Disney minaccia di fermare le produzioni in Georgia per protesta contro la legge anti-aborto

Dopo Netflix anche Disney scende in campo minacciando di fermare le produzioni in Georgia per protesta contro la legge anti-aborto.

Dopo Netflix, anche Disney minaccia di fermare le produzioni in Georgia per protesta contro la legge anti-aborto.

Disney potrebbe decidere di non girare più film e serie tv in Georgia se la controversa legge anti-aborto entrerà in vigore. A ventilare l'ipotesi è il capo della compagnia Bob Iger.

Reuters ha chiesto a Bob Iger se i piani dello studio resteranno inalterati, dal momento che Disney e Marvel finora hanno girato in Georgia alcuni dei film più importanti e ad alto budget, ma il CEO Disney ha anticipato che presto la situazione potrebbe cambiare. Se la legge anti-aborto entrerà in vigore, lo studio potrebbe sospendere la lavorazione dei suoi progetti nello stato.

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Perdere Disney, segnerebbe un duro colpo per le casse della Georgia. Disney ha filmato ad Atlanta alcuni dei film più importanti della Marvel, inclusi Black Panther, Captain America: Civil War e Avengers: Infinity War. Queste produzioni hanno portato alla Georgia 2,7 miliardi di dollari nel 2017, dati dell'ufficio del Governatore.

Soldi a cui presto la Georgia potrebbe dire addio. Ecco cosa ha dichiarato Bob Iger: "Sarà molto difficile girare ancora film in Georgia, non credo che proseguiremo a farlo se la legge anti-aborto entrerà in vigore il 1 gennaio 2020. Credo che le persone che lavorano per noi non vorranno lavorare lì, e dovremo tener conto della loro visione. Già lo stiamo facendo."

Disney non è la sola compagnia che minaccia di cessare di lavorare in Georgia, anche Netflix ha preso posizione contro la legge anti-aborto. Il capo della compagnia Ted Sarandos ha spiegato che Netflix potrebbe "ripensare il nostro intero investimento in Georgia" se la legge entrerà in vigore:

"Abbiamo molte donne che lavorano nelle produzioni in Georgia i cui diritti, insieme a quelli di milioni di altri, verranno severamente limitati a causa di questa legge. Dal momento che la legislazione non è ancora entrata in vigore, continueremo a girare lì per adesso, ma sosteniamo coloro che hanno deciso di non farlo più."

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