George Clooney, dal rischio di perdere la casa alle lodi alla moglie: il racconto al Festival di Venezia

A Venezia George Clooney ripercorre quasi cinquant'anni di carriera, dai sacrifici per realizzare Good Night, and Good Luck, dal rapporto con Amal, fino all'improvvisa proposta a una giovane diplomata di una scuola di cinema.

Un ritratto di George Clooney

Sul palco del Match Point Arena, al Lido, George Clooney ha ripercorso una carriera lunga quasi cinque decenni, in occasione della masterclass organizzata durante l'83ª Mostra del Cinema di Venezia. Un appuntamento arrivato pochi giorni dopo la consegna del Leone d'Oro alla carriera, ricevuto da Laura Dern, sua co-star in Jay Kelly.

George Clooney e quella casa ipotecata per Good Night, and Good Luck

Il rapporto dell'attore e regista con Venezia è molto antico e attraversa alcuni dei titoli più importanti della sua filmografia, da Out of Sight a Michael Clayton, passando per Gravity, Suburbicon, Wolfs e Jay Kelly. Tra i ricordi più significativi c'è quello legato a Good Night, and Good Luck., film del 2005 che Clooney volle fortemente realizzare anche a costo di correre un rischio personale considerevole.

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George Clooney sul set

"Ho ipotecato la mia casa per farlo", ha ricordato parlando del film, che racconta lo scontro tra il giornalista televisivo Edward R. Murrow e il senatore Joseph McCarthy durante gli anni della cosiddetta Red Scare. Fu proprio a Venezia, nel 2005, che George Clooney ebbe l'occasione di vedere per la prima volta il film insieme al pubblico.

La storia aveva inoltre un significato particolare per lui: suo padre Nick Clooney era stato giornalista e anchorman televisivo. Da quella figura familiare sarebbe arrivata anche una parte importante della sua visione dell'impegno civile.

L'eredità di suo padre e l'attivismo insieme ad Amal Clooney

Clooney ha spiegato di essere tornato a confrontarsi con Good Night, and Good Luck perché le sue riflessioni sulla libertà di stampa e sul rapporto tra giornalismo e potere gli sembrano oggi ancora estremamente attuali.

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Un primo piano di George Clooney

Parlando dell'adattamento teatrale portato a Broadway, ha sottolineato quanto gli sia sembrato urgente riproporre quelle parole in un momento in cui, a suo giudizio, istituzioni e organizzazioni sembrano più vulnerabili alle pressioni politiche. La lezione ricevuta dal padre continua a essere una sorta di bussola. Quando era bambino, Nick Clooney gli aveva affidato una responsabilità molto precisa: mettere in discussione chi possiede più potere e difendere chi ne ha meno.

È un principio che George dice di condividere con la moglie Amal Clooney, avvocata specializzata in diritti umani. L'attore ha ricordato anche il lavoro della Clooney Foundation, sostenendo che l'organizzazione abbia contribuito a far uscire dal carcere un centinaio di giornalisti. E proprio parlando della moglie, Clooney ha raccontato con orgoglio una differenza tra il proprio attivismo e quello di Amal. Lui, ha spiegato, è riuscito soprattutto a portare l'attenzione pubblica sulle atrocità commesse in Darfur, mentre lei avrebbe contribuito concretamente a portare alcuni responsabili davanti alla giustizia. "Lei ce l'ha fatta", ha raccontato, definendo Amal una "badass".

George Clooney a ruota libera: la cachistocrazia al potere, Mark Ruffalo e il giornalismo George Clooney a ruota libera: la cachistocrazia al potere, Mark Ruffalo e il giornalismo

Tra gli episodi che ricorda con maggiore emozione c'è anche l'incontro con Nadia Murad, sopravvissuta yazida alle atrocità dell'ISIS e futura vincitrice del Nobel per la Pace. Quando Murad arrivò nella loro casa, Amal aveva già moltissimi casi da seguire e Clooney le aveva consigliato di non assumersene un altro. Quattro ore dopo, però, trovò le due donne sedute sul pavimento, entrambe in lacrime. "Ho detto: "Prenderai il caso"", ha ricordato.

Clooney, il regista e il potere di decidere cosa resta sullo schermo

Durante la masterclass l'attore ha parlato anche del rapporto di forza tra interprete e regista, utilizzando una metafora pittorica: il regista sarebbe il pittore, mentre attori, musica, fotografia e sound design rappresenterebbero i colori a sua disposizione.

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George Clooney sul red carpet

Per spiegare quanto possa essere radicale il controllo del regista sul risultato finale, Clooney è tornato con ironia a La sottile linea rossa di Terrence Malick. Dopo aver deciso di aiutare Malick a tornare dietro la macchina da presa dopo quindici anni di assenza, Clooney volò in Australia per girare il film. Poi arrivò la sorpresa: Malick eliminò quasi completamente il suo personaggio dal montaggio finale, lasciandolo soltanto nell'ultima scena.

Clooney ha raccontato di aver reagito con incredulità quando vide il risultato: era stato praticamente cancellato dal film.

Davanti a una sala piena di aspiranti attori e filmmaker, Clooney ha poi ridimensionato l'idea secondo cui una carriera hollywoodiana dipenda soltanto dal talento. La fortuna conta, ha spiegato, ma una parte di quella fortuna può essere costruita continuando a esserci, a proporsi e a farsi trovare pronti quando arriva l'occasione.

Prima di ottenere il ruolo del pediatra Doug Ross in ER, il personaggio che avrebbe cambiato la sua carriera, aveva già recitato in sette serie televisive. "C'è un momento in cui qualcosa funziona. Ma devi continuare a inseguirlo", ha spiegato.

Poco dopo, una giovane diplomata di 25 anni, appena uscita da una scuola di cinema in Belgio e originaria dell'Algeria, ha deciso di mettere in pratica quella lezione. Durante il momento delle domande ha chiesto direttamente a Clooney un lavoro in una delle sue produzioni. Il suo obiettivo è diventare regista, ma prima voleva fare esperienza sul set. Clooney le ha fatto alcune domande sui suoi interessi e, alla fine, le ha proposto di lavorare a uno dei suoi prossimi progetti, in programma proprio in Italia.

La parte più intima della masterclass è arrivata quando George Clooney ha parlato della morte della sorella, scomparsa di recente dopo una malattia. L'attore ha raccontato di essere stato accanto a lei nei suoi ultimi momenti, tenendole la mano. Quel momento, ha spiegato, gli ha ricordato con forza quanto sia breve il tempo a disposizione e quanto velocemente cambino le cose. "Il tempo passa in fretta. Tutto questo. E quindi dobbiamo trovare nient'altro che gioia", ha concluso.

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