Judi Dench non ha mai avuto particolare interesse a mandare a memoria le convenzioni del mestiere, e la sua esperienza nell'universo di James Bond non ha fatto eccezione. Per otto film, dal debutto in GoldenEye nel 1995 fino a Skyfall nel 2012, l'attrice ha interpretato M, la figura ai vertici dei servizi segreti britannici incaricata di assegnare le missioni all'agente 007. Un ruolo diventato uno dei più riconoscibili della sua carriera, che le ha permesso di impartire ordini a uomini abituati a non riceverne e, infine, di lasciare la saga con una delle uscite di scena più memorabili.
Judi Dench: "Mi piaceva mettere al loro posto tutti quegli uomini"
Nel memoir Is It Too Late to Make a Run For It?, pubblicato il 3 novembre da St. Martin's Press, l'attrice premio Oscar ripercorre la propria carriera in una conversazione con l'attore e regista Brendan O'Hea. Un estratto esclusivo pubblicato da Variety offre uno sguardo particolarmente divertito e schietto sul periodo trascorso nella saga, compreso il retroscena sulla morte di M: secondo Judi Dench, fu proprio Daniel Craig a suggerire di eliminare il personaggio.
La scelta di affidare il ruolo di M a un'attrice era legata anche ai cambiamenti nella società britannica. Nel 1992 Stella Rimington era diventata la prima donna a dirigere l'MI5, un passaggio che contribuì a rendere plausibile una versione femminile del capo dei servizi segreti nella saga di Bond.
Dench, tuttavia, chiarisce di non aver cercato di imitare Rimington, incontrata soltanto una volta, brevemente, nel 2023. Quello che l'aveva conquistata del personaggio era soprattutto la possibilità di ribaltare i rapporti di forza con gli uomini che le stavano davanti. "Mi piaceva interpretare M perché era fantastico poter dire a tutti quegli uomini dove andare e metterli al loro posto", racconta. Una soddisfazione che ricorda con particolare piacere, soprattutto pensando al primo incontro con il James Bond di Pierce Brosnan, quando M lo apostrofa definendolo "un dinosauro sessista e misogino". "Ero ubriaca di potere", scherza l'attrice.
Il personaggio, però, non si esauriva nell'autorità mostrata sullo schermo. Dench racconta di aver costruito per M un passato immaginario, una biografia personale che le permettesse di darle spessore anche quando la sceneggiatura non ne parlava. Nel corso dei film sono emersi alcuni dettagli: gli studi di legge a Oxford, le due figlie, la passione per il whisky e il matrimonio.
In Casino Royale, per esempio, l'attrice scoprì quasi a sorpresa che M aveva un marito, grazie a una scena in cui i due si trovavano insieme a letto. In Skyfall, invece, il personaggio era ormai vedovo. Il nome completo di M, Olivia Mansfield, viene rivelato soltanto alla fine del film, un dettaglio che Dench apprezza particolarmente: Olivia è infatti anche il suo secondo nome.
Il set di Il domani non muore mai e le riscritture dell'ultimo minuto
L'esperienza nella saga non è stata sempre semplice. Dench ricorda con affetto i produttori Barbara Broccoli e Michael G. Wilson, fratello e sorella, che a suo dire hanno sempre saputo prendersi cura del cast e della troupe. Anche la continuità di molti membri della squadra contribuiva a creare un'atmosfera familiare, con volti conosciuti che tornavano a ogni nuovo film.
Il rapporto con le sceneggiature, invece, poteva cambiare sensibilmente da una produzione all'altra. L'attrice cita in particolare Il domani non muore mai, il film del 1997 con Pierce Brosnan, come una delle esperienze più complicate. Il problema erano le continue modifiche al copione, che arrivavano spesso quando le riprese erano già in corso.
Dench ricorda una serata in cui, dopo essere rientrata a casa alle dieci, trovò ad attenderla un corriere con una dozzina di nuove pagine da imparare prima del trasferimento sul set, previsto alle cinque del mattino. Una situazione particolarmente frustrante per un personaggio come M, chiamato a pronunciare numerose battute tecniche. "A volte non capivo nemmeno quello che stavo dicendo", ammette. L'attrice precisa che non necessariamente la responsabilità fosse del regista: i cambiamenti potevano dipendere anche da scadenze e problemi di produzione. Resta il ricordo di un set attraversato da un senso generale di caos.
Quando le viene chiesto di scegliere il suo James Bond preferito, Dench non si sbilancia. Conserva un affetto particolare per Sean Connery, il primo interprete dell'agente segreto, ma riconosce a Pierce Brosnan e Daniel Craig il merito di aver costruito versioni personali del personaggio.
A conquistarla, soprattutto, è il loro senso dell'umorismo e la capacità di non prendersi troppo sul serio. Secondo l'attrice, sono qualità indispensabili per interpretare 007. Dench osserva anche come il personaggio sia cambiato insieme ai suoi interpreti: dal Bond elegante e quasi invulnerabile degli esordi con Brosnan a una figura progressivamente più fisica, sporca e realistica con Craig.
Un'evoluzione che riflette i tempi, anche se l'attrice rimpiange in parte l'ironia delle sceneggiature più vecchie: "Non penso che i copioni siano divertenti come un tempo, e forse è un peccato".
La morte di M in Skyfall? "È stata un'idea di Daniel Craig"
Il momento più curioso del racconto riguarda naturalmente l'uscita di scena di M. Dench spiega di essere stata invitata al ristorante Wolseley insieme a Barbara Broccoli, Michael G. Wilson e al regista Sam Mendes. Fu in quell'occasione che le venne illustrata la trama di Skyfall e le comunicarono che il suo personaggio sarebbe morto. Daniel Craig, racconta, probabilmente non era presente all'incontro.
"Apparentemente è stata un'idea di Daniel uccidermi", rivela con ironia. La battuta arriva dopo un altro ricordo: fin dai tempi di GoldenEye, Dench aveva chiesto di poter uscire dalla sua scrivania e partecipare maggiormente all'azione. Nel primo film, mentre il resto della troupe si spostava tra Monte Carlo e San Pietroburgo, lei aveva trascorso appena tre giorni a Watford. Alla fine, la produzione le aveva effettivamente concesso di lasciare l'ufficio. Il risultato, però, era stato decisamente definitivo: "Mi hanno sparato".
Prima ancora di morire, M aveva dovuto subire un'altra umiliazione: essere licenziata dal personaggio interpretato da Ralph Fiennes. Dench commenta l'episodio con una delle sue consuete frecciate, ovvero "stronzo", aggiungendo poi una risata.
L'attrice smentisce inoltre una voce circolata all'epoca, secondo cui avrebbe pianto quando le comunicarono che sarebbe stata sostituita. Al contrario, considera i suoi vent'anni nella saga e gli otto film interpretati un'esperienza straordinaria. Un primato che rivendica con una punta d'orgoglio: ha partecipato a un film di Bond in più rispetto a Roger Moore, a lungo considerato l'interprete più longevo di 007.
La sua ultima apparizione vera e propria resta quella di Skyfall, anche se Dench tornò brevemente in Spectre attraverso un filmato registrato su uno schermo televisivo. Una scena che richiese appena un'ora di lavoro. Quanto a Skyfall, invece, l'attrice confessa di non averlo mai visto: dopo aver scoperto che M sarebbe stata uccisa, ammette di essere rimasta ancora un po' risentita.