Il Re Leone, Luca Ward: "Le fan si tatuano le frasi del film, un successo inarrestabile"

Dopo l'enorme successo de Il Re Leone in Italia, Luca Ward ha confessato di ricevere foto da ragazze che si tatuano le sue parole sulla pelle.

NOTIZIA di 12/09/2019

Le parole di Luca Ward ne Il Re Leone sono già un fenomeno, tanto che ci sono fan che tatuano le frasi del film da lui pronunciate sul proprio corpo. D'altronde non ci si potrebbe aspettare niente di meno dal film che al botteghino italiano ha superato perfino Avengers: Endgame.

In un'intervista con Fanpage.it, Luca Ward, che nel remake live-action della Disney ha prestato la sua inconfondibile voce a Mufasa, ammette di aver sempre saputo che Il Re Leone sarebbe stato un successo: "Quando entrai in sala a doppiare questo film dissi al direttore del doppiaggio, che poi è Fiamma Izzo, la stessa de Il Gladiatore "Guarda che con queste frasi accadrà come con il Gladiatore, se le scriveranno sulle magliette". E con Il Re Leone la cosa è andata addirittura oltre, perchè l'incrocio tra le fan di Luca Ward (sempre molto popolare presso il pubblico femminile) e quelle del film ha generato un fenomeno ancora più radicale: "Mi sono arrivate fotografie di ragazze che si sono addirittura tatuate le mie frasi. E questo fa un piacere enorme. Due ragazze mi hanno mandato delle foto in cui si sono tatuate la frase "Ricordati chi sei": una ragazza se l'è tatuata sulla schiena, l'altra su un braccio".

E i motivi d'orgoglio legati al suo Mufasa de Il Re Leone non finiscono qui, perchè in cima alla classifica c'è la soddisfazione di essere stato scelto da Disney, in seguito al provino, non solo per doppiare il personaggio che nella versione americana ha la voce di James Earl Jones, ma soprattutto per prendere il posto del grande Vittorio Gassman, che era stato il Mufasa de Il re leone nel 1994. "L'idea di ripercorrere la strada che aveva percorso il grande Vittorio Gassman non ha fatto altro che infiammarmi ancora di più di orgoglio, di forza, di voglia di fare questo doppiaggio. Vittorio non era soltanto un grande attore ma anche un grande doppiatore. Non ho sentito assolutamente nessun peso. Anzi, l'idea di essere stato scelto dagli Stati Uniti per sostituire Vittorio, che purtroppo non c'è più, non poteva che rendermi strafelice".