La vita a New York costa cara, specialmente se sei un'attrice che sta ancora cercando di sbarcare il lunario. Durante il primo incontro per il film Prima o poi mi sposo, Judy Greer ha vissuto uno di quegli incubi che ogni esordiente vorrebbe evitare. Si è ritrovata intrappolata in un hotel di lusso con un'auto da riscattare e le tasche completamente vuote, salvata solo dall'intervento provvidenziale del suo "eroe" Matthew McConaughey..
Il panico al Roosevelt Hotel
Tutto inizia con un errore di calcolo. Per la lettura del copione della rom-com che vedeva nel cast anche Jennifer Lopez, Judy ha scelto di parcheggiare l'auto al Roosevelt Hotel. Pensava fosse la mossa più semplice, ma non aveva fatto i conti con il servizio valet di Manhattan. "Ho lasciato l'auto al parcheggiatore; non ne sapevo nulla" ha confessato l'attrice a Entertainment Tonight. Quando è arrivato il momento di andarsene, la mazzata: il conto era troppo alto. "Non avevo abbastanza soldi per ritirare la mia macchina dal parcheggiatore perché ero davvero al verde".
In preda allo stress, Judy Greer è corsa verso un telefono pubblico nella hall. Voleva chiamare l'amico Sean Gunn per chiedergli un prestito immediato, giusto il necessario per non restare bloccata lì. Mentre parlava al telefono, probabilmente con un tono di voce rotto dall'imbarazzo, è apparso Matthew McConaughey.
Il divo ha sentito tutto. Senza fare domande, senza metterla a disagio, le ha allungato una banconota. "Matthew McConaughey mi ha sentita e mi ha dato 20 dollari. Ero così mortificata, ma allo stesso tempo: il mio eroe". Un gesto rapido, quasi distratto, che ha risolto un problema enorme per chi, in quel momento, non sapeva come tornare a casa.
Pigiami, Yerba Mate e una carriera in ascesa
Ma che tipo era il Matthew di quegli anni? La Greer lo ricorda come una presenza zen, uno capace di azzerare la tensione del set solo con il suo modo di fare. Mentre lei lottava con le bollette, lui portava sul set di Adam Shankman una filosofia di vita rilassata. "Mi piaceva vederlo al trucco e parrucco ogni mattina, perché indossava il pigiama e beveva uno Yerba Mate". Nonostante fossero passati anni, l'immagine di lui con il suo tè tipico e l'abbigliamento da casa è rimasta impressa nella mente della collega come sinonimo di autenticità.
Dopo quel film, le cose sono cambiate drasticamente. La pellicola è stata un successo e la Greer ha iniziato a macinare ruoli in film diventati cult come 13 anni in un secondo e 27 volte in bianco. Non ha più lavorato con McConaughey, ma quel debito simbolico di venti dollari è rimasto lì, a testimoniare un'epoca in cui anche una star mondiale poteva fermarsi davanti a un telefono pubblico per dare una mano a chi stava ancora scalando la montagna.
È la dimostrazione che Hollywood sa essere umana, specialmente quando incroci le persone giuste nel momento del bisogno. Quell'aneddoto oggi è un pezzo di storia del cinema, un ricordo di quando Judy era "solo" Penny e Matthew era già l'eroe di cui lei aveva bisogno.