Chi pensava che Noah Hawley avesse messo da parte Fargo per dedicarsi solo agli alieni, dovrà ricredersi. Durante una chiacchierata esclusiva, il papà della serie cult di FX ha rivelato che la sesta stagione non è affatto un miraggio.
La lezione di Fargo applicata a Far Cry e agli alieni
Sono passati due anni dall'ultima volta che abbiamo visto il sangue sulla neve del Minnesota, ma la voglia di tornare a quel crimine bizzarro e provinciale che abbiamo visto in Fargo è più viva che mai per il suo showrunner.
"I colloqui sono tuttora in corso. Devo solo capire dove incastrare il progetto", ha ammesso Hawley, facendo capire che il matrimonio con Disney e FX è solido come una roccia. Il punto è che Fargo non è solo una serie, è un brand di qualità che non ha fretta, e l'annuncio ufficiale potrebbe essere davvero dietro l'angolo.
La cosa incredibile è come Noa Hawley stia usando il "metodo Fargo" per colonizzare altri mondi. Prendete Far Cry, il prossimo adattamento di uno dei videogame più famosi di sempre. Invece di fare la solita trasposizione pigra, lo showrunner vuole usare una struttura antologica: ogni stagione una storia diversa, ogni volta persone normali che diventano mostri per sopravvivere.
"È esattamente il modo in cui affronto Fargo", ha spiegato, sottolineando come il dramma umano debba vincere sull'azione pura. Anche su Alien: Earth il discorso è simile. La produzione della seconda stagione si è appena spostata ai Pinewood Studios di Londra, proprio dove sono nati i film originali della saga.
È un ritorno alle radici, con scenografie mastodontiche e un cast che ora vanta pure un attore di spicco come Peter Dinklage.
Gestire il caos tra sceneggiature e nuovi orizzonti
Ma come fa un uomo solo a gestire tutto questo senza impazzire? Hawley è onesto: ha capito che non può fare tutto da solo. Per la seconda stagione di Alien non siederà dietro la macchina da presa e anche per Far Cry dirigerà solo l'inizio.
Si fida dei suoi co-showrunner e della macchina organizzativa che ha messo in piedi tra Londra e la Thailandia. Nel frattempo, la sua casa di produzione 26 Keys continua a sfornare idee, come il misterioso progetto con John Mulaney o la serie sulle streghe di Cambridge.
Hawley non sta cercando di riempire il tempo libero, sta cercando storie che abbiano un'anima. Che si tratti di xenomorfi affamati o di sicari imbranati nel Midwest, l'importante è che il racconto rompa gli schemi. E a quanto pare, il meglio deve ancora arrivare.