Matt Damon e Christopher Nolan hanno affrontato insieme una delle produzioni più imponenti delle rispettive carriere con Odissea, ma sono arrivati a conclusioni differenti sul significato e sull'impatto che film di questo genere hanno sul pubblico di oggi.
Durante il press tour del film, l'attore protagonista ha infatti descritto Odissea come un'esperienza quasi fuori dal tempo, legata a un modo di realizzare i kolossal che Hollywood sembra utilizzare sempre meno. Nolan al contrario, pur comprendendo la sua osservazione, non condivide il pessimismo che si nasconde dietro questa lettura.
Odissea, Christopher Nolan rifiuta l'idea di un cinema al tramonto
Per portare sullo schermo il poema attribuito a Omero, Christopher Nolan ha riunito una squadra difficilmente replicabile. In Odissea Matt Damon interpreta Ulisse, mentre intorno a lui si muove un cast che comprende Tom Holland, Zendaya, Anne Hathaway, Robert Pattinson, Lupita Nyong'o, Charlize Theron e Samantha Morton.
Le riprese hanno richiesto spostamenti internazionali, grandi scenografie e un'organizzazione pensata per restituire alla storia una dimensione concreta ed epica allo stesso tempo. È proprio questo apparato ad aver suscitato la nostalgia di Matt Damon. Secondo l'attore, essere coinvolto in una lavorazione tanto vasta avrebbe ricordato un'epoca in cui le produzioni cinematografiche potevano contare più spesso su tempi, mezzi e ambizioni di questa portata.
Nolan, invece, guarda al progetto da una prospettiva completamente diversa. In un'intervista al Telegraph, il regista ha riconosciuto che film costruiti in questo modo sono diventati meno frequenti, ma ha contestato l'idea che Odissea rappresenti l'ultimo esemplare di una specie in via di estinzione. Per il premio Oscar, il cinema non è immobile né destinato a scomparire: cambia forma, assorbe nuovi linguaggi e continua a essere alimentato da autori emergenti.
Il kolossal, dunque, non sarebbe un omaggio malinconico al passato, ma una prova delle possibilità ancora offerte dal grande schermo.
La scommessa del regista sugli spettatori più giovani
Il regista ha affrontato anche uno dei luoghi comuni più diffusi sull'industria contemporanea: la presunta incapacità del pubblico giovane di seguire film lunghi o narrativamente impegnativi.
Nolan non crede che l'attenzione degli spettatori sia stata definitivamente compromessa dai contenuti brevi e dal consumo digitale. A suo giudizio, il successo ottenuto da opere recenti complesse e misteriose dimostra esattamente il contrario. E per avvalorare la sua tesi ha citato sia Obsession che Backrooms, due titoli fortissimi di questo periodo, capaci di attirare interesse senza semplificare il racconto o rinunciare ad atmosfere enigmatiche.
Perché, allora, una nuova generazione di spettatori non dovrebbe lasciarsi coinvolgere da un viaggio mitologico di tre ore? La domanda è centrale nella strategia di Odissea, progettato come un'esperienza immersiva e non come un prodotto da consumare distrattamente.
Nolan ha inoltre collegato questa fiducia alla reazione dei giovani verso l'intelligenza artificiale. Secondo il cineasta, molti ragazzi (a differenza degli adulti) stanno mostrando una sorprendente resistenza nei confronti di tecnologie presentate come inevitabili, soprattutto quando rischiano di sostituire il contributo creativo delle persone.
Matt Damon racconta il metodo di Nolan sul set
La divergenza di opinioni non ha intaccato ovviamente la stima di Matt Damon per il regista. L'attore ha raccontato che Nolan lo aveva avvertito fin dall'inizio: realizzare il film sarebbe stato estremamente faticoso.
Durante le sequenze più dure, tra acqua, vento e condizioni meteorologiche difficili, il cineasta è rimasto accanto alla troupe e agli interpreti. Damon ha sottolineato come vederlo impegnato in prima persona, senza lamentarsi, abbia aiutato tutti a sopportare meglio la fatica.
Odissea arriverà al cinema il 17 luglio. E sarà il pubblico a stabilire se l'impresa di Nolan appartenga davvero a un'epoca ormai lontana oppure rappresenti l'inizio di una nuova stagione per i film epici.