Netflix è stata citata in giudizio dal produttore Simon Afram, che accusa la piattaforma di aver perso una copia non criptata del film Fortitude. Secondo la causa, il lungometraggio sarebbe stato rubato dagli uffici dell'azienda, causando un danno economico stimato in 105 milioni di dollari. Netflix respinge ogni responsabilità.
La copia rubata dagli uffici di Netflix
Il produttore e sceneggiatore Simon Afram ha intentato un'azione legale chiedendo 105 milioni di dollari di risarcimento, sostenendo che la piattaforma avrebbe gestito con negligenza il materiale consegnato per una possibile acquisizione dei diritti di distribuzione.
Secondo quanto riportato nella causa, un produttore associato avrebbe consegnato nel mese di giugno una Digital Cinema Package (DCP) presso la sede di Netflix affinché la società potesse visionare il film. Quando il collaboratore è tornato a ritirare il materiale, però, non sarebbe più riuscito a ottenere risposte dall'azienda.
Dopo oltre una settimana di tentativi, Netflix avrebbe infine comunicato via e-mail che la copia era stata rubata. "Per noi è una situazione senza precedenti. Purtroppo qualcuno ha rubato diversi hard disk dalle scrivanie dei nostri uffici la scorsa settimana. Abbiamo lavorato con il nostro team di sicurezza, ma senza successo."
Il messaggio sarebbe stato inviato da Sean Berney, direttore dei film originali di Netflix. Afram sostiene di aver investito sette anni di lavoro e circa 45 milioni di dollari nella realizzazione di Fortitude.
Secondo la denuncia, la perdita della copia comprometterebbe l'esclusività dell'opera e ne ridurrebbe sensibilmente il valore commerciale, giustificando così la richiesta di un risarcimento da 105 milioni di dollari. La causa sostiene inoltre che Netflix avrebbe dovuto custodire il film in un ambiente sicuro, anziché lasciarlo su una scrivania, rendendolo vulnerabile a un eventuale furto.
La società respinge però ogni responsabilità. In una dichiarazione ufficiale, Netflix afferma che il materiale sarebbe stato consegnato senza le consuete misure di sicurezza adottate dall'industria cinematografica, come la crittografia del DCP e l'utilizzo di una chiave digitale di accesso. "Netflix contesta qualsiasi affermazione secondo cui dovrebbe assumersi il rischio della perdita di un film consegnato senza le adeguate protezioni previste dagli standard del settore."
Secondo il produttore, tuttavia, il team avrebbe seguito le istruzioni ricevute dalla stessa piattaforma. La denuncia sostiene infatti che Netflix fosse stata informata del fatto che il DCP non era criptato e che fosse stato richiesto di eliminare la copia dopo la visione.
Nessuna traccia del film online
Netflix ha dichiarato di aver avviato un'indagine interna e di aver adottato ulteriori misure per tutelare il progetto. "Pur non detenendo i diritti di Fortitude, prendiamo molto sul serio la sicurezza dei contenuti. Abbiamo svolto un'indagine approfondita e ci siamo offerti di monitorare i principali siti di pirateria per individuare eventuali diffusioni non autorizzate."
Al momento, secondo quanto riferito dall'azienda, non esistono prove che il film sia stato diffuso illegalmente online. Una delle ipotesi è che gli hard disk siano stati rubati semplicemente per essere rivenduti come materiale elettronico.
Per Simon Afram non si tratta del primo contenzioso legato a Fortitude. Nel 2023 il produttore aveva infatti intentato una causa contro Martin Scorsese, accusandolo di aver accettato un compenso da 500.000 dollari come produttore esecutivo senza contribuire concretamente allo sviluppo del progetto.
Gli avvocati del regista avevano respinto le accuse e la controversia si era conclusa con un accordo extragiudiziale nel 2024. Ora il futuro di Fortitude torna al centro di una battaglia legale, mentre sarà il tribunale a stabilire se Netflix abbia effettivamente gestito con negligenza il materiale ricevuto o se la responsabilità ricada sulla mancata adozione delle misure di sicurezza previste dagli standard del settore.