Dietro Backrooms c'è una serie TV "disturbante" che ha ossessionato Kane Parsons

Il regista dell'horror movie che sta sbancando al boxoffice ha rivelato una delle sue influenze più sorprendenti, una serie capace di lasciare un segno profondo nel tono del film.

Backrooms

Backrooms non arriva dal nulla, anche se a prima vista potrebbe sembrare uno di quei fenomeni improvvisi generati dall'algoritmo, esplosi online e poi trasformati in cinema quasi per magia. In realtà, dietro il film horror campione d'incassi firmato da Kane Parsons c'è un lavoro di sedimentazione molto più curioso: un mix di estetica digitale e inquietudine che arriva direttamente da internet, videogiochi, web series capaci di deformare la realtà fino a renderla irriconoscibile. Ma soprattutto, per stessa ammissione del regista, l'ispirazione arriva direttamente da una serie TV cult di qualche anno fa.

Backrooms e l'ombra di Mr. Robot

Mr. Robot: Rami Malek in una scena del pilot
Mr. Robot

Tra i riferimenti che hanno accompagnato Kane Parsons nel passaggio dai corti virali su YouTube al grande schermo ce n'è uno in particolare che ha contribuito a definirne l'identità estetica e il tono inquieto: Mr. Robot, il techno-thriller creato da Sam Esmail e interpretato da Rami Malek. Una serie che, a quanto pare, non è stata soltanto vista dal regista di Backrooms, ma quasi assimilata.

In una conversazione pubblicata da io9/Gizmodo, proprio Sam Esmail ha intervistato Kane Parsons, il quale ha raccontato di aver inizialmente immaginato Backrooms non come un lungometraggio, ma come una serie episodica. Un formato che si sarebbe adattato bene alla natura labirintica del progetto che, più che una storia chiusa, è un mondo in cui perdersi.

Ed è qui che entra in gioco Mr. Robot. Parsons ha ammesso - quasi con un certo imbarazzo - di aver visto la serie "otto o nove volte", spiegando però che ciò che lo colpiva davvero era la possibilità di restare dentro quel mondo, di assorbirne il tono, l'atmosfera.

"Mi vergogno a dirlo, ma credo di apprezzare molto vivere nel mondo di Mr. Robot. E, insomma, il tono che si percepisce. Mi sembra molto in linea con il mio modo di percepire la realtà in generale - so che molti lo dicono - ma mi sembra complementare al modo in cui cerco di viverla", ha dichiarato.

Il legame, in effetti, è più naturale di quanto sembri. Mr. Robot raccontava la paranoia contemporanea attraverso un hacker geniale e fragile, un personaggio brillante ma divorato da depressione, dissociazione e sospetto costante. Una figura che viveva il mondo come un sistema da decifrare, ma anche come una trappola mentale da cui era quasi impossibile uscire.

L'inquietudine digitale che passa dalla TV al cinema

The Backrooms Chiwetel Ejifor
Backrooms

Backrooms sembra muoversi in una zona simile, non tanto per la componente tecnologica in senso stretto, quanto per quella sensazione di spaesamento continuo, di realtà familiare ma corrotta, di spazi che sembrano normali solo fino a quando non ci si accorge che qualcosa non torna. È l'incubo dell'era internet: corridoi vuoti, luci fredde, ambienti senza identità, il terrore di finire in un luogo che somiglia al quotidiano ma ne ha perso ogni logica.

Parsons ha spiegato che la scoperta di Mr. Robot nel 2021, quindi dopo la conclusione della serie, ha avuto un ruolo importante nello sviluppo dei suoi corti successivi: "Dopo il primo video virale di Backrooms avevo già una piccola storia in testa, ma alcune visioni hanno contribuito a farla davvero scattare".

Oltre alla serie di Esmail, il regista ha aggiunto: "Anche Utopia di Channel 4 e Devs sono state influenze importanti", riferendosi a due titoli che lavorano sulla tensione, sul controllo, sulla percezione e su un senso di minaccia quasi astratto.