Django: Jamie Foxx chiese a Tarantino di tagliare la scena di stupro "per proteggere Kerry Washington"

L'attore ha raccontato di aver chiesto al regista di eliminare una delle sequenze più dure previste inizialmente dalla sceneggiatura, anche per tutelare l'immagine della collega in vista del debutto di Scandal.

Una scena di Django

Una scena particolarmente brutale di Django Unchained avrebbe potuto essere molto diversa da quella arrivata sul grande schermo. A rivelarlo è Jamie Foxx, che a distanza di molti anni ha raccontato di aver chiesto personalmente a Quentin Tarantino di eliminare una sequenza di stupro inizialmente prevista nella sceneggiatura, perché temeva che potesse danneggiare Kerry Washington, sua coprotagonista nel film.

La scena che Tarantino decise di eliminare

La vicenda era già emersa qualche anno fa attraverso le parole della stessa Washington, che nel suo memoir Thicker Than Water, pubblicato nel 2023, aveva ricordato una scena che aveva definito estremamente violenta e inquietante. L'attrice aveva anche raccontato di aver avuto la sensazione che un intervento di Foxx nei confronti di Tarantino avesse contribuito alla sua cancellazione. Ora è stato lo stesso Foxx a confermare quella versione dei fatti durante un'intervista a Baby, This Is Keke Palmer.

Jamie Foxx nei panni di Django in Django Unchained
Jamie Foxx nei panni di Django

Nel copione originale, ha spiegato Foxx, la violenza sessuale avrebbe coinvolto sia Django sia Broomhilda, la moglie del protagonista interpretata da Washington. Durante la lavorazione, però, Foxx, Washington e Tarantino discussero della possibilità di modificare quella parte della storia. "Se leggete la sceneggiatura, Broomhilda e Django vengono violentati. Ma quando ci siamo ritrovati insieme, Quentin, io e Kerry volevamo proteggerla", ha raccontato l'attore.

La preoccupazione di Jamie Foxx non riguardava soltanto ciò che Washington avrebbe dovuto affrontare sul set. L'attore era consapevole che una scena del genere sarebbe rimasta per sempre associata alla sua collega una volta che il film fosse arrivato nelle sale. "Perché volevamo proteggerla? Perché i film sono per sempre. Se realizzi una scena così scioccante, non puoi semplicemente tornare indietro e cancellarla: rimane per sempre", ha spiegato.

C'era poi un altro elemento che, secondo Foxx, rendeva la questione ancora più delicata. Quando Django Unchained venne realizzato, Kerry Washington si trovava infatti alla vigilia di una svolta fondamentale nella propria carriera. Scandal, la serie ABC che l'avrebbe trasformata in una delle principali star della televisione americana, stava per debuttare.

Foxx ha raccontato di aver tenuto conto anche di questo aspetto quando parlò con Tarantino. "Volevamo assicurarci di proteggere Olivia Pope", ha detto, riferendosi al personaggio che Washington avrebbe interpretato nella serie. "Gli dissi: "Ehi, lei avrà questa serie e noi vogliamo proteggerla". E Tarantino era d'accordo".

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Alla fine, quindi, quella parte particolarmente estrema della sceneggiatura venne eliminata. Per Washington fu un momento importante. Nel suo libro l'attrice aveva ricordato quanto fosse stata pesante anche solo l'idea di dover girare quella scena, descrivendo la sua cancellazione come "la risposta alle preghiere che sussurravo in ginocchio".

Foxx voleva anche una Broomhilda più importante

Il contributo di Jamie Foxx alla storia di Broomhilda, però, non si sarebbe fermato alla cancellazione della scena. L'attore ha raccontato di aver discusso con Quentin Tarantinoanche della struttura narrativa del film. Secondo Foxx, nella prima versione della sceneggiatura la moglie di Django aveva un peso insufficiente rispetto all'importanza che avrebbe dovuto avere nella motivazione del protagonista.

Un primo piano di Kerry Washington in Django Unchained
Un primo piano di Kerry Washington in Django

Il punto di vista dell'attore era semplice: Django non doveva essere percepito soltanto come un uomo impegnato nella vendetta contro gli schiavisti. Al centro della sua missione doveva esserci Broomhilda. "Quando ho letto la sceneggiatura, la cosa che vedevo era Django. Non sta cercando di porre fine alla schiavitù: ama la sua donna. Ma in quel momento Broomhilda non aveva abbastanza spazio nella storia", ha ricordato Foxx.

L'attore suggerì quindi a Tarantino di rafforzare il rapporto tra i due personaggi. "Lui ucciderebbe chiunque - nero, verde, rosso, blu o marrone - pur di riavere la sua donna. Se riuscissimo ad aumentare quella parte...", ha raccontato. Tarantino, secondo la ricostruzione ironica di Foxx, accolse l'idea a modo suo. "Quentin fa: "Sì, sì... è un'omelette. È un'omelette con tutti questi ingredienti... Metterò dentro un po' più di Broomhilda"", ha ricordato l'attore imitando il regista.

Quella modifica avrebbe avuto conseguenze concrete sul montaggio finale di Django Unchained. Foxx ha infatti sottolineato come alcune delle scene in cui Broomhilda compare mentre Django la osserva non fossero presenti nella versione iniziale della sceneggiatura. "Quando guardate il film, quelle scene in cui Kerry Washington si trova nel campo visivo di Django non erano nella sceneggiatura. Tarantino ha inserito Kerry per assicurarsi che fosse il filo conduttore della storia", ha spiegato.

L'idea era dunque rendere costantemente visibile ciò che spingeva Django ad affrontare un viaggio sempre più violento: non soltanto la lotta contro il sistema della schiavitù, ma soprattutto il desiderio di ritrovare la donna che ama. In questo senso, la scelta di eliminare la scena di stupro e quella di dare maggiore spazio a Broomhilda fanno parte della stessa revisione del personaggio. E, a distanza di quasi quindici anni dall'uscita del film, l'attore ha ora confermato che anche dietro alcune delle scelte più controverse di Django Unchained ci fu un confronto diretto tra lui, Washington e Tarantino.

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