Vi sti i nuovi aggiornamenti della storia di Goku e i suoi, Dragon Ball Xenoverse 3 svela un futuro lontano oltre Goku, mentre Dragon Ball Super: Beerus prepara il ritorno dell'anime nel 2026. Tra nuovi personaggi, canon in evoluzione e visioni di Toriyama, il franchise ridefinisce il proprio destino.
Xenoverse 3 e l'era Age 1000: il destino di Goku oltre il tempo
La lunga ombra di Goku si estende ben oltre la sua epoca, e Dragon Ball Xenoverse 3 decide di inseguirla fino a un futuro remoto, quasi mitologico. Il misterioso progetto "Age 1000" trova finalmente un nome e una forma concreta, rivelandosi come il nuovo capitolo della saga videoludica firmata Bandai Namco. L'annuncio, arrivato durante il Dragon Ball Games Battle Hour, non si limita a confermare il titolo: apre una finestra su un mondo che si colloca almeno due secoli dopo gli eventi classici.
In questo scenario lontano, il passato diventa leggenda e i protagonisti storici assumono i contorni di miti fondativi. Eppure, tracce della loro eredità sopravvivono. Il trailer suggerisce la presenza di figure familiari reinterpretate - una Bulma sorprendentemente ancora viva, una sagoma che richiama Piccolo - come se il tempo avesse riscritto i loro ruoli senza cancellarli del tutto.
Al centro di questa nuova epoca si colloca un personaggio inedito, progettato direttamente da Akira Toriyama, che fungerà da avatar del giocatore. Accanto a lui, una controparte femminile e un'altra figura dal nome curioso, Brett, che sembra evocare una discendenza diretta da Goku. Il risultato è una narrazione che si costruisce su genealogie, eredità e trasformazioni, piuttosto che su semplici sequel.
L'ambientazione futura apre possibilità narrative inedite, soprattutto per una serie abituata a manipolare il tempo. Xenoverse ha sempre giocato con linee temporali alternative; ora, spostandosi così avanti, trasforma il viaggio nel tempo in archeologia narrativa. Non si tratta più di correggere il passato, ma di interpretarne le conseguenze.
A rendere il quadro ancora più interessante interviene Toyotarou, oggi figura centrale nello sviluppo del franchise. La sua visione del canon, riassunta nella frase "più o meno tutto è canon", suggerisce un universo fluido, dove anche i videogiochi possono influenzare la continuità ufficiale. In questo senso, Xenoverse 3 potrebbe diventare molto più di uno spin-off: un laboratorio creativo per il futuro di Dragon Ball.
Il ritorno di Dragon Ball Super: Beerus tra remake e nuova linfa narrativa
Se Xenoverse guarda avanti, Dragon Ball Super: Beerus compie il movimento opposto, tornando alle origini recenti dell'anime per rileggerle con uno sguardo contemporaneo. Toei Animation ha infatti ufficializzato il ritorno della serie nel 2026 con una versione rielaborata del primo arco narrativo, quello ispirato a "Battle of Gods".
Non si tratta di una semplice operazione nostalgica. La nuova edizione promette un intervento sostanziale su ritmo, struttura e qualità visiva: sequenze ridisegnate, scene aggiuntive e una narrazione riorganizzata per avvicinarsi maggiormente al manga originale. Il comunicato parla chiaramente di un'esperienza "migliorata", capace di offrire combattimenti più immersivi e una fedeltà maggiore all'opera di Toriyama.
Il teaser anticipa anche il ritorno di Freezer nella sua forma dorata, suggerendo che il progetto non si limiterà a un singolo arco, ma potrebbe aprire la strada a una rilettura più ampia di Dragon Ball Super. Tra le ipotesi più concrete emergono adattamenti futuri di saghe mai viste in animazione, come quella di Moro, o espansioni narrative legate agli eventi di "Super Hero".
Il coinvolgimento di figure storiche del franchise, tra cui la leggendaria doppiatrice Masako Nozawa, rafforza l'idea di un ritorno pensato per unire generazioni diverse di spettatori. Non solo memoria, ma continuità.
Con questo doppio movimento - avanti con Xenoverse, indietro con Super - Dragon Ball costruisce una strategia che somiglia a un respiro profondo: espandersi senza perdere il proprio centro. Il futuro e il passato si parlano, e nel mezzo rimane un universo narrativo che continua a reinventarsi senza smarrire la propria identità.