L'imbalsamatore la storia vera che ha ispirato il film di Matteo Garrone

L'imbalsamatore, il film di Matteo Garrone è ispirato a una storia vera: l'omicidio del nano di termini che per qualche giorno appassionò i lettori della cronaca nera nell'aprile del 1990.

NOTIZIA di 16/09/2020

L'imbalsamatore è un noir ispirato ad una storia vera, un episodio di cronaca nera conosciuto come l'omicidio del nano di Termini, che si concluse con la morte di Domenico Semeraro per mano di Armando Lovaglio con la complicità di Michela Palazzini. Matteo Garrone per questo film è stato premiato con il David di Donatello per la miglior sceneggiatura.

L'imbalsamatore: un primo piano di Ernesto Mahieux
L'imbalsamatore: un primo piano di Ernesto Mahieux

Ne L'imbalsamatore il personaggio del protagonista Peppino Profeta, interpretato da Ernesto Mahieux, ha le caratteristiche di Domenico Semeraro che in quegli anni gravitava attorno alla stazione Termini di Roma alla ricerca di ragazzi che soddisfacessero le sue fantasie sessuali, da qui il soprannome di "nano di Termini". Domenico è stato tecnico di laboratorio dell'Istituto di Cinematografia Roberto Rossellini e nel 1972 fece la comparsa sul set di Non si sevizia un paperino di Lucio Fulci, in cui interpreta un bambino di spalle. Un collegamento tra Non si sevizia un paperino e L'imbalsamatore di cui abbiamo parlato qualche tempo fa.

Domenico Semeraro

La storia inizia quando Armando Lovaglio, di 17 anni, inizia a cercare lavoro dopo essere stato bocciato a scuola. Tra le varie offerte di lavoro a cui si presenta c'è quella pubblicata da Domenico Semeraro, titolare di uno studio di tassidermia in cerca di un collaboratore. Domenico Semeraro è affetto da nanismo, è alto 1 metro e 30 cm e ha 40 anni. La sua statura lo ha portato ad essere vittima di bullismo ed allo stesso tempo è stato spesso ignorato dalle ragazze che gli piacevano. Domenico ha sviluppato una forte personalità, è un ammaliatore, e usa queste caratteristiche per circuire giovani ragazzi che lui giudica deboli. Armando viene assunto e Domenico gli regala la moto dei suoi sogni e che genitori non si potevano permettere

Le cose vanno benissimo fino al 1998 quando nello studio di Domenico arriva Michela Palazzini, 18 anni, la nuova segretaria. Armando e Michela iniziano ad uscire insieme e Michela l'anno dopo è incinta del giovane collaboratore dell'imbalsamatore. Domenico è geloso di questo rapporto, ha delle foto compromettenti di Armando e minaccia di renderle pubbliche. Nel frattempo i due ragazzi diventano i genitori di una bella bambina.

Il 25 Aprile del 1990 Domenico Semeraro chiede a Michela ed Armando di raggiungerli nello studio, vuole che il ragazzo interrompa la relazione con Michela. I due litigano, Armando volta le spalle a Domenico per andarsene ma l'imbalsamatore tenta di colpirlo con delle forbici. Avvisato dalle urla di Michela schiva il colpo, i due lottano e Armando soffoca Domenico con il foulard che indossava al collo. I due ragazzi presi dal panico gettano il corpo in una discarica. Quando il cadavere viene scoperto, i carabinieri risalgono ai due giovani e li arrestano, i due confessano l'omicidio e raccontano tutta la torbida storia.

Il processo a loro carico si conclude con la la condanna di Armando a 15 anni di carcere e di Michela ad un anno per occultamento di cadavere da scontare presso il proprio domicilio. Lovaglio, scontata la sua pena, è tornato in libertà ma è morto all'età di 49 anni.