Joaquin Phoenix: il suo discorso agli Oscar non sembra più così folle con l'arrivo del Coronavirus

Il discorso agli Oscar di Joaquin Phoenix torna materia di dibattito in tempi di Coronavirus in un lungo saggio apparso sul Los Angeles Times.

NOTIZIA di 16/04/2020

Il discorso di Joaquin Phoenix agli Oscar 2020 non sembra più così folle con l'arrivo del Coronavirus. La tirata ambientalista dell'attore, che gli ha attirato critiche da parte dei media, viene riletta in luce diversa ora che una pandemia di probabile origine animale ha paralizzato il mondo.

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Ecco la parte "incriminata" del discorso di Joaquin Phoenix agli Oscar 2020, vegano convinto da anni in prima linea per la salvaguardia degli animali:

"Credo che ormai siamo troppo disconnessi dal mondo naturale e molti di noi hanno una visione egocentrica, credono di essere il centro dell'universo. Andiamo nel mondo naturale e lo prosciughiamo delle sue risorse. Ci sentiamo autorizzati a inseminare una mucca e quando partorisce le rubiamo il piccolo anche se le sue grida di sofferenza sono inconfondibili. E poi le togliamo il latte che sarebbe per il suo cucciolo e ce lo mettiamo nel nostro caffè e cereali. Credo che temiamo l'idea del cambiamento perché pensiamo di dover sacrificare qualcosa, di doverci privare di qualcosa. Ma gli esseri umani al loro meglio sono così creativi e ingegnosi, e credo che quando usiamo amore e compassione come nostri principi guida possiamo creare, sviluppare e implementare sistemi di cambiamenti che portino benefici a tutti gli esseri viventi e all'ambiente".

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Il discorso di Joaquin Phoenix è stato accolto da polemiche e sarcasmo da parte di molti commentatori su Twitter. Gli allevatori hanno puntato il dito contro l'attore e molte altre categorie si sono sentite prese di mira dalla sua presa di posizione. Oggi in un lungo articolo del Los Angeles Times, Charles McNulty torna a guardare alle parole del divo chiedendosi se anche gli animali, adesso, si sono "presi la loro vendetta":

"Non si sa ancora molto del COVID-19, ma gli scienziati hanno chiaro il fatto che questo è un virus di origine zoonotica, una classificazione dei patogeni che fanno il salto di specie, da animale a umano. Se il coronavirus è nato in un wet market di Wuhan è materia di dibattito. La vendita e macellazione di animali esotici potrebbe aver fornito un legame tra pipistrelli, fonte sospetta del virus, e il virus che colpisce le vie respiratorie. Ma là dove gli scienziati sollevano domande, i politici sono rapidi nel puntare il dito senza prove certe".

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