Mattia Torre, la sua malattia raccontata nella serie La linea verticale

Mattia Torre ha raccontato la sua malattia ne La linea verticale, serie con Valerio Mastandrea e Greta Scarano disponibile su RaiPlay .

NOTIZIA di 12/05/2021

Nel 2018 Mattia Torre ha raccontato la sua malattia ne La linea verticale, serie interpretata da Valerio Mastandrea disponibile su RaiPlay e andata in onda su RaiTre. Lo show racconta la storia di Luigi, a cui viene diagnosticata una massa tumorale a un rene, la stessa malattia che ha condotto Mattia Torre alla morte il 19 luglio 2019.

La linea verticale: Valerio Mastandre e Greta Scarano in una scena
La linea verticale: Valerio Mastandre e Greta Scarano in una scena

La Linea verticale di Mattia Torre è una dramedy incentrata su Luigi, a cui viene diagnosticato un cancro. L'uomo deve essere operato di urgenza e si reca in ospedale insieme sua moglie Elena, che è incinta. A prendersi cura del paziente sarà il professor Zamagna, eccellente oncologo. Tra la preparazione dell'operazione e la lunga degenza in ospedale, Luigi ha modo di conoscere questo nuovo universo con i suoi conflitti, le sue assurdità e i suoi pazienti, interpretati da un cast d'eccezione che comprende i nomi di Giorgio Tirabassi, Babak Karimi, Paolo Calabrese, Ninni Bruschetta e Antonio Catania.

Mattia Torre, Luca Vendruscolo e Giacomo Ciarrapico sul set di Boris il film
Mattia Torre, Luca Vendruscolo e Giacomo Ciarrapico sul set di Boris il film

Nella serie di Mattia Torre, l'ospedale è un mondo a parte, un luogo sospeso in cui tutto si azzera e trionfa la forza dell'amore e della vita. A proposito del progetto, Valerio Mastandrea ha dichiarato a Repubblica: "Non ho scelto io La linea verticale ma sono stato scelto e me ne vanto. Mi sono lasciato travolgere di pancia da questo personaggio, ho vissuto questa esperienza senza filtro, con la massima libertà. Si è trattato di un ruolo molto impegnativo che mi ha insegnato quanto il nostro lavoro sia basato sulla fortuna di poter guardare la vita in maniera più intensa. Questa storia la conosco, sono amico di Mattia, l'ho seguito nel percorso, ero condizionato dal fatto che quello che stavo recitando l'ho vissuto. Mi considera un attore molto faticoso. Io sono un malinconico, lui è più beffardo".

Mattia Torre, invece, ha raccontato così la sua serie: "C'era il desiderio di raccontare il reparto oncologico di un ospedale pubblico di assoluta eccellenza capitanato da un chirurgo che, per gentilezza e amore verso il proprio mestiere, rappresenta l'idea di un'altra Italia possibile. Contrariamente alla malasanità, che pure esiste. La linea verticale significa stare in piedi e aggrapparsi alla vita con tutte le forze, la malattia è vista come crisi ma anche occasione di crescita e riscatto".

In occasione dei David di Donatello 2021, Torre ha vinto il premio alla Migliore sceneggiatura originale per Figli. Emma Torre ha ricevuto il premio vinto dal padre, Mattia Torre, e ha regalato alla platea un discorso denso di momenti di grande commozione.