Per Jesse Eisenberg interpretare Lex Luthor in Batman v Superman: Dawn of Justice ha avuto conseguenze che sono andate oltre le critiche ricevute dal film. L'attore sostiene che, dopo l'accoglienza negativa e il Razzie Award come peggior attore non protagonista, le grandi produzioni hollywoodiane abbiano smesso di cercarlo. E al BFI London Film Festival ha spiegato come quella fase di stallo e ansia totale lo abbia spinto a scrivere.
Jesse Eisenberg dopo Batman v Superman: "Non trovavo più ruoli"
"Non riuscivo più a ottenere parti nei film dei grandi studios", ha raccontato Eisenberg durante un incontro al festival londinese. L'attore ha collegato il cambiamento alla vittoria del Razzie per la sua interpretazione di Lex Luthor: un riconoscimento satirico, ma che, a suo avviso, gli aveva fatto intuire in quale direzione si stesse muovendo la sua carriera.
"Se sei un attore, sei costantemente in preda al panico, chiedendoti: 'Sono in ascesa o in declino?'E se sei una persona paranoica come me, lo vedi con largo anticipo". Il suo giudizio sull'industria è quello di un ambiente in cui la stabilità è difficile da trovare. In quel periodo, quindi, ha iniziato a pensare che il lavoro davanti alla macchina da presa potesse non bastare a garantirgli un futuro nel cinema. Perché non passare dietro, allora?
Da lì la decisione di provare con la scrittura e la regia. "Ho cominciato a scrivere film per tenere a galla la mia carriera", ha confessato, ricordando che all'inizio la scelta nasceva soprattutto dalla paura di perdere terreno. Col tempo, però, quel percorso gli ha permesso di costruire progetti in cui ha potuto assumere un ruolo diverso, senza dipendere soltanto dalle occasioni offerte dai grandi studios.
Il Razzie e il peso di una bocciatura pubblica
Jesse Eisenberg aveva già parlato delle conseguenze di Batman v Superman: Dawn of Justice nel 2024, ospite del podcast Armchair Expert. In quell'occasione aveva ammesso di credere che la ricezione del film avesse danneggiato la sua carriera "in modo concreto". A colpirlo, aveva spiegato, era stata soprattutto la dimensione pubblica della bocciatura: un'esperienza completamente diversa da quella di un progetto poco apprezzato ma visto da poche persone.
Da quella vicenda Eisenberg dice di aver imparato a leggere i segnali di Hollywood. Se l'industria non ti vuole in un certo tipo di film, ha spiegato, continuare a bussare alla stessa porta serve a poco. Così, dopo il Razzie Award, ha deciso di guardare altrove: niente corsa a un altro cinecomic, ma spazio alla scrittura e alla regia, dove poteva costruirsi da sé nuove occasioni.
Nel frattempo quindi ha trovato un suo spazio come autore e regista, affermandosi sempre più nell'industria. Un esempio su tutti: A Real Pain, il film del 2024 interpretato insieme a Kieran Culkin, è stato candidato all'Oscar per la sceneggiatura originale. E il suo nuovo progetto, The Debut - che sarà presentato alla Festa del Cinema di Roma - sta attirando molta attenzione. Due tappe che raccontano un percorso nato da una battuta d'arresto e diventato una parte centrale della sua carriera. Quali sorprese ci riserverà l'attore in futuro?