L'inverno 2026 ha riaperto i cancelli del mondo stregato di Jujutsu Kaisen, e l'impatto è stato un piccolo terremoto culturale. Tra animazioni da capogiro, un opening virale e una stagione che promette un "massacro regolamentato", MAPPA e Goshozono hanno fatto capire rapidamente una cosa: non siamo più ai tempi di Shibuya. Shōta Goshozono lo conferma e approfondisce cosa dobbiamo aspettarci per la terza stagione.
Una stagione più feroce di Shibuya
La terza stagione di Jujutsu Kaisen è entrata in corsa nel palinsesto invernale 2026 con un obiettivo chiaro: superare lo Shibuya Incident Arc. E a giudicare dal primo impatto, sta riuscendo nell'impresa. La narrazione getta i personaggi nel Culling Game, un battle royale orchestrato da Kenjaku, dove gli stregoni devono affrontarsi secondo regole ferree e letali. Una struttura che promette tensione continua, nuove abilità, e soprattutto nuove morti-perché il Culling Game non è un gioco, è un assetto geopolitico a tema maledizioni.
La stagione sarà trasmessa in due parti, anche se le informazioni sulla seconda metà restano avvolte nel silenzio. Intanto i segnali di gradimento arrivano forti e chiari: l'opening senza crediti ha sfiorato i 10 milioni di visualizzazioni in meno di dieci giorni, ricordando a tutti quanto il fandom sia attivo e internazionale. Per festeggiare il traguardo, il sito ufficiale ha annunciato un giveaway (riservato al Giappone), e ha condiviso un messaggio del regista Shōta Goshozono, figura chiave del nuovo corso della serie.
Goshozono ha preso il testimone da Sunghoo Park dopo la prima stagione, e da allora il suo tocco è riconoscibile: animazione più organica, più sporca, più nervosa, con battaglie che sembrano improvvisamente "riprese a mano" in un caos controllato. Una scelta estetica che ha spaccato in due i nostalgici ma conquistato chi cerca tensione e personalità.
Goshozono spiega la sua visione, tra cultura distrutta e resurrezioni narrative
Nel dettaglio, Goshozono ha commentato proprio l'opening, rivelando la filosofia dietro le immagini: era necessario visualizzare l'attrito tra "vecchi e nuovi personaggi", tutti convocati nello stesso campo da gioco per via dello stratagemma di Kenjaku. Parlando della continuità narrativa con Shibuya, dice: "Nell'Incidente di Shibuya, la cultura di Shibuya è stata schiacciata e un terreno piatto è stato esposto. Questa stagione raffigura la rinascita di Yuji da quel punto".
Secondo Goshozono, l'opening riflette anche un principio estetico della serie: la capacità di osservare "tutte le forme di espressione e cultura con gli stessi valori, trovando nuovo valore". E aggiunge che questo si collega direttamente al Culling Game: "Infatti, questo si ricollega al Culling Game, dove appaiono stregoni del passato e Kenjaku, che esplora nuove possibilità".
Poi arriva la frase che ha già fatto il giro del fandom: "Dato che questo è posizionato come la prima parte, ho deciso che una struttura che espande la storia anziché convergerla, finendo bruscamente come una bomba che cade alla fine, fosse più appropriata". Una dichiarazione che anticipa un cliffhanger esplosivo e mette in chiaro che il vero "atto finale" si giocherà dopo.
Oltre all'intensità narrativa, l'opening alterna citazioni visive a quadri storici ridisegnati con i personaggi della serie, momenti da thriller e sequenze assurde che accoppiano Yuji, Megumi e Takaba in siparietti comici. Una scelta che ricorda che Jujutsu Kaisen è una serie drammatica, sì, ma con l'umorismo come valvola salva-psiche.
Intanto, la Parte 1 della stagione conterà 12 episodi, pubblicati sottotitolati su Crunchyroll ogni giovedì. Se l'obiettivo era sollevare l'hype prima ancora di far entrare in campo i pesi massimi... missione decisamente compiuta.