La prima volta di Julia Roberts alla Mostra del Cinema di Venezia passa attraverso il fuoco di domande dei giornalisti, o meglio, delle giornaliste, perplesse dalla rappresentazione femminile di Luca Guadagnino in After the Hunt: Dopo la caccia, ambigua vicenda ambientata nel dipartimento di filosofia dell'Università di Yale. Relazioni ambigue, rapporti di potere influenzati dall'amicizia, attrazione e dalle menzogne si intrecciano nel triangolo che coinvolge i personaggi di Julia Roberts, Andrew Garfield e Ayo Edebiri. Le figure femminili, in particolare, sono rappresentate in modo piuttosto ambiguo, quasi antifemminista, se vogliamo usare un'etichetta semplificatrice, ma non esaustiva dell'ambiguità che permea l'opera di Guadagnino presentata Fuori Concorso.
"Amo l'odore delle domande facili al mattino" esordisce scherzosamente la star di Pretty Woman parafrasando Apocalypse Now per poi farsi seria. "In che modo il film ridimensionerebbe e minimizzerebbe le lotte femministe? Non voglio apparire sgradevole, perché non è nella mia natura, ma mi sembra che il film riaccenda vecchie discussioni e non lo trovo un male. Non credo si tratti solo di riproporre una discussione su donne che si contrappongono o che non si sostengono a vicenda, ma molti di questi temi, visti nella luce odierna, alimentano il dialogo. La cosa positiva è che siete usciti dal cinema parlandone e questo era il risultato che volevamo ottenere. Ti rendi conto di ciò in cui credi fermamente perché noi lo stimoliamo per te. Quindi prego".

Stimolare l'arte del dibattito col cinema
Scritto da Nora Garrett e prodotto da Amazon MGM, After the Hunt: Dopo la caccia uscirà nei cinema italiani il 16 ottobre distribuito da Eagle Pictures. Nel film Julia Roberts interpreta una professoressa di filosofia di Yale che finisce nell'occhio del ciclone dopo che una delle sue studentesse predilette accusa di molestie sessuali un collega e amico della donna. Lo scandalo che ne consegue avrà conseguenze imprevedibili nelle vite dei tre personaggi e nei loro cari. Nel cast troviamo anche Michael Stuhlbarg nel ruolo del marito di Julia Roberts e Chloe Sevigny in quello di una collega.

"Non siamo facendo una dichiarazione politica, ma stiamo rappresentando la vita di un gruppo di persone in un momento preciso del tempo" ha insistito la Roberts. "Adoro il fatto che la camera è atterrata in un luogo documentando cosa accade alle persone che si trovano lì. Non voglio cercare la provocazione per forza, ma credo che sia importante coltivare l'arte del dibattito, che oggi stiamo perdendo del tutto. Si può discutere del film sorseggiando un Martini o una limonata dopo la visione, se realizza questo obiettivo io posso ritenermi soddisfatta".
Tornando a temi più leggeri, l'attrice ha confessato scherzosamente: "Avevo in programma un tour di Venezia stamani, ma sono qui con voi. Sono stata fortunata a venire qui in passato e visitare la città; è un posto magico e misterioso, una città incredibile. Ora sono qui solo per lavorare, non ho tempo per fare nient'altro, ma mi sento come in un sogno".