L'anno del dragone: Michael Cimino fu costretto a cambiare il finale del film

Ai produttori de L'anno del dragone non piaceva una frase presente nel film e così Michael Cimino fu costretto a cambiare il finale della pellicola.

NOTIZIA di 27/07/2020

I produttori de L'anno del dragone chiesero a Michael Cimino, regista e co-sceneggiatore del film insieme ad Oliver Stone, di cambiare una frase presente nell'ultima scena del film. Secondo il regista questa fu una modifica priva di senso in quanto le parole che lui e Stone avevano scritto erano una sorta di chiave di lettura, utile a comprendere il significato l'intera pellicola.

Mickey Rourke ne L'anno del dragone
Mickey Rourke ne L'anno del dragone

Durante un'intervista il regista ha dichiarato: "L'unica modifica che mi hanno chiesto di apportare, modifica che ancora oggi trovo inspiegabile, era inerente all'ultima frase del film. Alla fine della pellicola c'è un'altra rissa che si scatena su Mott Street, durante una parata funebre. Tracy corre e trova Mickey a terra, entrambi sembrano sopravvissuti a una guerra. La telecamera si avvicina e, guardando attentamente, si può notare che gli attori non pronunciano le parole che si sentono nel film."

"Inizialmente, il personaggio di Mickey avrebbe dovuto pronunciare le seguenti parole nell'ultima scena: 'Beh, immagino che se combatti una guerra abbastanza a lungo, finisci per sposare il nemico.' Lo stesso Oliver Stone è sposato con una ragazza vietnamita e sono sicuro che vedremo degli americani sposati con donne irachene prima o poi. Quella frase non era accettabile per i produttori, quindi ho preso un'altra battuta e l'ho sostituita ma non ha alcun senso. Quelle parole riassumevano l'intero film." Ha concluso Cimino.

L'anno del dragone fu prodotto da Dino De Laurentiis e segna il ritorno di Cimino, a cinque anni dal clamoroso disastro al botteghino de I cancelli del cielo che fece fallire la United Artists. La pellicola è un'esplorazione delle bande di strada, della criminalità, dello spaccio di droga, del razzismo e dei luoghi comuni.