron.

A quel punto la conversazione è inevitabilmente finita sul destino di Cipher. Se anche una villain come lei dovesse avere un lieto fine, quale potrebbe essere? Theron ci ha pensato per qualche secondo prima di rispondere: "È difficile. È una stronza complicata. È un disastro. Non lo so". Poi ha ammesso di aver pensato alla possibilità che il personaggio possa morire, salvo correggersi immediatamente: "Stavo quasi per dire che deve morire, ma forse non è necessario, no?". Del resto, con una serie spin-off di Fast & Furious attualmente in sviluppo per Peacock, nel futuro della saga sembra esserci ancora spazio per molte sorprese.

La parte più importante della serata, tuttavia, riguardava il lavoro che Charlize Theron porta avanti da quasi due decenni attraverso la sua fondazione. Nel 2027 la CTAOP raggiungerà il traguardo dei vent'anni. Dalla sua nascita ha sostenuto più di 80 organizzazioni, raggiungendo oltre 4,8 milioni di giovani e distribuendo 16,5 milioni di dollari a realtà locali impegnate direttamente sul territorio.

Charlize Theron e il suo legame con Mad Max: Fury Road: "Incontro bambine che si chiamano Furiosa" Charlize Theron e il suo legame con Mad Max: Fury Road: 'Incontro bambine che si chiamano Furiosa'

Per Theron, uno degli elementi fondamentali del progetto è proprio la rete di persone che lo sostiene. "Il successo della CTAOP nasce dalla comprensione dell'importanza di una comunità qui. Senza questa comunità, le altre comunità sul campo non potrebbero fare il loro lavoro", ha spiegato.

L'attrice ha poi parlato anche del rapporto tra gli Stati Uniti e le emergenze umanitarie che si consumano lontano dai loro confini, respingendo l'idea che gli americani siano semplicemente disinteressati a ciò che accade nel resto del mondo. "È una convinzione sbagliata pensare che agli americani non importi quello che succede nel resto del mondo", ha osservato. Secondo Theron, una parte significativa della popolazione riconosce l'importanza degli aiuti internazionali e del sostegno a programmi capaci di salvare vite. "Spero davvero che possiamo tornare a quei tempi, perché le persone stanno morendo".

L'allarme per la violenza contro le donne

È quando il discorso si sposta sul Sudafrica che il tono di Theron cambia.

L'attrice, nata a Benoni, nell'area di Johannesburg, ha parlato della violenza di genere e degli omicidi di donne che continuano a colpire il Paese. Per la CTAOP, questo è diventato uno degli ambiti sui quali concentrare maggiormente le proprie risorse.

The Old Guard 11
Charlize Theron in una scena

"Credo che stiamo entrando in un anno in cui dovremo investire davvero molto nelle organizzazioni che lavorano sul campo contro la violenza di genere", ha dichiarato. "Il femminicidio che sta avvenendo in Sudafrica in questo momento è di una brutalità incredibile".

Theron ha raccontato di aprire ogni mattina il proprio feed e di imbattersi nella notizia di un'altra giovane donna trovata morta, spesso abbandonata in una discarica nell'East Rand, la zona in cui è cresciuta. È come se non importasse a nessuno. Nessuno parla di queste cose", ha detto.

Poi una frase che riassume il senso del suo intervento: "Il valore della vita delle donne deve contare". Per l'attrice, il problema non può essere confinato alla sola dimensione umanitaria. La violenza contro le donne, sostiene, riguarda anche la sicurezza, la stabilità e gli equilibri più ampi di una società. "Se togliamo la questione umanitaria, cosa rimane? Se quello che ti interessa è sentirti al sicuro qui, in America, allora dovresti interessarti anche delle altre persone".

Non è un tema che Charlize Theron considera facilmente risolvibile. Anzi, guardando al futuro della sua organizzazione, ammette di avere un desiderio quasi utopistico: arrivare al momento in cui la CTAOP non sarà più necessaria. "Il mio sogno, per quanto assurdo, sarebbe poter dire: non dobbiamo più farlo. È risolto". Subito dopo, però, arriva la consapevolezza che quel momento potrebbe essere ancora molto lontano. "Non credo che sarà così".

La serata organizzata sul backlot di Universal ha quindi avuto un significato che va oltre la celebrazione di una star e dei suoi successi cinematografici. Mentre The Odyssey continua la sua corsa al box office e Fast Forever prepara il ritorno di Cipher, Theron ha scelto di riportare l'attenzione su una battaglia molto più concreta: quella per la sicurezza delle donne e delle ragazze in Sudafrica e per il lavoro delle organizzazioni che ogni giorno operano sul territorio. E il milione di dollari raccolto durante l'evento rappresenta, almeno per una notte, un passo concreto nella direzione che l'attrice continua a indicare.

Aggiungici come fonte preferita su Google