I Cacciatori del Cielo con Giuseppe Fiorello è il programma più visto del 29 marzo: il commento dei produttori

Il docu-film I Cacciatori del Cielo è stato il primo programma della serata: Rai1 ha celebrato il centenario dell'aeronautica militare insieme a quasi 3 milioni e mezzo di spettatori.

I Cacciatori del Cielo con Giuseppe Fiorello è il programma più visto del 29 marzo: il commento dei produttori

Ieri 29 marzo Rai 1 ha mandato in onda I Cacciatori del Cielo. Il docu-film, che ha celebrato il centenario dell'aeronautica militare, è stato il più visto del 29 marzo. Quasi 3 milioni e mezzo di spettatori hanno visto Giuseppe Fiorello vestire i panni di Francesco Baracca, asso dell'aviazione italiana durante la prima guerra mondiale. Ecco i commenti dei produttori e dell'Aeronautica Militare.

Grande successo d'ascolto per I cacciatori del cielo seguito ieri sera su Rai1 da quasi 3 milioni e mezzo di spettatori (3.447.333) pari a uno share del 18,33%, numeri che lo pongono come primo programma della serata. Un ottimo risultato per il docu-film, per la regia di Mario Vitale, con protagonista Giuseppe Fiorello nei panni di Francesco Baracca, per celebrare il Centenario della costituzione dell'Aeronautica Militare, prodotto da Gloria Giorgianni per Anele con Luce Cinecittà, in collaborazione con Rai Documentari, con il Patrocinio e la partecipazione del Ministero della Difesa, Aeronautica Militare e Difesa Servizi, con il Patrocinio del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

I cacciatori del cielo: per i cento anni dell'Aeronautica, la Rai racconta la storia dei primi aviatori

"L'ottimo risultato de I cacciatori del cielo, uno dei docufilm più visti di sempre su Rai, dimostra il grande spazio che c'è per questo genere di racconto che ibrida il linguaggio documentaristico, il repertorio e le fiction, ed è il segno di una rivoluzione in atto" dichiara Gloria Giorgianni, produttrice e founder di Anele. "Mi auguro che Rai continui a investire sempre maggiori risorse e dedichi sempre più spazi a questo genere di progetti che riescono a ottenere risultati più performanti, anche in termini di rapporto qualità-costo, di altri prodotti fiction o di intrattenimento".

"Siamo molto soddisfatti di un risultato che rappresenta un record importante per un docufilm coprodotto da Luce Cinecittà, e che vive delle immagini del nostro prezioso Archivio Luce" commenta Chiara Sbarigia, Presidente di Cinecittà. "Un risultato che premia una politica editoriale e culturale con cui ogni giorno cerchiamo di portare il tesoro delle nostre immagini al pubblico più ampio possibile, anche con opere, come I cacciatori del cielo, che riescono a unire memoria storica ed emozioni, e a trasmetterle a tutti gli spettatori".

"Gli ottimi ascolti di ieri premiano Rai Documentari nella duplice sfida di svolgere la sua missione di servizio pubblico senza rinunciare all'obiettivo di promuovere l'innovazione dell'offerta televisiva generalista - dichiara Fabrizio Zappi, Direttore di Rai Documentari. "I cacciatori del cielo è un felice esempio di questo percorso, perché ha saputo amalgamare con originalità diversi linguaggi narrativi consentendo allo spettatore di sentirsi parte di una memoria condivisa e della storia collettiva del nostro paese".

I cacciatori del cielo: la storia vera di Francesco Baracca, l'aviatore interpretato da Giuseppe Fiorello

"Siamo davvero contenti di questi primi positivi riscontri, dell'entusiasmo con il quale è stato accolto dal pubblico questo bellissimo film su un italiano formidabile, un mito assoluto per chi ama il volo", ha commentato il Capo di Stato Maggiore dell'Aeronautica, generale di squadra aerea Luca Goretti. "Le donne e gli uomini dell'Aeronautica Militare, cento anni dopo la sua costituzione, portano ancora oggi nel cuore e nella mente quegli stessi valori e quel coraggio con cui l'asso degli assi dell'aviazione solcava i cieli italiani durante la prima guerra mondiale, che hanno ispirato la nascita della Forza Armata. Sono cambiati i mezzi, le tecnologie, gli scenari internazionali, ma non è cambiato lo spirito con cui continuiamo a difendere il Paese, con lo stemma del Cavallino Rampante di Francesco Baracca sulle code dei nostri caccia".